Il Falso 10 nel gioco del calcio

Il Falso 10 nel gioco del calcio

Nelle ultime stagioni, ed in particolare nel corso dell’ultima sessione di mercato estiva, sta emergendo una tendenza che potrebbe portare all’estinzione del numero 10 per come lo abbiamo conosciuto, per le sue caratteristiche tradizionali. Si è scritto molto in merito al ruolo del “Falso 10”, ovvero quel giocatore che inizia la sua azione alle spalle dell’attaccante principale e finisce per concludere dentro l’area.

Questa, a mio parere, non è la giusta interpretazione perché rappresenta la descrizione della seconda punta oppure del “falso 9” che approfitta degli spazi del centravanti per inserirsi e segnare. Il falso nove è una posizione in campo di un giocatore che basa il suo movimento sul principio che è meglio arrivare da dietro in una zona pericolosa piuttosto che tenere quella posizione come quella iniziale. La mia interpretazione è che il falso 10 inizia l’azione in una posizione per poi concluderla in quella del numero 10. In questo modo l’aggressione dello spazio avviene in un secondo momento aumentando la pericolosità dell’azione, al contrario partire in quella posizione favorisce la marcatura e riduce la possibilità di creare spazi.

L’importanza del playmaker in una squadra ha portato gli allenatori a ricredersi, rivalutando il ruolo che il regista in squadra deve svolgere. Il numero 10 è quel tipo di giocatore che inizia l’azione appena dietro l’attaccante o gli attaccanti come ad esempio il giocatore dell’Arsenal Mesut Ozil. Il loro ruolo nella squadra è quello di favorire la creazione di occasioni da gol per gli attaccanti. La zona in cui il numero 10 opera è nota come “tasca”, quella zona fra le linee di centrocampo e di difesa della squadra avversaria. Tuttavia, se gli avversari congestionano questo spazio la posizione del numero 10 può essere soffocata.

 

Il Playmaker profondo

Un modo in cui gli allenatori hanno cercato di risolvere questo problema è giocando con dei playmaker bassi, come ad esempio Cesc Fabregas del Chelsea o Santi Cazorla dell’Arsenal. E mentre questo può indebolire la squadra dal punto di vista difensivo, esso presenta notevole vantaggio per gli attaccanti. Prendendo ad esempio Fabregas, lo spagnolo ha messo a segno 23 assist la scorsa stagione culminata con la conquista del titolo da parte del Chelsea di José Mourinho. Fabregas ha agito spesso al fianco di Nemanja Matic, il suo compito era di prendere palla come regista basso e avanzare fino ad avere la possibilità di rifornire gli attaccanti. Il trascorso dello spagnolo, che ha spesso agito da regista avanzato, gli ha permesso di adattarsi con efficacia al nuovo ruolo risultando estremamente abile nel spostarsi in attacco; altri giocatori come Andrea Pirlo agiscono in un ruolo analogo ma il centrocampista ex Juventus e Milan ha agito come regista basso negli anni migliori della sua carriera.

 

Quanto è efficace la “Zona 14”?

Molti allenatori dividono il campo in 18 zone. Usando questo metodo, lo spazio che precede l’area avversaria è comunemente noto come “zona 14”; data l’importanza di questa zona il ruolo del “falso 10” è stato creato apposta per sfruttarla. Le altre zone decisive in fase d’attacco, le ali, sono raggiungibili dalla zona 14: ad esempio il passaggio laterale verso gli esterni può sortire maggiori effetti rispetto al lancio in verticale da dietro per gli esterni che li costringerebbe a girarsi e a subire maggiormente la pressione del difensore, il quale avrebbe maggiore possibilità di marcare l’esterno d’attacco. Il motivo fondamentale è che una corsa in verticale combinata ad un passaggio diagonale è meglio rispetto alla traiettoria terzino-ala. La palla filtrante per l’ala da parte di un centrocampista centrale è meno difficile da gestire perché il pallone viene messo sulla corsa da parte del mediano, favorendo l’attacco della profondità da parte dell’esterno d’attacco. Il centrocampista centrale è, in ogni caso, in una posizione migliore rispetto al terzino per suggerire il pallone per l’ala, il suo passaggio filtrante potrebbe permettere di eludere in modo più efficace la linea di difesa. Pertanto, considerato che un passaggio dalla “zona 14” all’ala dovrebbe consentire di ricevere palla oltre la linea di difesa, con un passaggio filtrante, unito al fatto che questo lancio è in diagonale e non in verticale (quindi significativamente più facile da eseguire) è naturale considerare la zona 14 come quella preposta per alimentare il gioco delle ali.

