Il colpo dei campioni

Il colpo dei campioni

Dopo i successi in settimana nelle rispettive comeptizioni europee, Real e Atletico Madrid si incontrano in un derby che, se dal punto di vista della classifica mette in palio solo il secondo posto (67 a 63 per la squadra di Simeone), è sempre una partita molto sentita nella capitale.

Le scelte iniziali

Zidane manda in panchina Benzema, Casemiro, Isco e Modric, con Lucas Vazquez e Asensio esterni nel 4-4-2, Kovacic al fianco di Kroos e Bale al fianco del fenomenale CR7.

Simeone, privo di Filipe Luis e Gimenez, manda Gabi in panchina e Thomas a centrocampo al fianco di Saul, in attacco Griezmann e Diego Costa compongono il tandem offensivo.

Difesa e contropiede

L’approccio offensivo del Real alla gara è contrastato dalla grande densità a centrocampo proposta da Simeone. Lasciar palleggiare il Real, rubare il pallone e ripartire con la velocità di Griezmann, ecco il piano gara dell’Atletico. In realtà questo non accade nella prima parte perché i padroni di casa fanno girare con pazienza e precisione il pallone e dopo una decina di minuti sfiorano il gol con Ronaldo, dagli sviluppi di un corner.

La posizione di Asensio, studiata per essere quella di esterno di centrocampo in comunione con Marcelo, si trasforma portandolo spesso verso il centro del campo, sulla trequarti, a ricalcare i movimenti di Isco. Il rigore chiesto e non concesso per fallo su Kroos e il seguente palo di Asensio sono  un altro campanello di allarme per Simeone.

La partita si addormenta nella fase centrale del primo tempo, complice l’atteggiamento estremamente prudente dell’Atletico e la mancanza di idee del Real Madrid, che sviluppa le azioni d’attacco solo dalle corsie esterne e non riesce a prevalere nonostante il divario riguardo il dato del possesso palla (74% a 26% per i padroni di casa). L’occasione capitata a Diego Costa alla mezz’ora è l’esempio di come l’Atletico ha pensato di far male: uscita rapida, scambio sulla trequarti e profondità per l’attaccante che trova Navas sulla sua strada.

Con il passare dei minuti le ripartenze dell’Atletico, per quanto sporadiche, costringono Carvajal e soprattutto Marcelo a tenere un atteggiamento più prudente, togliendo un’ulteriore arma offensiva a Zidane. L’azione del palo (di destro) colpito proprio da Marcelo è la più bella del primo tempo, perché coinvolge l’intero schieramento offensivo del Real da destra a sinistra.

Ci pensano CR7 e Griezmann

Al rientro dall’intervallo Simeone non cambia nulla della sua formazione, dove Vitolo e Thomas continuano a pressare i portatori palla avversari; contestualmente, Zidane muove Bale e Ronaldo, alternando lo spostamento sugli esterni degli attaccanti alla ricerca continua di come disordinare la difesa dell’Atletico.

Ma come spesso accade al Real, se la tattica non basta ci pensa CR7, che con uno splendido collo destro colpisce il pallone che scavalca Hernandez, siglando il gol del vantaggio. Il gol ha l’effetto di “stappare” la partita con la reazione nervosa, determinata e concreta dei ragazzi di Simeone.

Thomas, Vitolo e Griezmann confezionano la rete del pareggio al termine di un’azione che sorprende la difesa del Real Madrid. Ma non finisce qui, dopo aver passato un’ora a difendersi adesso i biancorossi sfiorano persino il vantaggio con il destro a botta sicura di Koke parato da Keylor Navas.

La ricerca della vittoria

Simeone annusa la stanchezza dell’avversario e inserisce Correa per Vitolo, cambio con tendenze offensiviste. La risposta immediata di Zidane è l’ingresso di Benzema per Cristiano Ronaldo, al fine di risparmiare energie al Pallone d’Oro in vista della Juventus. Dopo il botta e risposta, la gara ritorna sui binari iniziali, con il Real Madrid a fare la partita e l’Atletico a difendersi organizzato e stretto tra i reparti. La tendenza a scoprirsi troppo, e senza l’ausilio di Casemiro e il palleggio di Modric, permette alla squadra di Simeone di creare una buona palla gol con Saul, che in contropiede mette di poco a lato alla destra di Navas.

Proprio per evitare situazioni del genere, Zidane inserisce Isco e Modric per gli ultimi 20 minuti al posto di Asensio e Kovacic. L’indicazione è quella di voler vincere la partita. Il giro palla, inevitabilmente, migliora ma sia Benzema che Bale non sono precisi inoltre il baricentro dell’Atletico si abbassa sempre più chiudendo le linee di passaggio e riempiendo l’area di uomini. La splendida punizione di Sergio Ramos e la splendida risposta di Oblak chiudono il derby.

Conclusioni

Il pareggio equivale ad una vittoria per l’Atletico Madrid, che tiene a distanza il Real consolidando il secondo posto in classifica. Organizzazione e prestazione difensiva hanno permesso a Simeone di subire il giusto gli avversari e di pareggiare grazie al colpo del suo campione, Griezmann.

La formazione iniziale di Zidane, in mezzo ai due impegni di Champions League contro la Juventus, ha penalizzato la manovra della sua squadra. Il gol di Ronaldo sembrava poter indirizzare la partita ma testa e gambe non sono girate come il solito, diminuendo le possibilità di raggiungere il secondo posto.

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