Come arriva il Napoli

Come arriva il Napoli

Pareggio, vittoria, pareggio, vittoria, pareggio, vittoria. Seguendo lo schema dell’ultimo mese e mezzo, a Torino per il Napoli sarà pareggio. I pareggi contro Inter, Sassuolo e Milan sembravano poter costare lo scudetto alla squadra di Sarri, ma la rovesciata di Simy e la vittoria in rimonta sull’Udinese hanno rimesso il Napoli in scia alla Juventus, alla vigilia di quella che ha tutte le sembianze di una resa dei conti. Il successo nel turno infrasettimanale non deve ingannare, i tre punti sono arrivati quasi per inerzia e sono stati presi grazie alla qualità media nettamente superiore rispetto alla rosa dei friulani, che oltretutto arrivavano al San Paolo con il fardello di 9 sconfitte consecutive.

I partenopei hanno evidentemente rallentato, la condizione fisica non permette quel gioco di aggressione una volta persa la palla e anche la lucidità in zona gol è inferiore allo standard a cui il bel gioco del Napoli ci aveva abituati. Gli ultimi due successi sono arrivati in rimonta, in casa, e contro squadre abbordabili: non può essere un caso. E infatti non lo è. Per trovare le ultime migliori esibizioni della squadra di Sarri dobbiamo tornare a febbraio, quando in mezzo al doppio impegno con il Red Bull Lipsia di Europa League ci furono le vittorie 4-1 con la Lazio e 0-5 in casa del Cagliari. L’eliminazione dal torneo europeo è sembrato alla maggior parte degli osservatori una strategia, una chiara indicazione di come lo scudetto fosse il primo e unico pensiero dei partenopei.

La gestione della rosa da parte di Maurizio Sarri è tornata alla ribalta come snodo fondamentale della stagione, con accuse nemmeno troppo velate nei confronti del tecnico, reo di non aver utilizzato molti giocatori e costringendo di fatto alcuni di essi ad andare in un’altra squadra (Giaccherini su tutti). Il ritorno di Milik a tempo pieno può essere l’arma decisiva in questo ultimo tratto di campionato, il polacco ha segnato nelle ultime due gare casalinghe ed ha offerto una soluzione diversa rispetto all’attacco con Mertens al centro, soprattutto in un momento di appannamento del belga.

In una stagione da 9 assist, a Lorenzo Insigne è mancato il gol. Solo 8 marcature in questa stagione e la sensazione di essere meno determinante del solito, di subire la pressione di un ambiente che vuole rivivere un sogno atteso da 28 anni. L’attacco ha di fatto frenato la squadra che in questa stagione ha mostrato una solidità difensiva frutto del grande lavoro di Sarri e di un super campionato della coppia Albiol-Koulibaly: con 23 gol subiti è seconda solo alla Juventus. Il problema offensivo si è manifestato nell’ultimo mese e mezzo, dopo la sconfitta interna con la Roma che ha rappresentato il punto più basso della stagione.

Riuscendo a vincere domenica a Torino, campo che tradizionalmente porta poca fortuna, a Napoli si potrebbe seriamente ripensare alla conquista dello scudetto. Nelle 4 giornate rimanenti gli avversari saranno Torino e Crotone in casa, Fiorentina e Sampdoria in trasferta. Un calendario non semplice ma meno complesso rispetto a quello della Juventus. Sarri dovrà non solo fare risultato domenica ma anche trovare in caso vittoria quello scatto nervoso che possa permettergli di vincere le restanti quattro partite, con un orecchio ai risultati di Allegri e compagnia.

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