Il giocatore in zona 14 è anche più vicino all’attaccante ma il passaggio verso quest’ultimo deve avvenire a determinate condizioni come ad esempio lo scambio corto, l’1-2 o lo smarcamento del centravanti nello spazio; come detto il passaggio in diagonale è più semplice rispetto a quello verticale. Si sono spese migliaia di parole per spiegare questi concetti, mi limiterò a riassumere brevemente l’idea che il passaggio in diagonale possa essere più efficace di quello in verticale.

Fondamentalmente, il concetto è che un passaggio in verticale di solito richiede che il ricevitore sia orientato verso la porta avversaria; per contro il passaggio in diagonale consente a chi riceve di poter rimanere rivolto verso il gioco. Inoltre, un passaggio in diagonale generalmente crea problemi alla linea difensiva avversaria: ad esempio quando un giocatore riceve un passaggio in diagonale sull’esterno costringe la linea difensiva a regolare il proprio corpo in modo diverso e più complicato rispetto ad una corsa a ritroso, situazione tipica del lancio in verticale. Nonostante tutta questa spiegazione che dovrebbe portare a dimostrare come gli esterni siano la zona di attacco prediletta, è vero invece che proprio dalla zona 14 c’è in media il maggior numero di accessi all’area.

 

Come creare la “tasca”

Tale è l’importanza dello spazio fra difesa avversaria e centrocampo, nota come “tasca”, che grazie alla necessità di occupare questo spazio è avvenuta la creazione del “falso 10”, in modo da poter occupare questo spazio in modo efficace. Ci sono un certo numero di modi in cui gli allenatori sfruttano la zona, alcune delle quali vengono di seguito descritte. Un modo per creare la “tasca” è stata utilizzata per anni soprattutto dal Barcellona. Generalmente i due centrocampisti offensivi centrali del Barcellona, Iniesta e Rakitic, scalano leggermente con la palla al piede: questa situazione è chiamata “La Pausa” o “The Pause” e può essere utilizzata in tutto il campo. L’idea è quella di far salire i centrocampisti avversari per creare uno spazio oltre di essi. Iniesta è forse il miglior giocatore al mondo in grado di creare la “tasca” che verrà sfruttata dal falso 10 del Barça, Leo Messi. La posizione dell’argentino nel corso dell’ultima stagione blaugrana è stata caratterizzata da un ibrido, partendo esterno da sinistra per finire proprio centralmente nel ruolo di falso 10. In base a questo possiamo dire con sicurezza che il miglior modo per creare la posizione ideale del falso 10 è il 4-3-3. Questo accade perché i centrocampisti avversari saranno naturalmente attratti verso il pallone lasciando lo spazio centralmente; ad esempio con un 4-2-3-1 questo è più difficile per la densità a centrocampo e il doppio mediano davanti alla difesa (del quale abbiamo parlato in QUESTO ARTICOLO) non lascia lo spazio per il falso 10.

 

Qual è la differenza fra un falso 10 e un’ala invertita?

