Manchester City – Roma, analisi tattica

Manchester City – Roma, analisi tattica

Si può tranquillamente affermare che da molto tempo una squadra italiana non affrontava una gara di Champions League contro un avversario di livello con la personalità dimostrata dalla Roma sul campo del Manchester City. E pensare che tutto stava giocando contro Garcia e i suoi uomini, perché andare sotto dopo tre minuti contro i campioni d’Inghilterra a casa loro, in una partita che devono assolutamente vincere e riuscire non solo a recuperare ma sfiorare più volte il vantaggio e comandare per lunghi tratti il gioco è dimostrazione di grande squadra. Pellegrini è cosciente di affrontare un avversario di spessore e preferisce assicurarsi maggior copertura sulla sinistra inserendo Clichy al posto di Kolarov per permettere a David Silva di avanzare con adeguata protezione; oltre al francese Demichelis vince il ballottaggio con Mangala mentre Dzeko e Aguero in avanti sono supportati da Navas a destra preferito a Milner, in fin dei conti il City deve pur vincere. Garcia perde De Sanctis, al suo posto fra i pali Skorupski che si dimostrerà un secondo affidabile; come previsto Florenzi viene preferito a Ljajic con Totti e Gervinho, in mezzo al campo Pjanic con Keita e Nainggolan.

Possiamo dividere l’incontro in tre fasi, la prima parte al calcio d’inizio e arriva fino al 5’: in mezzo il rigore di Maicon su Aguero trasformato dal “Kun” e la traversa dello stesso brasiliano. La seconda arriva fino al 45’ e vede la Roma padrona del gioco, la terza è la ripresa quando il City prende in mano il pallino ma non riesce a segnare il gol vittoria. Manchester City-Roma. Garcia ha preparato bene questa gara e l’episodio dello svantaggio non rovina più di tanto i piani, i suoi reagiscono d’orgoglio soprattutto con il protagonista in negativo Maicon (ex non molto rimpianto che prima non sale per il fuorigioco, quindi stende Aguero procurando il rigore).

Yaya Tourè è oggetto di marcatura quasi costante nel primo tempo, a turno Nainggolan e Keita si occupano dell’ivoriano, Ashley Cole avanza di trenta metri la sua posizione e Garcia chiede a Florenzi un sacrificio in copertura quando l’inglese si spinge in avanti. Il centrocampo giallorosso gioca meglio nel primo tempo rispetto a quello del City e la squadra di Pellegrini si trova spesso in sofferenza perché, per caratteristiche, David Silva, Dzeko e Aguero non rientrano a coprire ma esercitano una pressione costante sui portatori di palla della Roma: scavalcata questo primo pressing i giallorossi hanno più libertà di manovra.

Maicon spinge tantissimo costringendo Fernandinho al raddoppio in aiuto di Clichy mentre Nainggolan non solo recupera ma anche cerca di liberare gli inserimenti dei compagni con i suoi movimenti. Ed è proprio da un’uscita di Kompany sul belga che si libera lo spazio dove Totti si infila per segnare il gol del pareggio grazie ad un delizioso colpo sotto al pallone, aiutato dalla iniziale scivolata di Hurt.

E’ il giusto pari per una Roma con personalità e talento. Florenzi e Gervinho si sacrificano scendendo spesso sulla linea mediana e il City non riesce a costruire quelle accelerazioni negli ultimi 20 metri che ne sono il marchio di fabbrica. Nella ripresa i padroni di casa partono con il piglio giusto, grande pressing e possesso palla ma l’inferiorità numerica in mezzo al campo è evidente: Pellegrini ovviamente se ne accorge e cambia, fuori Dzeko e dentro Lampard; il Manchester City passa dunque ad un 4-2-3-1 che costringe la Roma ad abbassarsi. Garcia risponde con la stessa moneta: Totti resta unica punta, Pjanic avanza di qualche metro il raggio d’azione con Florenzi e Gervinho ai lati mentre Nainggolan scala sulla linea di Keita. Teoricamente, perché il maliano è in realtà difensore centrale aggiunto, alla De Rossi; prezioso acquisto per Garcia, esperienza, qualità e quantità. Nonostante la pressione è la Roma ad avere nel giro di un minuto la palla del vantaggio con un’azione che Pjanic non riesce a trasformare in gol.

Il finale è ovviamente dei padroni di casa, nella Roma cala Nainggolan (protagonista in tutte le gare della Roma in questa stagione), Totti lascia il posto ad Iturbe per cercare sia di alzare il baricentro si di sfruttare la velocità in eventuali contropiedi. In realtà negli ultimi dieci minuti i giallorossi non riescono più a ripartire e il City va vicino alla marcatura con David Silva mentre Jovetic, entrato nel finale al posto di Aguero, sbaglia tutto il possibile e fortunatamente non riesce a far danni. Manolas e Yanga-Mbiwa spendono tutto quello che hanno, l’intesa cresce e soprattutto il greco sembra già difensore di livello europeo. Al fischio finale Garcia può giustamente esultare, non solo un punto prezioso per la classifica ma la consapevolezza di essere allo stesso livello del City e, in prospettiva, di attendere all’Olimpico il Bayern Monaco con ancora più certezze. Finisce 1-1.

CONCLUSIONI

La Roma supera l’esame di maturità, costruendo una partita di grande intensità, concentrazione e qualità. Subire un gol dopo pochi minuti avrebbe probabilmente condizionato la gara a molte squadre ma la banda Garcia ha reagito come se nulla fosse accaduto e lo stesso Maicon, protagonista del rigore provocato, ha suonato la carica. A questo si somma la classe infinita di Francesco Totti e il talento di Pjanic, la difesa sempre attenta e concentrata e il grande sacrificio offerto da Florenzi e Gervinho. Il Manchester City ha giocato come sempre, alcuni protagonisti hanno faticato molto ad entrare in partita (Yaya Tourè su tutti) e Pellegrini ha tardato a capire l’evolvere della partita; i suoi restano in corsa per la qualificazione ma la sensazione è che ancora una volta dovranno pagare pegno nelle competizioni europee. Un punto preziosissimo e meritatissimo per la Roma e adesso si attende con ansia la doppia sfida al Bayern Monaco, banco di prova ancora più alto per una squadra che vuole stupire.

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