PSG – Real Madrid del 6 marzo 2018, analisi tattica

PSG – Real Madrid del 6 marzo 2018, analisi tattica

La stagione del Real Madrid ha vissuto alti e bassi rilevanti, il titolo di campione di Spagna vinto la scorsa stagione è stato consegnato virtualmente al Barcellona molto presto e in Copa del Rey l’eliminazione per mano del Leganes nei quarti di finale aveva fatto rumoreggiare sia il pubblico che la dirigenza. Zidane si sarebbe potuto trovare nella posizione classica del tecnico che siede sulla panchina dei “Blancos” e non vince, ovvero ad un passo dall’esonero (nonostante due Champions League in due stagioni).

Questo è quello che vedevano gli osservatori, quello che non si vedeva ancora era la volontà del Madrid di confermarsi in Champions League e il primo passo è stato fatto. La vittoria al Parco dei Principi ha sottolineato la grandezza di questa squadra che trova nuova linfa in Europa e si permette il lusso (dettato dalla necessità) di non schierare Modric e Kroos, ovvero 2/3 del centrocampo titolare. Un successo evidente nel doppio confronto, una qualificazione in bilico solo per una ventina di minuti al Bernabeu. Troppo poco per la squadra di Emery, chiamata a fare il salto di qualità e schiantatasi contro il muro dei campioni in carica.

Rispetto alla gara d’andata il tecnico dei parigini rimette i due Thiago in campo, Silva in difesa e Motta a centrocampo con Di Maria (che sostituisce Neymar) e Mbappe ai lati di Cavani. La tattica di Emery sarà quella di spingere sugli esterni e creare superiorità numerica grazie alle sovrapposizioni di Dani Alves a destra e Yuri Berchiche a sinistra. Verratti e Rabiot dovranno garantire geometria e corsa mentre Motta dovrà dettare i tempi più e meglio di quanto fatto da Lo Celso nella gara d’andata. Quello che inizialmente è un 4-3-3 si trasforma in un 4-5-1 in fase di non possesso con l’arretramento di Mbappe e Di Maria.

16
Areola
17
Berchiche
2
Thiago Silva
5
Marquinhos
32
Dani Alves
25
Rabiot
8
Thiago Motta
6
Verratti
29
Mbappe
9
Cavani
11
Di Maria

Zidane ha problemi di formazione, infatti sono acciaccati sia Toni Kroos che Luka Modric e non è poco. Per ovviare a queste defezioni il tecnico francese riparte dagli ultimi 10 minuti di campionato contro il Getafe: mediana a 4 con Asensio e Vazquez ai lati, Kovacic e Casemiro centrali. In attacco Benzema e Cristiano Ronaldo mentre in difesa ritorna sulla destra Carvajal che ha scontato la squalifica e si trova ad affrontare un avversario meno complicato di Neymar. Il 4-4-2 è stata la mossa vincente nel secondo tempo della gara d’andata ed è una soluzione ottimale per il Real Madrid quando si tratta di contenere e ribaltare velocemente l’azione.

1
Navas
12
Marcelo
4
Ramos
5
Varane
2
Carvajal
20
Asensio
23
Kovacic
14
Casemiro
17
Vazquez
7
Ronaldo
9
Benzema

L’avvio di gara ci mostra chiaramente il piano tattico dei due allenatori, per certi versi molto simile. Entrambe le squadre giocano tenendo la linea difensiva molto alta e questo regala una prima fase di gioco poco spettacolare e di grande intensità sulla linea mediana. A causa del “restringimento” del campo dato dai due schieramenti, la partita diventa un’esibizione di densità rivolta a mantenere gli attacchi lontani dai portieri. Il Paris Saint-Germain deve vincere e segnare almeno due gol, per questo motivo la posizione di Verratti e Rabiot ricalca quella che in questo articolo avevo segnalato, ovvero molto avanzata a supporto dell’azione offensiva.

Questo sbilanciamento delle mezz’ali ha comportato l’isolamento di Thiago Motta e la mancata copertura della difesa. Il gioco in ampiezza del Real Madrid è stato concepito da Zidane proprio per mettere a nudo le difficoltà da parte di Emery nel disporre in campo in maniera equilibrata i suoi giocatori; Thiago Motta per caratteristiche e per età non può coprire una porzione così grande di campo e inevitabilmente il lato debole della difesa del PSG è sempre a rischio attacco.

Verratti e Rabiot si sono spinti spesso troppo avanti lasciando potenzialmente 4 uomini offensivi del Real Madrid contro i 4 difensori del PSG. Zidane, da stratega ormai consolidato, ha letto bene la partita d’andata ed ha scelto Asensio e Vazquez sugli esterni, due giocatori veloci che gli hanno permesso un aggressione rapida della profondità in situazione di contropiede. Ma anche il Real Madrid ha commesso qualche errore in fase di non possesso.

