Il progetto Milan

Il progetto Milan

La sconfitta con il Benevento ha messo a nudo le carenze di una rosa strutturalmente debole, senza ricambi di qualità che ha dovuto gestire un massacrante cammino in Europa League, partito dai preliminari di agosto e conclusosi agli ottavi di finale quando le energie cominciavano a venir meno, e l’Arsenal si è conquistato la qualificazione nella partita di San Siro.

La rincorsa al quarto posto ha inevitabilmente logorato una squadra che può ragionevolmente contare su 12-13 elementi competitivi e che non ha una fase offensiva adeguata. Le partite contro Inter e Juventus, insieme al pareggio con il Sassuolo, sono state le ultime cartucce non sparate dal Milan, che deve ora fare i conti con lo spettro – terribile – di un’altra qualificazione alla seconda coppa europea da conquistare attraverso i turni di luglio e agosto.


Tutti in dicsussione

Questo scenario ha messo in discussione il percorso fatto fino ad ora, rivalutando la bontà dell’importante campagna acquisti della scorsa estate e dell’immobilismo di gennaio. Sul banco degli imputati sono finiti quasi tutti, dalla proprietà ancora avvvolta da una nube di mistero, a Marco Fassone fino agli “operativi”, coloro che sul campo ci sono tutti i giorni come il Direttore Sportivo Mirabelli, Rino Gattuso e buona parte della rosa.

Per capire fino in fondo la stagione del Milan e la intenzioni future è necessario osservare la situazione da un’altro punto di vista. Partiti con l’intenzione di riconquistare la Champions League, grazie alla modifica UEFA che ha assegnato 4 posti sicuri alla Serie A, la squadra ha progressivamente riallineato i propri obiettivi con risultati mediocri e un allenatore, Vincenzo Montella, costantemente al centro delle critiche per non aver dato un’identità ad un gruppo disomogeneo. Quasi undici elementi nuovi, l’infortunio prematuro di Andrea Conti (sottovalutato nel computo della stagione), una difesa mal protetta e un attacco sterile: questi i problemi principali che si sono visti in campo ai quali deve essere aggiunta la preparazione estiva che è risultata o mal svolta o mal programmata.


L’arrivo di Gattuso

A fronte di tutto questo, la dirigenza ha scelto Gennaro Gattuso, tecnico della primavera, che ha risollevato spirito e compattezza di squadra, ottenendo il prestigioso traguardo della finale di Coppa Italia e riportando il Milan a sognare il quarto posto, salvo poi dovervi rinunciare definitivamente dopo la sconfitta con i campani. Questa la sintesi della stagione dei rossoneri, ora le ambizioni.

Se è vero che il rinnovo a Montella della scorsa estate era figlio anche dei rifiuti di altri tecnici ed era stato tutto sommato digerito dai tifosi, quello a Gattuso (per ben 3 stagioni) ha subito diviso i sostenitori del Milan, divisi tra ottimisti e pessimisti. Indubbiamente affidare il progetto di rinascita ad un allenatore esordiente in Serie A è una scommessa, e in questo momento di flessione già si inizia a rivalutare il lavoro fatto fino ad oggi.

L’esperienza di allenatore di Gattuso ci racconta una tendenza a curare molto la fase difensiva – infatti è migliorata molto anche al Milan – meno quella offensiva, e per una squadra che ha dovuto aggrapparsi ad un 19enne per trovare dei gol questo può essere un rischio. Il mercato prossimo venturo, tra vincoli di FPF e possibilità di investimento ancora da scoprire, dovrà per forza portare un giocatore che garantisca la giusta quantità di gol e Gattuso dovrà per forza sfruttarlo. È lui l’uomo giusto per l’ennesimo tentativo di rinascita rossonera?


Le reali ambizioni della società

La domanda più importante riguarda le reali ambizioni della società. Vuole ritornare ad essere protagonista nel calcio che conta, con programmazione ma senza dover attendere molti anni, oppure ambisce ad una gestione che preveda plusvalenze importanti e il solo bisogno di finire nelle prime 4 della classifica? È questa l’unica domanda che il tifoso del Milan dovrebbe porsi, e gli indizi non sono buoni.

Il rinnovo a Gattuso può essere letto in chiave di ridimensionamento, magari a fronte del rifiuto di altri tecnici più esperti, e in questo caso si può solo sperare che Rino si dimostri molto più bravo di quello che al momento sembra. La campagna acquisti estiva dirà molto sulle reali ambizioni di un club che, purtroppo, del passato ha solo i ricordi ma non le sembianze, condannato da un progressivo disimpegno della vecchia proprietà e un inizio complicatissimo di quella nuova.

Articoli correlati

1 Commento

Lascia un commento