Stanchezza mentale

Stanchezza mentale

Roma contro Fiorentina, sfida per alimentare le ambizioni europee delle due squadre. I giallorossi arrivano dalla pesante sconfitta in Champions League, la Viola da 5 vittorie consecutive, nelle quali ha subito solo un gol.

Subito sotto

La Roma prova a gestire l’inizio gara ma dopo pochi minuti la Fiorentina è già in vantaggio: dagli sviluppi di un calcio di punizione arriva la rete di Benassi. La difesa giallorossa si schiaccia troppo e il centrocampista viola può piazzare di sinistro. La partita si incanala sui binari costruiti da Pioli, difesa e contropiede si sarebbe detto un tempo. La manovra della Roma passa dalla destra, dove Bruno Peres è l’unico terzino di spinta dato che Kolarov è in panchina.

Dzeko si sbatte come sempre sul fronte offensivo mentre a El Shaarawy e Defrel arrivano pochi palloni; i rischi maggiori sono corsi dai piedi di Sportiello, che rischia grosso anche su una incomprensione con Victor Hugo. La Roma tiene il pallone che transita dalla difesa a Dzeko, data la progressiva scomparsa di Strootman e dal ritmo troppo compassato di Gonalobs. Di Nainggolan nessuna traccia nella prima frazione.

Dormita difensiva

Quando la pressione giallorossa aumenta, nonostante l’ottimo filtro di Dabo davanti alla difesa, arriva la seconda rete della Fiorentina: contropiede che parte da Saponara, pallone controllato da Simeone che beffa i centrali giallorossi (tutt’altro che incolpevoli) e segna il raddoppio.

La carta Schick

In avvio di ripresa Di Francesco toglie un deludente Defrel per Schick. Dzeko sfiora il gol dopo meno di un minuto, la Fiorentina arretra ancora abbassandosi pericolosamente nei pressi della propria area. Pioli chiede ai suoi maggiore qualità in uscita palla, soprattutto per sfruttare la difesa molto alta dei giallorossi.

La scelta di Di Francesco per la ripresa è quella di giocare maggiormente a sinistra, dalla parte di El Shaarawy per favorire i movimenti ad accentrarsi di Schick dalla parte opposta, a stringere da destra verso il centro dell’area. La grande occasione capitata a Nainggolan certifica la fine dell’assedio dei primi dieci minuti del secondo tempo e la condizione tutt’altro che buona del belga.

Passata la sfuriata iniziale, la Fiorentina pian piano riesce a rallentare il ritmo della gara. Di Francesco inserisce Kolarov per Manolas, spostando Juan Jesus al fianco di Fazio. Anche l’azione del Faraone, con il passare dei minuti si affievolisce, complice l’ottimo e costante raddoppio di marcatura di Benassi ad aiutare il terzino destro, Laurini.

Cambi in corsa

Il cambio Florenzi per Strootman ridisegna la Roma: Schick va a giocare al fianco di Dzeko, Florenzi a destra e El Shaarawy a sinistra in una sorta di 4-2-4. La mossa di Pioli è il cambio Milenkovic per Saponara, passa a 5 in difesa per avere un 3 Vs. 2 nei confronti del duo offensivo giallorosso.

Nonostante una pressione costante, la Roma non riesce a riaprire la partita. Un paio di colpi di testa di Dzeko e Schick da calcio piazzato ma nessun pericolo da azione manovrata, con la stanchezza dell’impegno di Champions che inizia a farsi sentire.

L’azione più bella della Roma è quella che si conclude con la traversa di Schick dopo un bel cross di Florenzi. Tra le due autoreti con il Barcellona e questo episodio, non si può dire che sia un periodo fortunato per i ragazzi di Di Francesco. L’ingresso di Florenzi sposta decisamente a destra l’azione offensiva della Roma: El Shaarawy va ad occupare l’area insieme ai suoi due compagni di reparto, con la possibilità di inserirsi da parte delle mezz’ali. La Fiorentina ha un paio di contropiedi per andare a chiudere la partita ma Simeone prima e Gil Dias poi non ne approfittano.

Negli ultimi dieci minuti, di fatto, è un 10 contro 11 nella metà campo viola ma la pressione giallorossa produce sempre meno. La Fiorentina, logicamente, rinuncia completamente ad attaccare, difendendo con ordine anche all’interno della propria area.

Conclusioni

Finisce 0-2 per la Fiorentina, l’ennesimo risultato utile per proseguire nella missione Europa da dedicare a Davide Astori. La Roma paga la stanchezza della partita di Champions League, quasi più mentale che fisica. Se non segna Dzeko non segna nessuno, ecco un altro grande limite della squadra di Di Francesco, che ha provato più volte a cambiare le carte in tavola, mescolando uomini e moduli senza costrutto.

Ora per i giallorossi la corsa Champions si complica nuovamente, con Inter e Lazio sempre più alle calcagna.

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