Verratti
Rabiot
Vazquez
Asensio
Kovacic
Thiago Motta

Il pressing offensivo sulla prima impostazione del PSG non è stato fatto regolarmente, le distanze di pressing erano troppo ampie e le linee di centrocampo e attacco si sono spesso fatte trovare troppo distanti. La partita di Marco Verratti merita un’analisi che distingua la prestazione dall’espulsione: nel primo tempo il centrocampista italiano ha gestito spesso in maniera corretta le transizioni a metà campo, trovando in diverse circostanze un compagno proprio in quello spazio di trequarti che l’eccessiva distanza tra i reparti del Madrid lasciava scoperta.

In altre situazioni ha evidenziato ancora una volta la difficoltà a giocare a uno-due tocchi, difetto che Verratti non è ancora riuscito a correggere. Il giudizio sulla sua partita in ogni caso è inquinato dalla doppia ammonizione che ha lasciato i suoi compagni in inferiorità numerica nel momento decisivo.

Tornando alla difesa del Real Madrid è necessario evidenziare come il lato sinistro sia stato quello maggiormente aggredito dai padroni di casa, soprattutto per la naturale tendenza di Marcelo a spingersi in proiezione offensiva e a dare supporto all’azione d’attacco. In diverse circostanze si è fatto trovare fuori posizione ma per sua fortuna Mbappe e Di Maria (che hanno spesso scambiato la posizione) non sono stati abili nello sfruttare lo spazio anche perché sulla loro strada si sono trovati il migliore in campo, Casemiro.

Il brasiliano ha tappato tutte le falle del sistema difensivo di Zidane, chiudendo gli spazi dalla sua trequarti verso Navas con grande senso della posizione e tattico, coronando una splendida prestazione con la rete della vittoria. Se il suo gol è stato aiutato dalla sorte, quello del vantaggio di Cristiano Ronaldo nasce dalle stesse indecisioni difensive del PSG che avevo già analizzato nella gara d’andata.

Anche ieri sera la mezz’ala di riferimento perdeva di vista l’inserimento dell’avversario come in occasione del gol del vantaggio: Lucas Vazquez appoggia l’azione sul settore di sinistra andando ad inserirsi alle spalle del terzino, Rabiot lo perde e dal cross arriva lo 0-1 con uno splendido stacco di testa di CR7. Vazquez è stato uno dei migliori in campo, anche il gol dell’1-2 nasce dal suo contributo.

Rabiot
Vazquez
Asensio

L’azione nasce proprio da un suo recupero palla a centrocampo a bloccare una pericolosa transizione offensiva del PSG, dopo aver consegnato il pallone a Ronaldo compie una progressione lasciandosi alle spalle due avversari (notevole perché siamo al 79’) e offrendo la sovrapposizione. Sugli sviluppi arriverà il tiro sporcato di Casemiro che consegna la vittoria al Real Madrid, anche a Parigi.

Conclusioni

Il Real Madrid ha meritatamente superato il turno al cospetto di un Parsi Saint-Germain immaturo per affrontare partite di questo livello. L’esperienza e la consapevolezza nei propri mezzi ha spinto Ronaldo e compagni a vincere in modo tutto sommato agevole anche questa gara di ritorno, mettendo a nudo una squadra che nonostante gli ingenti investimenti si ritrova incapace di imparare dai propri errori. Ci sono ancora diversi livelli tra le due squadre e anche la presenza di Neymar non avrebbe cambiato la sostanza: il Real Madrid è superiore al PSG e si candida ancora una volta come favorita per la conquista della Champions League.

PSG
1
Real Madrid
2
85'
Lassana Diarra per Kylian Mbappe
84'
Edinson Cavani
82'
Isco per Marco asensio
80'
Casemiro
78'
Sergio Ramos
76'
Julian Draxler per Angel Di Maria
76'
Gareth Bale per Karim Benzema
71'
Toni Kroos per Mateo Kovacic
71'
Edinson Cavani
66'
Marco Verratti
59'
Javier Pastore per Thiago Motta
51'
Cristiano Ronaldo
20'
Mateo Kovacic
20'
Marco Verratti

SULLO STESSO ARGOMENTO

I Cafeteros cancellano la Polonia Arrivate al mondiale con l'ambizione di esserne la sorpresa, Colombia e Polonia hanno da subito dovuto fare i conti con una sconfitta che ne ha minato certezze e prospettive. Se quella dei "Cafeteros" contro il Giappone è stata condizionata dall'aver...
La sopravvivenza dei campioni La Francia nel 2002, l'Italia nel 2010, la Spagna nel 2014. Le squadre europee che hanno vinto la Coppa del Mondo nel nuovo millennio hanno miseramente fallito quattro anni dopo, confermando che ripetersi in un torneo così complicato è molto difficil...
Spagna bella ma… Dopo il pareggio per 3-3 con il Portogallo, il neo CT della Spagna Fernando Hierro si è dichiarato contento a metà. La sua squadra ha effettivamente controllato la partita, raccogliendo per tre volte il pallone calciato da Cristiano Ronaldo nella pro...
Zuberman ferma il Brasile Rigiocare una gara mondiale dopo due sconfitte - e che sconfitte - non deve essere facile per il Brasile, che si presenta in Russia con i favori del pronostico e con una squadra superiore rispetto a quella di quattro anni fa, con un Commissario Tecni...