Roma Caput Mundi

Roma Caput Mundi

Il 4-1 di una settimana fa, letto dal punto di vista del risultato, può descrivere una partita a senso unico, con il Barcellona dominante e la Roma costretta a subire. In realtà, la gara del Camp Nou ci ha regalato ampie fasi di equilibrio, a dimostrazione della bontà della rosa a disposizione di Di Francesco e della grande esperienza internazionale dei ragazzi di Valverde, allenatore che sta pragmatizzando un ambiente che arrivava da anni di sfrontatezza.

Il ritorno all’Olimpico si presenta come una montagna quasi insormontabile per la Roma, chiamata alla grande impresa per centrare la qualificazione alle semifinali di Champions League.


Le scelte dei due tecnici

Come da previsione, Di Francesco sceglie un quasi inedito 3-5-2 “spurio”: il terzetto difensivo è composto da Manolas, Fazio e Juan Jesus; a centrocampo con Florenzi largo a destra e Kolarov a sinistra agiscono centralmente Nainggolan, De Rossi e Strootman. In attacco la coppia Dzeko-Schick.

Valverde ripropone il 4-4-2, ormai modulo base del Barcellona: davanti a ter Stegen ci sono Semedo, Pique, Umtiti e Jordi Alba; a centrocampo Iniesta, Rakitic, Sergi Roberto e Busquets. In attacco, naturalmente, Messi e Suarez.


Personalità

In avvio di gara il programma della Roma è quello di scavalcare il centrocampo del Barcellona con lanci dall’esterno verso le punte, favorendo l’inserimento sul lato opposto dell’altro esterno. Il gol di Dzeko (6° in 10 partite) nasce proprio da un lancio in profondità, un grande controllo del bosniaco e speranze rinverdite per i giallorossi.

La Roma fa tanta densità in mezzo al campo per recuperare il pallone, lanciare su Dzeko e andare con Schick o con una mezzala sulle seconde palle. Il pressing sale anche sulla prima costruzione degli ospiti, impedendo una manovra in uscita comoda nel primo quarto d’ora di gara. Schermato Busquets è marcato al limite del regolamento Iniesta, il Barcellona cerca la stessa soluzione dei padroni di casa, ma il lancio lungo per un Messi marcato da Fazio o Juan Jesus non può dare dividendi.

La posizione di Kolarov e Florenzi costringe a rimanere molto bassi sia Jordi Alba che Sergi Roberto, e l’idea di lanciare sulla corsa gli esterni non funziona; la manovra del Barcellona scorre poco rapida, ma con il passare dei minuti il ritmo della Roma cala inevitabilmente e il pressing zona palla di Valverde inizia a funzionare, rallentando il giro palla dei padroni di casa che riescono comunque ad avere un paio di occasioni con Patrick Schick, più in partita che in tante altre occasioni.

Alla fine del primo tempo l’1-0 sta anche stretto alla Roma, sia per le occasioni create che per essere stata capace di tenere il Barcellona lontano da Allison.


Il capolavoro

La ripresa inizia allo stesso modo, se possibile la Roma alza ancora di più il baricentro mentre Valverde insiste con la tattica attendista: il tecnico spagnolo vuole resistere agli assalti giallorossi, contando di colpire prima o poi in contropiede. L’episodio del rigore (nettissimo) su Dzeko realizzato da Daniele De Rossi cambia il piano gara della Roma, a questo punto ad una rete dall’impresa e con mezz’ora davanti.

Il Barcellona non riesce ad entrare in partita, soffre le condizioni precarie di Busquets e i raddoppi di marcatura su Iniesta. Le occasioni in serie di Nainggolan e De Rossi certificano la superiorità giallorossa con la sola nota parzialmente negativa di Patrick Schick, che sembra uscire pian piano dalla partita. Lo intuisce anche Di Francesco che procede al primo cambio con l’ingresso di Cengiz Under per il giocatore ceco.

Il tecnico della Roma tenta il tutto per tutto e ad un quarto d’ora dalla fine toglie Nainggolan (sufficiente la sua prova) per inserire El Shaarawy, che trasforma il modulo in un 3-4-3. E dopo pochi minuti ter Stegen deve fare il miracolo proprio sul “Faraone”, che a un metro dalla porta colpisce al volo d’esterno sfiorando il terzo gol.

Valverde risponde con André Gomes al posto di uno spento Iniesta, alla ricerca di un giocatore che possa aiutare il palleggio per far trascorrere i minuti che separano il Barcellona dalla semifinale. Il momento d’oro è però l’82’ quando Manolas devia il cross dall’angolo di Under e segna il 3-0 che ribalta le tribune dell’Olimpico. Adesso ci sono 8 minuti più recupero per resistere.


Sofferenza parziale

Valverde sostituisce Busquets e Semedo con Alcacer e Dembele alla ricerca del gol qualificazione. La pressione del Barcellona aumenta, ad ogni presa del pallone da parte di Allison le urla del pubblico si moltiplicano; la gestione del pallone da parte della Roma non è perfetta ma fino al recupero, nonostante si giochi solo nella metà campo giallorossa, non ci sono grossi pericoli, almeno fino al tiro da 25 metri di Dembele, che esce di poco sopra la traversa.

È il canto del cigno del Barcellona in questa Champions League, la squadra di Valverde lascia il passo ad una meravigliosa Roma che approda alle semifinali.


Conclusioni

Una superba partita da parte della Roma, preparata in modo egregio da Eusebio Di Francesco e attuata dai suoi ragazzi con una maturità degna del palcoscenico europeo più importante. I giallorossi sono stati superiori in tutto, hanno tenuto il Barcellona lontano dalla propria area dominando il possesso palla, gestendo perfettamente i vari momenti della gara e riuscendo a segnare 3 gol, cosa non semplice quest’anno contro la formazione di Valverde.

Messi e compagni escono sconfitti e umiliati dall’Olimpico. Il risultato dell’andata e la consapevolezza nei propri mezzi ha portato ad un atteggiamento passivo costato carissimo. La ferita non sarà sanata dalla conquista imminente della Liga, un tonfo di queste proporzioni non si dimenticano facilmente da quelle parti.

About author

Ti potrebbe interessare

Analisi tattica 0 Comments

Manchester United – Liverpool del 10 marzo 2018, analisi tattica

Il classico per eccellenza del calcio inglese va in scena all’Old Traffor, dove il Manchester United di José Mourinho ospita il Liverpool di Jurgen Klopp. Nonostante una posizione di classifica

Analisi tattica 0 Comments

Real Madrid-Juventus, analisi tattica

90 minuti per salvare la stagione, per ritornare in finale di Champions League. Era questo l’obiettivo del Real Madrid di Carlo Ancelotti. Con la Liga praticamente volata via dopo il 2-2 di

Analisi tattica 0 Comments

Tottenham – Juventus del 7 marzo 2018, analisi tattica

Tottenham e Juventus si affrontano nella splendida cornice di Wembley, alla ricerca della qualificazione ai quarti di finale. Se per la Juve è ormai abituale frequentare i piani alti del

0 Commenti

Ancora nessun commento

Potresti essere il primo a commentare questo articolo