A dire il vero non ci sono enormi differenze fra i due ruoli. L’ala invertita parte dalla posizione opposta rispetto al piede preferito e rientra verso il centro, verso la zona 14, per poter o trovare la conclusione o servire un compagno in profondità. Molti sono gli esempi di campioni che giocano in questo ruolo come Arien Robben e Franck Ribery del Bayern Monaco e Alexis Sanchez dell’Arsenal. Il loro grande talento e la loro duttilità tattica ha permesso di creare un modulo di gioco che ne sfrutta le caratteristiche, portando spesso questi giocatori ad occupare un posizione più centrale. Altri esempi di campioni affermati che hanno spesso frequentato la zona 14 è il già citato Lionel Messi oppure David Silva del Manchester City.

Il falso 10 moderno

Data la posizione difficile da indentificare, incluse le varianti come il falso 9 o l’ala invertita, capire chi gioca nella posizione del “falso 10” nel calcio moderno è difficile. Tuttavia, insieme ad artisti del calcio come Messi, David Silva ed Eriksen ci sono numerosi giocatori che hanno dimostrando di rendere in questo ruolo. Ecco due giocatori che potrebbero essere funzionali al ruolo di falso 10 in questa stagione.

Eden Hazard

La scorsa stagione il nazionale del Belgio ha vinto il campionato inglese con il Chelsea e il premio come miglior giocatore del torneo. Il suo ruolo è stato soprattutto quello di ala invertita con Oscar che agiva da vero 10; tuttavia il suo movimento lo ha spesso portato ad accentrarsi per creare maggiori pericoli. Ma data la sua capacità di dribblare e di giocare prima con un piede poi con l’altro ecco che la posizione di “falso 10” potrebbe essere l’ideale per lui. Il movimento di Oscar e Willian, che possono giocare fra le linee di centrocampo e difesa avversaria, Hazard può sfruttare lo spazio creato anche da Diego Costa, sfruttando la possibilità del passaggio in diagonale ad esempio verso il suo nuovo compagno Pedro che nel Barcellona spesso sfruttava le sue caratteristiche per aggredire lo spazio in profondità.

James Rodriguez

Dopo aver impressionato con la Colombia nella Coppa del Mondo 2014 in una tipica posizione da numero 10, il Real Madrid ha sborsato 80 milioni di euro per James. La scorsa stagione lo ha visto protagonista nello stesso ruolo nel 4-2-3-1 con Bale a destra, Ronaldo a sinistra e Benzema in attacco. E mentre James ha giocato un’eccellente prima stagione al Real Madrid, Bale ne ha risentito. A causa dell’elevato prezzo pagato per il gallese, al nuovo tecnico Rafa Benitez è stato chiesto di ottenere il meglio da lui pur mantenendo i punti forti di James e co. Sulla base delle prime indicazioni la seguente sembra essere la strategia più probabile: James inizierà quasi certamente sul lato sinistro con Bale più centrale in posizione da numero 10. Tuttavia non è così semplice come sembra. Sembra che Bale spesso si decentrerà per creare spazio centrale per Cristiano Ronaldo, di conseguenza la casella 14 sarà difficile da raggiungere per James. Però il movimento di Ronaldo potrebbe ricalcare quello precedentemente descritto per Pedro, di conseguenza l’accentramento di James potrebbe favorire il dialogo fra i due. In sostanza in questa stagione Benitez potrebbe sfruttare il colombiano come “falso 10” sfruttando la dinamicità e la tecnica di James e di riflesso favorendo anche gli attaccanti del Real Madrid.

 

Conclusioni

L’interpretazione della posizione del “falso 10” si basa sugli stessi principi del “falso 9”. La cosa più importante è che il falso 10 parte da una posizione diversa accentrandosi per creare pericolo invece di partire dalla posizione medesima. Il ruolo è stato ideato per creare una “tasca” di spazio fra le linee di difesa e centrocampo avversarie: mentre il falso 9 inizia nella posizione del 10 cercando di ritornare nella posizione del 9, il falso 10 inizia da una posizione defilata per accentrarsi ed arrivare nella posizione del 10.

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