Milan – Arsenal del 8 marzo 2018, analisi tattica

Milan – Arsenal del 8 marzo 2018, analisi tattica

Milan e Arsenal arrivano alla sfida di San Siro con un trend opposto. Se i rossoneri hanno beneficiato della cura Gattuso, riuscendo a recuperare punti in campionato e a conquistare la finale di Coppa Italia, i Gunners sono nella bufera per aver perso male le ultime partite, ringalluzzendo i sostenitori del movimento “Wenger-Out”. Il tecnico francese è tornato ad essere il bersaglio dei supporters dell’Arsenal, additato come principale responsabile di un’altra stagione opaca.

Proprio per evitare il totale fallimento, l’Europa League rappresenta per gli inglesi un obiettivo importante, sia per il prestigio ma soprattutto perché consente l’accesso diretto alla prossima edizione della Champions League. Per il Milan, invece, si tratta del primo impegno di livello in Europa della nuova proprietà, un banco di prova per stabilire a quale punto sia arrivato il lavoro di Gennaro Gattuso.

Gli schieramenti

Come previsto il tecnico del Milan schiera quella che per lui è la formazione tipo, gli stessi 11 che sarebbero scesi in campo domenica nel Derby. Davanti a Donnarumma la difesa a 4 con la coppia in ascesa Bonucci-Romagnoli, Calabria a destra e Ricardo Rodriguez a sinistra. A centrocampo Kessié e Bonaventura mezz’ali con Biglia al centro e il tridente offensivo composto da Suso, Calhanoglu e Cutrone come punta centrale. Si tratta del classico 4-3-3 che in fase di non possesso si trasforma in un 4-4-2 o 4-1-4-1 con l’arretramento di Calhanoglu sulla linea dei centrocampisti.

99
Donnarumma
68
Rodriguez
13
Romagnoli
19
Bonucci
2
Calabria
5
Bonaventura
21
Biglia
79
Kessié
10
Calhanoglu
63
Cutrone
8
Suso

Wenger registra diverse assenze e imposta la squadra come sempre a trazione anteriore. In difesa la coppia centrale titolare è composta da Koscielny e Mustafi, a sinistra Kolasinac e a destra Chambers. In mediana la regia di Xhaka e la fantasia di Ramsey mentre alle spalle dell’unica punta (disponibile) Welbeck agiscono Wilshere, Mkhitaryan e Ozil. Il modulo base è il 4-2-3-1 ma in realtà il tecnico alsaziano ha modellato uno schieramento molto simile all’ ”albero di Natale” 4-3-2-1.

13
Ospina
31
Kolasinac
6
Koscielny
20
Mustafi
21
Chambers
29
Xhaka
8
Ramsey
77
Mkhitaryan
10
Wilshere
11
Ozil
23
Welbeck

 

Le magie della trequarti dell’Arsenal

Il Milan approccia con grinta alla gara, l’Arsenal lascia il possesso agli avversari che oltre a qualche pallone buttato in area non creano veri pericoli (e sarà purtroppo la costante della partita del Milan). In fase di costruzione della manovra, l’Arsenal si dispone a 3 in difesa con la posizione di Kolasinac molto avanzata per supportare l’attacco ma anche per limitare l’azione offensiva della catena di destra dei padroni di casa formata da Suso e Calabria.

Un’interessante variazione della “salida lavolpiana” è stata quella concepita da Wenger per creare superiorità numerica nella zona trequarti del Milan: Kolasinac a sinistra sale, dalla parte opposta lo stesso movimento viene fatto da Chambers e a scendere tra i due centrali è Ramsey. La scarsa funzionalità delle manovre offensive rossonere sugli esterni ha agevolato questa mossa dell’Arsenal alla quale Gattuso non ha saputo porre rimedio, almeno nel primo tempo.

Kolasinac
Chambers
Ramsey
Koscielny
Mustafi

Dal punto di vista tattico non c’è stata partita: Wenger ha sfruttato le incertezze in fase difensiva del Milan, ha allargato gli esterni di difesa e occupato la trequarti avversaria, agevolato dalla pessima occupazione degli spazi in fase di non possesso degli uomini di Gattuso. A differenza delle ultime uscite, dove la fase difensiva era stata eseguita molto bene, in questa partita i rossoneri hanno fatto diversi passi indietro e per lunghi tratti si sono rivisti gli errori tipici della prima parte di stagione, sotto la guida confusionaria di Vincenzo Montella. Tipica situazione quella in cui Mkhitaryan riceve palla tra le linee di difesa e centrocampo trovando davanti a se diverse opzioni di passaggio, tra le quali Ozil e Wilshere al suo fianco anche loro liberi di agire.

La tanto bistrattata fase difensiva dell’Arsenal ha dato una nuova immagine di sé a San Siro. In fase di non possesso Wenger dispone i suoi con un 4-4-2 richiedendo a Wilshere il supporto per il primo pressing. Welbeck scherma Bonucci costringendo il Milan a far partire l’azione da Romagnoli; la mediana tiene le giuste distanze su Biglia e Calhanoglu – che gioca una partita insufficiente – sempre alla ricerca di uno spazio che non troverà mai. Il turco si è spesso accentrato scambiando la posizione con Bonaventura ma non è mai riuscito ad incidere sia nei duelli individuali che nell’idea di giocata (solo un bel passaggio per un inserimento di Kessié nel secondo tempo).

Una delle tante disattenzioni dei Gunners in questa stagione è stata quella di concedere spazio tra le proprie linee, difetto corretto alla perfezione contro il Milan. 4-4-2 compatto in fase di non possesso, chiusura sistematica delle linee di passaggio. I rossoneri si sono visti costretti a giocare sempre sugli esterni dove la scarsa partita degli interpreti non ha permesso la creazione di pericoli dalle parti di Ospina.

Da sottolineare l’ottima prestazione di Granit Xhaka. Lo svizzero ha dato tempi in mezzo al campo in modo pulito e preciso e si è speso in aiuto alla difesa, rientrando sulla linea dei centrali quando i suoi compagni costringevano al gioco sugli esterni il Milan.

Calabria
Xhaka

 

Conclusioni

Il Milan ha dimostrato di non essere ancora pronto ad affrontare gare di questo livello. L’Arsenal ha messo in campo diverse individualità di maggior qualità ma è stata la fase difensiva a sorprendere, soprattutto se si considera che prima di questa sfida aveva incassato 10 gol in 5 partite. Troppi individualismi tra i ragazzi di Gattuso che paga a sua volta l’inesperienza e l’incapacità di compattare le linee della sua squadra, apparsa sfilacciata nel primo tempo e in balia delle trame offensive degli inglesi.

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