90 minuti da Champions

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Guardando il calendario, nemmeno un indovino avrebbe potuto prevedere che l’incontro tra Lazio e Inter sarebbe stata la partita più importante della stagione per le due squadre e che, giungendo all’ultima giornata, avrebbe determinato il loro destino europeo. Con 3 punti di distacco in favore dei biancocelesti, la squadra di Luciano Spalletti è obbligata a vincere per guadagnarsi l’ultimo posto utile alla prossima Champions League. A parità di punti, infatti, la prima discriminante sono gli scontri diretti e dopo lo 0-0 di San Siro una vittoria dei nerazzurri vorrebbe dire 4° posto. Vediamo come Lazio e Inter arrivano alla sfida decisiva.

La Lazio ha il miglior attacco del campionato, ha segnato 87 gol in 37 partite per una media di 2,4 gol ad incontro, e la costante presenza nell’area avversaria la pone in testa alla classifica dei rigori ottenuti (11). Su tutti, due giocatori sono stati il simbolo della stagione della squadra di Simone Inzaghi, ovvero Ciro Immobile e Luis Alberto. Il primo ha segnato 29 gol, in media uno a partita, mentre lo spagnolo è il recordman in Serie A in fatto di assist (14). Immobile è secondo solo a Insigne per tiri in porta ad incontro (1,7) mentre Felipe Anderson è primo per dribbling riusciti a partita (3,7). Numeri importanti che dimostrano come la squadra sia decisamente a trazione anteriore.

La difesa infatti, pur non avendo registrato numeri drammatici, è la più battuta delle prime 8 della classifica con 46 gol al passivo. L’assenza di Ciro Immobile si è fatta sentire, infatti dalla partita con il Torino (sua ultima apparizione) la Lazio non ha più vinto: due pareggi con Atalanta e Crotone. Il suo sostituto, l’ecuadoregno Felipe Caicedo, non si è dimostrato all’altezza e la finalizzazione della squadra nella trasferta dello “Scida” è passata a Lulic dal dischetto e da Milinkovic-Savic, nuovamente decisivo dopo la trasferta contro i granata. Il tentativo disperato di recupero di Immobile dimostra come Inzaghi sia disposto ad averlo a mezzo servizio piuttosto che rinunciare al suo straordinario attaccante, perfetto nei movimenti in profondità per il gioco della sua squadra. Anche Luis Alberto è fortemente in dubbio per la sfida con l’Inter, e l’assenza del fantasista priverebbe la Lazio di un’altra arma offensiva importante ma anche del raccordo tra centrocampo e attacco decisivo in questa stagione. Senza Immobile, Luis Alberto e Parolo – che non sarà della contesa – la Lazio perde un potenziale da 47 gol. Attenzione poi alla statistica che vede la Lazio subire il maggior numero di reti nel primo quarto d’ora della ripresa, proprio il momento nel quale l’Inter riesce con più frequenza ad andare in gol

Questo non è accaduto sabato scorso, quando il Sassuolo ha espugnato San Siro mandando in crisi Spalletti e i suoi ragazzi. Dopo l’inverno nero, l’Inter si è ripresa ottenendo un punto contro il Napoli e le vittorie con Sampdoria e Verona, prima della sconfitta con il Torino e lo 0-0 di Bergamo. A differenza della prima parte di stagione, dove la squadra spesso speculava sul minimo risultato, in questo ultimo periodo si è andati oltre i due gol di media a partita: 4-0 al Cagliari, 1-2 sul campo del Chievo, 2-3 con la Juventus in casa, 0-4 a Udine. Dopo Juventus e Napoli, l’Inter è la squadra meno battuta del campionato con 6 sconfitte, ma l’alto numero di pareggi a cavallo tra dicembre e gennaio ha compromesso una classifica che, per diverse settimane, aveva portato la squadra al primo posto basandosi su una solida difesa e la capacità di incidere di Perisic e soprattutto Icardi. Ancora oggi, l’Inter è la seconda difesa meno battuta della Serie A insieme a Napoli e Roma, dietro solo a quella della Juventus.

Inutile sottolineare come la figura di Mauro Icardi sia, nel bene e nel male, centrale per i destini dei nerazzurri. 28 gol in 33 partite, un solo gol in meno rispetto a Ciro Immobile, l’attesa per il possibile confronto diretto che deciderà anche la classifica dei marcatori. Il peso dell’attacco è nei numeri tutto sulle sue spalle. Il secondo miglior marcatore è Perisic con 11 gol poi il vuoto: Skriniar (un centrale difensivo) 4, Brozovic 4, Eder 3. Il contributo in fase realizzativa dei centrocampisti è minimo, e sommato al fatto che l’Inter è la squadra che colpisce più pali (23) abbiamo il quadro della situazione. L’Inter dipende da Icardi.

La bravura di Spalletti è stata quella di decidere un piano di gioco e perseguirlo, anche nei momenti meno positivi. Non è un caso che l’Inter sia subito sotto a Napoli e Roma per possesso palla medio (57%) e passaggi riusciti a partita (470 dietro a Napoli e Juventus), a conferma della qualità dei giocatori in rosa ma a rimarcare anche le difficoltà nel trovare alternative al capitano quando si tratta di segnare. L’Inter nasce per gestire il pallone ma nelle ultime settimane sembra aver perso l’equilibrio e in questo senso possiamo dire che l’infortunio di Gagliardini ha privato il centrocampo di un’accoppiata che si stava consolidando, quella con Brozovic.

Dopo essere stato vicino alla cessione, adesso il croato è punto fermo del centrocampo nerazzurro grazie alle sue indiscusse doti tecniche e ad una posizione fluida che Spalletti gli ha creato, cambiando rapidamente la posizione con Rafinha mentre alle sue spalle Gagliardini copriva gli spazi. Sia Vecino che Borja Valero, provati dalla trasferta di Verona con il Chievo in poi, hanno le caratteristiche del giovane centrocampista e la squadra ha faticato a mantenere le giuste distanze, come testimonia la rete di Berardi che, di fatto, ha condannato alla sconfitta l’Inter con il Sassuolo.

Saranno novanta minuti decisivi che disegneranno gli scenari futuri delle due squadre. Da una parte la Lazio arriva incerottata alla partita decisiva, meno brillante dal punto di vista del gioco ma adeguatamente “complementare” all’Inter. I nerazzurri amano il possesso palla e dovranno mantenere il giusto equilibrio per non rischiare di lasciare campo alla Lazio che si è dimostrata abilissima a sfruttare questo tipo di situazione, soprattutto se riuscirà a recuperare Ciro Immobile.

Gli highlights della gara d’andata terminata 0-0.

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