Inter – Juventus, analisi tattica

Inter – Juventus, analisi tattica

Domenica si è giocata una delle partite più importanti in Europa e nel mondo, il Derby d’Italia, che ha opposto allo stadio Giuseppe Meazza di Milano l’Inter di Roberto Mancini, arrivata a questa sfida al secondo posto della classifica, e la Juventus di Massimiliano Allegri, che non ha iniziato bene la stagione ma aveva ottenuto prestazioni e punti nelle ultime uscite.

Nerazzurri allineati in un 4-4-2 con due centrocampisti centrali (Medel e Felipe Melo) che se necessario aiutano la difesa. Due ali che aiutano gli attaccanti, uno centrale (Icardi) e uno più arretrato (Jovetic) che ha sostituito Palacio. La “Vecchia Signora” di Allegri ha mostrato uno schieramento offensivo, con un centrocampo a cinque e il 3-5-2 che si trasformava in un 4-4-2.

La trasformazione avviene nel momento in cui uno dei centrocampisti scende sulla linea di difesa e forma la linea a 4. In attacco 2 ali e 2 attaccanti formano la linea offensiva.

Inter ad alta pressione

Nel primo tempo l’Inter si è dimostrata più aggressiva e organizzata, alternando movimenti collettivi a inserimenti per chiudere le triangolazioni. Ben organizzati difensivamente e a centrocampo, la mediana con due incontristi copriva bene la difesa e pressava gli attaccanti della Juventus cercando di contrastarne il fraseggio corto. Per quanto riguarda la Juventus la compattezza difensiva si dimostrava molto forte, alternando i 3 uomini con la linea a 4 e difesa a zona che non si è mai spinta nella metà campo avversaria. L’unica pressione è stata applicata dalla prima linea tra la zona 2 e 3, considerando che il campo è diviso in 4 aree uguali. L’idea di gioco di Allegri e della sua Juventus era quella di rimanere molto compatta e ripartire in velocità con lanci lunghi, cercando soprattutto gli esterni per favorire a loro volta il servizio per l’attaccante principale, Alvaro Morata.

Il dominio dell’Inter nel primo tempo si è fondato sul rapido recupero del pallone e il controllo degli attacchi della Juve, che presentava Marchisio come centrocampista centrale difensivo in grande aiuto sugli esterni. La linea bassa dei centrocampisti della Juventus permetteva ai nerazzurri il predominio del centro del campo ma questa superiorità non si è concretizzata nel gol del vantaggio.

Juventus: sicurezza difensiva, velocità in verticale in attacco

Nel secondo tempo l’andamento è cambiato, e con lui i piani delle due squadre. La Juventus ha avanzato le linee in cerca di maggiore profondità offensiva basandosi sempre sui lanci lunghi, sui passaggi in verticale e quelli in diagonale a cercare Morata o Zaza. Hanno trasformato il centrocampo in una zona di transizione senza perdere l’ordine tattico. La loro fase offensiva si basava sulle transizioni rapide al fine di cercare di approfittare di qualche mal posizionamento dei difensori dell’Inter anche se quest’ultima tattica non ha prodotto frutti per l’ottima gara della linea difensiva di Roberto Mancini.

La fase difensiva dell’Inter ha rafforzato la presenza di uomini per merito dei due centrocampisti centrali che spesso hanno preso a turno il ruolo di 5° difensore riducendo lo spazio tra le linee e difendendo in modo efficace la zona 3. Salvo singole giocate delle loro ali, soprattutto Cuadrado, la Juventus non poteva turbare l’organizzazione difensiva dell’Inter. Con il movimento di entrambi gli attaccanti Morata e Zaza (poi Mandzukic e Dybala) che finivano schiacciati sul muro nerazzurro, per lo più le manovre offensive della Juventus finivano nei piedi di Cuadrado ed Evra.

L’Inter ha attaccato sugli esterni in ogni occasione con Perisic e Brozovic, spesso cercando la collaborazione di Jovetic e del suo compagno di reparto Icardi, ben marcato dalla difesa della Juventus. Ad un certo punto Mancini ha chiesto anche a Felipe Melo di partecipare alla fase di impostazione d’attacco della manovra con Juan Jesus e Santon esterni e anche Medel coinvolto. Ma nessuna penetrazione d’attacco vedeva la luce tranne che per sporadici episodi creati dai singoli. Senza dubbio una grande organizzazione dal punto di vista difensivo con alcune idee anche in attacco. Entrambe le squadre ad un certo punto si sono affidate quasi esclusivamente al lancio lungo per gli esterni.

Conclusione

E’ stata sicuramente una partita equilibrata senza particolari spunti, non solo in termini del punteggio ma anche nelle statistiche con il 50% di possesso palla a testa. Il pareggio è un risultato giusto per entrambe le squadre che si sono rivelate molto ben organizzate in difesa ma con grosse lacune quando si trattava di offendere. Il primo tempo è stato controllato dal centrocampo dell’Inter che senza dominare ha creato le occasioni migliori. Nel secondo tempo è accaduto esattamente l’opposto con la Juventus che ha cercato di giocare di più anche offensivamente, senza trovare il gol, ma con l’intenzione di rendersi più pericolosa. Alex Telles avrebbe potuto dare maggiore supporto alla fase offensiva dell’Inter rispetto a Juan Jesus così come nella Juventus Pereyra avrebbe potuto dare più peso all’attacco dei Campioni d’Italia. L’Inter dovrà migliorare dal punto di vista dell’attacco per fare rendere al meglio il buon parco attaccanti di cui dispone Mancini. Per la Juventus, che ha avuto un pessimo avvio di stagione, un punto che lascia aperte le possibilità di recupero, nella speranza che il proseguo della stagione possa essere positivo.

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