Consapevolezza canaglia

Consapevolezza canaglia

Giocare dopo l’impresa della Roma può sortire effetti opposti per Real Madrid e Juventus, impegnate nel loro quarto di finale al “Santiago Bernabeu”. Zidane può e deve aumentare ancora di più, se possibile, l’allerta anti-rimonta dopo la vittoria per 0-3 nella gara d’andata; Max Allegri, per contro, può continuare ad instillare nei suoi ragazzi la convinzione di potercela fare, che nessuna rimonta è impossibile.

Queste sono le premesse della sfida, ennesima conferma della supremazia europea del Real Madrid o clamorosa rinascita della Juventus?


Le scelte di formazione

Zidane non può contare su Sergio Ramos, diffidato e ammonito nella gara d’andata, al suo posto al fianco di Varane gioca Vallejo. Confermato il 4-4-2 con, a centrocampo, Kroos, Modric, Casemiro e Isco. In attacco al fianco di Ronaldo c’è Bale, con Benzema che si accomoda in panchina.

Max Allegri, senza Barzagli, Bernardeschi e lo squalificato Dybala, vara il 4-3-3: davanti a Buffon giocano Chiellini e Benatia centrali con De Sciglio e Alex Sandro esterni, a centrocampo Matuidi, Pjanic e l’ex Khedira, in attacco ai lati di Higuain agiscono Mandzukic e Douglas Costa, fresco autore di uno splendido gol al Benevento sabato scorso.


Come meglio non si poteva iniziare

Pronti via e Mandzukic segna il gol dello 0-1. Un pallone sul secondo palo che trova praticamente solo il croato, avvio difficile per il Real Madrid contro una Juventus aggressiva e dal baricentro alto. L’occasione di Higuain porta i bianconeri ad un passo dal raddoppio dopo una splendida progressione di Douglas Costa; il Real Madrid decide di riequilibrare l’andamento della partita e lo fa attraverso il palleggio a centrocampo con la qualità di Modric e Kroos.

Al 17′ Allegri è già costretto al primo cambio con Lichtsteiner che prende il posto di De Sciglio, sostituzione che non cambia lo schieramento iniziale. Sbloccata la gara, la Juventus lascia comodamente il possesso ai padroni di casa puntando sulle ripartenze affidate soprattutto a Douglas Costa che nelle prime fasi di gara sembra particolarmente ispirato; compatti tra gli spazi, i campioni d’Italia disegnano un 4-5-1 in fase di non possesso.

La partita perde progressivamente di ritmo, il Real Madrid controlla il gioco ma non crea grandi occasioni, allo stesso tempo la Juventus non riesce più a ripartire, faticando molto in fase di uscita palla. Questo fino al 37′ quando Lichtsteiner crossa perfettamente ancora per Mandzukic che sovrasta Carvajal e segna lo 0-2. La sensazione è che l’assenza di Sergio Ramos si senta eccome. Tutto riaperto.

La traversa di Varane, da punizione di Kroos, è l’ultima emozione di un primo tempo che la Juventus chiude in vantaggio 0-2, dopo 45 minuti estremamente pragmatici ma con un Real Madrid meno convincente del solito.


Zidane non aspetta

Asensio e Vazquez per Casemiro e Bale: sono queste le due mosse di Zidane in avvio di ripresa per cercare di dare maggiore aggressione alla Juventus sulle corsie esterne. Il modulo è sempre 4-4-2 con Isco che affianca Ronaldo in attacco. La differente grandezza attuale tra Real Madrid e Barcellona la si nota dalla gestione dei momenti di difficoltà: mentre ieri i catalani si sono consegnati all’avversario, al Bernabeu il Madrid dà sempre la sensazione di non essere troppo preoccupato, facendo girare il pallone da destra a sinistra nel tentativo di innescare i due nuovi esterni d’attacco. Il destro di Higuain respinto da Navas pareggia quello di Ronaldo, ben controllato da Buffon.

Quando sembra che possa arrivare il gol del Madrid, arriva la terza rete della Juventus complice un clamoroso errore di Navas che si lascia sfuggire il pallone e Matuidi segna lo 0-3, il tutto nato da uno splendido cross di Douglas Costa. Adesso, con lo spettro dei supplementari, come reagiranno i campioni d’Europa?


La calma prima della tempesta

La gara riprende e la Juventus rifiata, la manovra offensiva del Real Madrid finisce sempre per infrangersi sulla doppia linea di difesa della Juve, che però arretra pericolosamente il proprio baricentro. Matuidi deve fare lavoro doppio a centrocampo, perché Pjanic si muove per il primo appoggio mentre Khedira perde sempre più aderenza con la gara.

Zidane spende il terzo cambio ad un quarto d’ora dalla fine, toglie Modric e mette Kovacic. L’apporto di Carvajal e Marcelo è costante e rischioso, il Real tiene la linea di difesa molto alta nonostante si trovino contro un velocista ispiratissimo come Douglas Costa. La partita scivola senza troppi scossoni verso i tempi supplementari, la Juventus controlla per centrare l’obiettivo mentre il Real Madrid non ha la forza di spingere adeguatamente per trovare il gol. Poi al 93′ la svolta che decide la qualificazione.

Il fallo di Benatia su Vazquez provoca il calcio di rigore per il Real Madrid, ed espulsione di Buffon per proteste. CR7 infallibile non sbaglia e all’ultimo secondo salva la sua squadra dall’extra time e da guai ben peggiori.


Conclusioni

Rimontare tre gol al Real Madrid a casa sua non è cosa da tutti, anzi da pochissimi. La Juventus esce dalla Champions League con la consapevolezza che mai come quest’anno si poteva fare, che se l’ostacolo fosse stato superato la strada per la coppa sarebbe stata in discesa. Pronto ad affrontare i supplementari, la sola colpa che si può attribuire all’ottimo Allegri è la gestione dei cambi che avrebbero potuto dare ai suoi ragazzi la possibilità di provare a segnare anche il quarto gol, cosa tutt’altro che impossibile.

La figuraccia del Barcellona, 24 ore prima, non è servita di lezione al Real Madrid che ha rischiato seriamente di essere eliminato. Nonostante una gestione più tranquilla in certi momenti della gara, la squadra di Zidane ha dimostrato l’imprescindibilità di Sergio Ramos e senza il capitano la difesa non è stata all’altezza. La consapevolezza nei propri mezzi può essere un’arma a doppio taglio e la squadra campione d’Europa dovrà tenere ben a mente questo aspetto nel prossimo turno.

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