Come arriva la Juventus

Come arriva la Juventus

La sconfitta con il Real Madrid del 3 aprile, andata dei quarti di finale di Champions League, ha interrotto una lunghissima serie di imbattibilità della Juventus, che non perdeva una gara ufficiale dal 19 novembre a Genova contro la Sampdoria. Ma se battere la squadra di Allegri è molto difficile, contenerla forse non è impossibile. Il pareggio con il Crotone nel turno infrasettimanale ha segnalato che la spia della riserva si è accesa per molti protagonisti della stagione, Paulo Dybala su tutti. L’argentino sta vivendo un momento interlocutorio, con lo scudetto da vincere con il club e la Nazionale da conquistare, per ottenere un posto ai mondiali in Russia che al momento sembra molto lontano.

La partita quasi perfetta giocata al “Santiago Bernabeu” con l’eliminazione e coda di polemiche avrebbe potuto svuotare dal punto di vista nervoso la Juventus, che invece nel turno di campionato successivo ha battuto la Sampdoria con un netto 3-0. L’esperienza maturata negli ultimi anni anche a livello internazionali ha trasformato la squadra di Allegri, pronta ad affrontare con la giusta maturità anche le sconfitte. Il vantaggio di 4 punti alla vigilia dello scontro diretto con il Napoli è sufficiente per pensare ragionevolmente di poter vincere il 7° scudetto consecutivo, per diversi motivi.

Negli ultimi anni i partenopei hanno sempre perso allo Stadium, in Serie A l’ultimo punto risale al 2010-2011 quando la partita finì 2-2. In questa stagione solo la Lazio ha vinto a Torino mentre nelle ultime 13 gare casalinghe hanno subito solo 1 gol, quello di Bonucci nella partita vinta 3-1 contro il Milan. Pochissime squadre, oltre ai rossoneri e ai biancocelesti, sono riuscite a segnare in campionato in casa della Juventus e fa sorridere pensare che a inizio stagione ci sono riuscite Spal e Benevento, due squadre in lotta per non retrocedere e neopromosse.

Se da un punto di vista difensivo Allegri ha trovato un sistema quasi impermeabile, al netto della prodezza di Simy di mercoledì, in attacco la stagione è stata più tribolata. Higuain ha segnato “solo” 15 gol, Dybala 21 ma attraversa un momento di appannamento mentre l’apporto degli altri giocatori offensivi non è stato decisivo: Mandzukic 5, Cuadrado 4, Bernardeschi 4, Douglas Costa 3. I primi tre giocatori sono stati spesso infortunati mentre il brasiliano nelle ultime settimane è sempre più determinante per le fortune offensive dei bianconeri. Come sempre, Allegri ha inserito gradualmente i nuovi acquisti e la capacità di ‘strappo’ di Douglas Costa ha spesso influito sul risultato finale. Con 10 assist è il primo giocatore a fornire il pallone decisivo ai compagni come a Crotone, quando ha messo sulla testa di Alex Sandro il gol del momentaneo vantaggio.

La “dominance” in Serie A sembrava poter essere messa in discussione da molte squadre in questa stagione, in realtà è stata una corsa a 2 che domenica avrà molto probabilmente il suo epilogo. Se la condizione fisica è inevitabilmente calata, l’abitudine a partite di grande importanza potrebbe giocare un ruolo fondamentale per la sfida al Napoli. Allegri ha già ribadito il concetto di una Juve che arriverà pronta alla sfida di domenica sera e non abbiamo dubbi a riguardo, una vittoria riporterebbe i bianconeri a +7 e virtualmente consegnerebbe loro lo scudetto.

Il calendario non è molto agevole, nel caso in cui non riuscisse a battere la squadra di Sarri. Il sabato successivo giocherà a Milano contro l’Inter, poi il Bologna in casa, la Roma in trasferta (in mezzo la finale di Coppa Italia) quindi l’ultima in casa con il Verona. Non perdere domenica sarà fondamentale per riuscire a mantenere il distacco invariato e avere il vantaggio negli scontri diretti.

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