PSG – Real Madrid, analisi pre-gara

PSG – Real Madrid, analisi pre-gara

La partita d’andata giocata al “Santiago Bernabeu” ha restituito un risultato tutto sommato bugiardo. Il 3-1 con il quale il Real Madrid ha battuto il Paris Saint-Germain è figlio di spunti individuali, di mosse azzeccate da parte di Zidane e di una insolita inconsistenza offensiva da parte dei parigini, incapaci di concretizzare diverse occasioni nel secondo tempo per indirizzare in modo (forse) definitivo la qualificazione.

La scelta del tecnico francese di passare ad un 4-4-2 con Asensio esterno sinistro ha portato un duplice beneficio: da una parte ha limitato l’azione di Dani Alves, dall’altro ha dato profondità al Real Madrid; non è un caso che il secondo e il terzo gol siano nati proprio da quel lato, concretizzati da un colpo di coscia di Cristiano Ronaldo e da un sinistro sporco di Marcelo.

La fortuna aiuta gli audaci, si dice, ma nel caso del Real la vittoria non è giunta solo per eventi fortuiti ma anche e soprattutto per l’esperienza dimostrata dalla squadra – e dal tecnico – nel giocare partite di questo livello. Come si prefigura la gara di questa sera al Parco dei Principi?

Il gioco del Real Madrid

Zidane parte con una doppia possibile assenza tutt’altro che ininfluente. Infatti sono in dubbio sia Modric che Kroos, due pedine fondamentali nel centrocampo del Real Madrid. Se dovessero mancare i due “cervelli” di centrocampo è molto probabile che i campioni d’Europa si affidino al 4-4-2 visto nel secondo tempo della gara d’andata. Ma il giocatore che può davvero spostare gli equilibri è Isco.

Le due punte saranno Ronaldo e Benzema, che come all’andata cercheranno di aggredire gli spazi dietro la linea difensiva del PSG. È successo anche nel primo confronto che Isco si portasse in posizione molto avanzata per disordinare la linea difensiva di Emery, rubando l’attenzione di due difensori e permettendo a Ronaldo e Benzema di aggredire lo spazio creato. Questa soluzione potrebbe essere applicata nel caso di un utilizzo “ibrido” di Isco, una posizione che galleggia tra l’esterno di centrocampo e il trequartista. La svolta del Madrid nella scorsa stagione è passata proprio attraverso questo accorgimento.

MARQUINHOS
KIMPEMBE
ISCO
RONALDO
BENZEMA

Se Zidane deciderà di affidarsi ad uno schieramento più ortodosso saranno gli esterni a giocare un ruolo determinante. Marcelo – vera e propria spina nel fianco del PSG all’andata – andrà ad aggredire la corsia mancina attirando su di se la linea difensiva avversaria, permettendo a Ronaldo di aggredire il lato debole. Al Bernabeu questo tipo di azione ha prodotto una clamorosa occasione non finalizzata dal pallone d’oro portoghese.

Ronaldo si è preparato per questa seconda parte di stagione, ha ripreso a segnare con continuità ed ha elevato la qualità delle sue prestazione anche da un punto di vista atletico. Dalla posizione di attaccante ha spesso arretrato il raggio d’azione per andare in aiuto ad un compagno, tipicamente la mezz’ala, creando un 2 Vs 2 ma anche 2 Vs 1 in fase di costruzione dell’azione offensiva.

Questi movimenti hanno spesso disordinato sia la linea difensiva che quella di centrocampo del PSG, che ha mostrato alcune lacune strutturali. Lo Celso ha agito da play al fianco di Verratti dimostrando di non avere i requisiti per svolgere quel compito (questa sera potrebbe giocare Thiago Motta). Il mantenimento delle posizioni delle due linee si è spesso rivelato una vera problematicità per i parigini, obbligando l’unico attaccante disposto al sacrificio – Mbappe – ad un lavoro di copertura dal suo lato sui continui e pericolosi inserimenti di Marcelo.

Il gioco del PSG

Inutile sottolineare come l’assenza di Neymar, al centro di un caso internazionale con la Federazione brasiliana, incida sul rendimento offensivo del PSG anche se le alternative non mancano. Emery rimarrà fedele al suo 4-3-3 e il posto del brasiliano sarà occupato molto probabilmente da Di Maria. La gara d’andata ci ha consegnato un PSG molto sbilanciato a sinistra in fase d’attacco, soprattutto nel primo tempo. Neymar è stato il catalizzatore delle azioni offensive grazie alla sua capacità di creare superiorità numerica, anche in situazione di 2 Vs 1. La sua tecnica superiore, unita alla catena con Berchiche, ha prodotto diversi grattacapi al Real Madrid e la scelta di Zidane di utilizzare Nacho dal lato destro di difesa è risultata funzionale al tentativo di contenere il brasiliano.

I difensori si sono spesso ritrovati a prestare la massima attenzione nei confronti dell’ex attaccante del Barcellona, trascurando le sovrapposizioni nello spazio che i suoi movimenti ad attrarre gli avversari creavano. Sarà interessante capire se Di Maria riuscirà ad ottenere effetti simili, essendo un giocatore dotato di ottima tecnica e capacità di saltare l’avversario.

Nella gara d’andata, oltre all’attacco dalla parte di Neymar, si è notata l’attitudine del PSG ad occupare l’area con molti uomini. In occasione del gol i due centrali di difesa del Real Madrid vengono pressati da Cavani e Neymar, da dietro arriva Rabiot (colpevolmente lasciato libero da Modric che non ne segue l’inserimento) che segna il gol dello 0-1. In altre occasioni abbiamo visto come l’accentrarsi di Neymar sia stato seguito da un movimento uguale di Mbappe, che con Cavani stringeva al centro dell’area per mettere pressione ai difensori del Real Madrid.

RABIOT

L’altro tema in fase di possesso del PSG è stato quello di proporre una sorta di 4-1-2-3: Verratti e Rabiot si alzano fino alla trequarti avversaria per dare supporto agli attaccanti, con il movimento ad accentrarsi di Neymar e Mbappe a creare lo spazio per il loro inserimento. Per contrastare questa offensiva Zidane si è appoggiato come sempre a Casemiro, equilibratore della squadra, che scendeva tra i centrali a formare una sorta di difesa a 5, o per meglio dire a “4+1”.

Zidane potrà optare per una strategia conservativa, forte delle due reti di vantaggio, nel tentativo di approfittare con il passare dei minuti di eventuali sbilanciamenti o distrazioni difensive del PSG. La maggiore esperienza dei campioni d’Europa in carica può essere un fattore decisivo, in fin dei conti il PSG deve segnare due gol e se non nutro dubbi sul potenziale offensivo dei parigini altrettanto non penso che potranno mantenere la porta invariata.

È probabile che la qualificazione si sia decisa in quei scriteriati – per il PSG – 15 minuti della ripresa. Ma proprio il club della capitale francese ha subito una delle più incredibili rimonte della storia del calcio, chissà che questa sera non possa essere lui il protagonista di una “remuntada”.

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