I problemi dell’Inter

I problemi dell’Inter

Nel 2019 l’Inter di Luciano Spalletti ha vinto una sola partita, in Coppa Italia, contro un avversario di categoria inferiore. Il 6-2 inflitto al Benevento risultava essere la terza vittoria consecutiva, dopo quelle contro il Napoli e la trasferta di Empoli, e lasciava presagire un gennaio (finalmente) tranquillo per Spalletti. In campionato, nel mese appena trascorso, i nerazzurri hanno giocato due partite ottenendo solamente un punto con il pareggio per 0-0 in casa contro il Sassuolo, mentre a Torino sponda granata è arrivata una sconfitta meritata, macchiata dalla ingenua espulsione di Politano. La frenata di rendimento si è notata anche in Coppa Italia, nonostante contro la Lazio la sconfitta sia arrivata solamente dopo i calci di rigore.

La sensazione di pesantezza – fisica e mentale – che l’Inter trasmette in questo periodo è innegabile. A complicare le cose è arrivata la sconfitta interna con il Bologna, che ha inaugurato nel peggiore dei modi il mese di febbraio. Alla vigilia della complicata trasferta di Parma, l’Inter si trova ancora saldamente al terzo posto con 5 punti sulla Lazio (provvisoriamente quarta) ma a -11 dal Napoli, oramai irraggiungibile. E pensare che dopo il gol di Lautaro Martinez che aveva dato il successo proprio contro gli azzurri di Ancelotti in molti avevano pensato ad una possibile “gara” per il secondo posto. Le cose sono andate diversamente e i motivi di questo calo sono diversi, interconnessi tra loro.

Appesantiti

Nell’ultima partita giocata contro il Bologna l’Inter è apparsa goffa, manifestando una difficoltà evidente nel raggiungere la porta avversaria con conclusioni pericolose. In oltre 90 minuti i tiri nello specchio della porta avversaria sono stati solo 4, a fronte dei 16 totali. L’imprecisione offensiva è figlia delle pessime prestazioni di Candreva e Perisic, che poco o nulla hanno aiutato Icardi. Il capitano e bomber nerazzurro, fermo a 9 gol in campionato, non segna dal 15 dicembre contro l’Udinese e sta vivendo un’involuzione forse dettata dal tema rinnovo di contratto, che nelle settimane di inizio anno ha tenuto banco. L’apporto di Icardi è fondamentale per le fortune dell’Inter, che avendo dovuto risolvere un’altra grana (quella di Perisic) e l’infortunio di Keita si è trovata a dover fare la conta dei giocatori d’attacco. Se a questo sommiamo lo scarso apporto in fase gol dei centrocampisti il quadro è chiaro: 1 gol Joao Mario, 2 gol a testa Brozovic, Gagliardini e Nainggolan. Proprio il belga si è trovato al centro delle cronache più per vicende extra calcistiche che per le prestazioni in campo. Il giocatore capace di raccordare centrocampo e attacco, di inserirsi e concludere dalla distanza, di agire efficacemente nell’ultimo terzo di campo ancora non si è visto e per ora la scommessa di Spalletti con il belga è persa.

A centrocampo il solo Brozovic ha mantenuto i livelli della passata stagione ma evidentemente non è sufficiente. Per consentirgli di avere una maggiore copertura in fase di non possesso e libertà in fase di impostazione, nel corso di questa stagione Spalletti ha utilizzato spesso il 4-3-3 con il croato al centro e mezz’ali Gagliardini, Joao Mario o Vecino con risultati alterni. L’uruguaiano, eroe della prima notte di Champions League contro il Tottenham, ha combattuto con problemi fisici che ne hanno minato la continuità in campo. Nonostante il maggior possesso palla del torneo in percentuale (58,9%), l’Inter nelle ultime settimane ha rallentato notevolmente la velocità di azione, che spesso si riduce ad uno sterile giro palla orizzontale che non ha forza e intuizione per innescare le ali. L’arrivo di Soares nel mercato di gennaio ha occupato la casella lasciata libera da Sime Vrsaljko, che ha chiuso la stagione per infortunio e non verrà riscattato dall’Atletico Madrid, dopo aver messo a referto solo 8 gare dal primo minuto. Nonostante poche sbavature, non ha inciso in fase di spinta come ci si aspettava, allo stesso modo dalla parte opposta sia Asamoah che Dalbert non si sono distinti, riportando alla luce il tema dei terzini che all’Inter è vivo da molti anni. La soluzione D’Ambrosio ha aiutato in fase di non possesso ma, naturalmente, ha tolto profondità e sovrapposizione alla manovra offensiva.

