Arsenal – Milan del 15 marzo 2018, analisi tattica

Arsenal – Milan del 15 marzo 2018, analisi tattica

La bassissima percentuale di rimonte dopo uno 0-2 casalingo europeo lasciava poche speranze al Milan di Gattuso, chiamato all’impresa all’Emirates di Londra per ottenere la qualificazione ai quarti di finale di Europa League ai danni dell’Arsenal. Il primo vero banco di prova internazionale per il gruppo rossonero non è andato bene, infilato più volte dalla superiorità tecnica e l’esperienza internazionale della squadra di Wenger.

Il tanto contestato tecnico francese ha risollevato una stagione altrimenti negativa, trovando una prestazione di livello e ipotecando la prosecuzione nel torneo. Il Milan è uscito con le ossa rotte da quella partita (che ho analizzato in questo articolo) ma il processo di crescita di una squadra deve passare anche attraverso serate come quella di San Siro.

Al Milan serve vincere con tre gol di scarto, l’Arsenal vuole proseguire il trend positivo. Vediamo dunque com’è andata la partita di ritorno.

 

Formazioni

Wenger propone due varianti rispetto alla gara d’andata: i terzini sono Bellerin (al posto di Chambers) e Monreal (al posto di Kolasinac). La regia della squadra è affidata a Xhaka con l’aiuto di Ramsey mentre alle spalle di Welbeck il trio composto da Ozil, Wilshere e Mkhitaryan.

13
Ospina
18
Monreal
6
Koscielny
20
Mustafi
24
Bellerin
29
Xhaka
8
Ramsey
77
Mkhitaryan
10
Wilshere
11
Ozil
23
Welbcek

Gattuso propone un modulo nuovo, quello che ha permesso alla sua squadra di vincere all’ultimo minuto nella trasferta di Genova, il 4-4-2. Senza Calabria e Abate, il tecnico rossonero mette Fabio Borini nel ruolo di terzino destro, in scia a Suso, mentre a sinistra si forma la coppia Rodriguez-Calhanoglu. Montolivo preferito a Biglia e Kessié in mediana mentre in attacco la coppia è Cutrone-Silva, con quest’ultimo che vuole confermare di essersi sbloccato dopo il gol decisivo di Marassi.

99
Donnarumma
68
Rodriguez
13
Romagnoli
19
Bonucci
11
Borini
10
Calhanoglu
18
Montolivo
79
Kessié
8
Suso
63
Cutrone
9
Silva

 

La voglia di giocarsela del Milan

In fase d’attacco, Rino Gattuso ha disegnato un 4-2-4 molto propositivo dove il gioco sulle corsie dovrà essere decisivo. Kessié e Montolivo agiscono nella classica posizione mediana, vicini a centrocampo in fase di impostazione, e l’azione offensiva deve essere supportata da Borini a destra e Rodriguez a sinistra che alzandosi consentono a Calhanoglu e Suso di accentrarsi, creando lo spazio nelle corsie laterali.

Rodriguez
Calhanoglu
Suso
Borini

Per contro Wenger decide di difendere orientato all’uomo: il suo Arsenal, in fase di non possesso, si disegna con un 4-1-2-3 che presenta le puntuali marcature croce e delizia dei tifosi dei Gunners. Le distrazioni difensive che non si erano viste a Milano, complice la scarsa vena offensiva dei rossoneri, si sono subito mostrate dopo nemmeno un minuto quando André Silva ha avuto la palla del vantaggio. L’occasione nasce non solo dall’ottima sovrapposizione di Borini ma anche dagli errori in fase di scalata sulle marcature della difesa dell’Arsenal: due difensori, Bellerin e Mustafi, sono in marcatura su Cutrone e Calhanoglu (che ha stretto al centro), Monreal è stato scavalcato dal filtrante di Suso e su Borini esce Koscielny.

André Silva può correre da solo e raccogliere il pallone che metterà sull’esterno della rete. Scombinare la difesa dell’Arsenal non è difficile, e in questa circostanza tutto è stato eseguito molto bene ad eccezione della conclusione finale. Anche nel secondo tempo, sul punteggio di 1-1, il Milan ha continuato ad aggredire la difesa avversaria con 4 uomini, dimostrando di credere alla qualificazione e mettendo in evidenza la ricerca da parte di Gattuso di nuove soluzioni per correggere il principale problema della sua squadra, la sterilità offensiva.

Il movimento offensivo a 4 è stato fatto bene, alternando un attacco stretto verso il centro ad uno più largo, con Calhanoglu e Suso in posizione di ala nel tentativo di richiamare il marcatore e liberare spazio centralmente. Guardando le statistiche della partita vediamo che i tiri totali sono stati 17 l’Arsenal e 14 per il Milan, ma di questi 9 sono arrivati da dentro l’area, statistica confortante per il processo di maturazione.

 

Troppo schiacciati

In fase di non possesso si notava la chiara disposizione 4-4-2. Le sofferenze principali, come all’andata, sono arrivate dalla trequarti dove Wilshere e Mkhitaryan si sono proposti mettendo in crisi la retroguardia ospite. Nonostante il tentativo di mantenere compatte le linee, la grande abilità dell’Arsenal unita alle qualità individuali ha mostrato come difendere troppo bassi si sia rivelato estremamente pericoloso. L’unica soluzione per contrastare il palleggio veloce di una squadra tecnica come quella di Wenger è tenerli il più possibile lontano dall’area, mantenendo la linea di difesa più lontana dalla porta e costringendo alla giocata forzata, magari aiutandosi con il fuorigioco; questa soluzione è stata applicata dall’Arsenal con risultati mediocri (non sfruttati dal Milan), a dimostrazione di quale sia il loro grande limite.

La partita è stata condizionata da alcuni episodi, come il rigore molto dubbio su Welbeck e l’infortunio di Donnarumma che, concedendo il gol del 2-1, ha di fatto chiuso la partita. Rifacendoci ancora una volta ai numeri si nota come questo ritorno sia stato molto più equilibrato rispetto all’andata:

 

Conclusione

Il punteggio dell’andata ha pesato molto, l’Arsenal ha dimostrato di essere superiore dal punto di vista tecnico in attacco e più abituato a giocare partite di questo livello; la fase difensiva potrà costare molto in futuro e contro squadre più smaliziate sarà difficile non subire. Il Milan ha giocato con orgoglio, ha mostrato pregi e difetti, ha cercato di credere nel sogno qualificazione. La squadra è in piena maturazione ma mostra alcuni limiti di rosa, deficit strutturali che potranno essere colmati. Il lavoro di Gattuso è stato fin qui importante ma la fretta che, apparentemente, la dirigenza mostra verso una sua riconferma appare al momento inopportuna. Banchi di prova altrettanto difficili attendono il Milan che ora potrà concentrarsi solo ed esclusivamente alla rincorsa del quarto posto.

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