Il primo Chelsea di Sarri

Il primo Chelsea di Sarri

La prima uscita ufficiale del nuovo Chelsea di Maurizio Sari arriva in Australia, dove la squadra inglese affronta in amichevole il Perth Glory. I padroni di casa non sono un avversario di grande livello e nella passata stagione hanno concluso il campionato all’8° posto in classifica (su 10 squadre totali). Privo di molti futuri titolari e con un mercato che deve ancora mettersi in moto, Sarri schiera un 4-2-3-1 molto elastico con Jorginho a dettare i tempi in mezzo al campo insieme a Fabregas, con la voglia di sfruttare la velocità sugli esterni di Pedro e del giovanissimo Hudson-Odoi.

Il collaudato 4-3-3 – In realtà si nota fin dalle prime battute che il modulo è il tanto amato e testato 4-3-3, con Jorginho vertice basso e la coppia Barkley-Fabregas ad agire più da mezz’ali. La posizione del centrocampista spagnolo si scambia con quella dell’ex Napoli, che da centrocampo invita i suoi compagni ad eseguire i passaggi con i tempi richiesti dall’allenatore. L’estensione di Sarri in campo è la prima novità di questo Chelsea, che approccia alla gara con entusiasmo e prova subito a giocare con intensità, alla ricerca di scambi corti e gioco ad un massimo di uno/due tocchi. Nei primi due minuti il Perth Glory non tocca mai il pallone a riprova di quali saranno le intenzioni del nuovo manager del Chelsea.

Il primo abbozzo di occasione è proprio per gli australiani, che sugli sviluppi di un calcio d’angolo trovano il colpo di testa di Grant che al 3′ mette abbondantemente a lato. Il gioco ragionato costruito dal basso del Chelsea trova al 4′ il suo sbocco, con l’apertura di Fabregas per Hudson-Odoi che lascia sul posto Italiano e serve il pallone a Pedro che realizza il gol del vantaggio. Sembra il preludio ad una goleada ma la squadra di casa si chiude a riccio con quello che sembra un 9-1 mentre il giro palla dei Blues non trova le giuste imbucate. Si deve attendere il 26′ quando una geniale azione a centrocampo di Ross Barkley (attenzione alla sua rinascita in questa stagione) mette Alvaro Morata solo davanti a Reddy ma l’attaccante spagnolo si fa recuperare dal difensore centrale mostrando di non essere ancora entrato in condizione.

Tanta manovra ma poche conclusioni – Con i due esterni di difesa – Zappacosta e Alonso – sempre piuttosto bassi, trovare sbocchi offensivi diventa complicato per il Chelsea che in ogni caso ha sempre in mano la partita e al 29′ costruisce una potenziale azione da gol, con il tiro di Fabregas che trova la schiena di Grant davanti alla porta di Reddy. Al 31′ è Pedro ad avere una buona occasione ma il suo destro finisce abbondantemente a lato. Al 39′ anche Zappacosta arriva al tiro, parato da Reddy, con la difesa del Perth Glory che appare sempre meno compatta. E’ l’ultima occasione di un primo tempo ben giocato dal Chelsea ma che si conclude con un solo gol di vantaggio.

Nel secondo tempo arriva l’inevitabile girandola di cambi, ma c’è il tempo per ammirare lo splendido doppio passo di Barkley che si libera del marcatore e di sinistro colpisce il palo alla destra di Reddy. La partita cala d’intensità e a risvegliarla ci sono gli estemporanei tentativi di Fabregas e Zappacosta da fuori area e il sinistro di Franjic, che da calcio d’angolo batte al volo da fuori area facendo applaudire i tifosi di casa. La migliore occasione della ripresa capita sui piedi di Abraham, giovane e talentuoso attaccante che colpisce a tu per tu il portiere avversario senza trovare il gol. Al 65′ la volee di destro di Pedro è da applausi ma ancora una volta l’estremo difensore australiano è attento. Il Chelsea crea diverse occasioni ma non è abbastanza cinico sotto porta per arrotondare il punteggio.

Buona la prima – La prima uscita del Chelsea ha mostrato, soprattutto nel primo tempo, quelle che saranno le intenzioni di Maurizio Sarri, ovvero trasportare quanto più possibile la sua idea di gioco ammirata a Napoli sulle sponde del Tamigi. Il livello tecnico è più alto e questo potrà essere un vantaggio, l’unico problema al momento sembra essere l’integrazione del centravanti nella sua manovra ma siamo a metà luglio ed è troppo presto per questo tipo di considerazioni, i testi con avversari più complicati come l’Inter sabato ci diranno di più sul progetto Chelsea.

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