Il problema del gol

L’arrivo di Stefan de Vrij ha completato la difesa, un reparto solido. Il centrale olandese ex Lazio non è stato impeccabile come nelle stagioni in biancoceleste ma ha dato maggiore peso ed esperienza e si completa con Milan Skriniar, che ha avuto un impatto meno deciso ma resta una certezza. L’Inter è insieme alla Juventus la squadra ad aver subito meno gol a partita (0,7) e ancora con i bianconeri condivide ben 11 “clean sheet”, a dimostrazione che la fase difensiva non è il problema. Se la palla non è in possesso degli avversari è più facile difendersi, il concetto di pressione e recupero per limitare i pericoli è applicato con diligenza dalla squadra, che segue gli insegnamenti di Spalletti ma si trova di fronte al grande problema, il vero nodo cruciale della questione: il gol.

L’Inter è solo al 9° posto nella classifica dei tiri in porta per incontro (4,6) e delle reti per partita (1,4) ma al 3° in quella delle grandi occasioni mancate (34). Il problema principale dei nerazzurri è proprio lo scarso potenziale offensivo, soprattutto se Icardi non riesce a trasformare in gol i pochi palloni che tocca (tralasciamo l’incredibile errore di inizio gara contro il Bologna). La scarsa velocità di azione, che aumenta la prevedibilità e impedisce al pallone di arrivare rapidamente nell’area avversaria, è il grande limite dell’Inter attuale: i 9 gol del capitano vengono tutti da dentro l’area (3 su rigore) e se confrontiamo le statistiche con quelle di Cristiano Ronaldo vediamo che il portoghese ha realizzato 16 dei sui 17 gol proprio negli ultimi 16 metri. La differente capacità di aggredire l’area nasce dalle prestazioni spesso insoddisfacenti degli esterni d’attacco. Tra infortuni e “mal di pancia”, in questa stagione Ivan Perisic ha fatto registrare solo 3 gol e 2 assist, alla fine dello scorso campionato aveva messo a referto 11 marcature e 9 passaggi determinanti.

Questo è uno dei problemi dell’Inter mascherato dal buon avvio di stagione di Politano (2 gol e 3 assist), ma per quanto talentuoso è difficile pensare che le sorti offensive dei nerazzurri possano dipendere dall’ex Sassuolo. Keita Balde è stato utilizzato a momenti, ma spesso con costrutto (4 gol e 2 assist) ma l’infortunio occorso a metà gennaio ha privato Spalletti di una validissima alternativa. La condizione fisica non sembra essere ottimale, e se a questo si somma la scarsa vena dei giocatori determinati il risultato è un fisiologico rallentamento. Lautaro Martinez, nonostante si sia distinto e abbia segnato gol decisivi, non è ancora contemplato negli schemi di Spalletti, che lo usa o al posto di Icardi o in coppia con lui nei momenti in cui è necessario recuperare il risultato; a Torino, nello sperimentale 3-5-2 a specchio con i granata, il “Toro” ha giocato dal primo minuto dimostrando di non avere ancora l’intesa con il capitano, intesa che si può ottenere solo dopo un numero significativo di partite insieme.

La qualificazione alla prossima Champions League non è in discussione, mentre alcune azioni di Luciano Spalletti sì, a cominciare dall’ostinata richiesta di portare a Milano Radja Nainggolan, che fino ad ora è lontanissimo parente del giocatore ammirato a Roma. Se sarà ancora lui l’allenatore la prossima stagione è tutto da vedere, resta il fatto che tra infortuni e problemi extra campo la situazione da gestire non è semplice e nonostante tutto al momento la squadra ha migliorato la posizione rispetto alla passata stagione, certificando il ritorno alla competitività ad alti livelli dell’Inter. Viene da domandarsi quali dovranno essere i prossimi step della società e della squadra, se le azioni del nuovo Amministratore Delegato della società Beppe Marotta saranno dal sapore vagamente juventino, con le insistenti voci di un approdo di Antonio Conte sulla panchina nerazzurra.

Articoli correlati

0 Commenti

Ancora nessun commento

Potresti essere il primo a commentare questo articolo