Road to Lione

Road to Lione

A Lione si gioca la finale dell’Europa League tra la squadra che tutti hanno indicato come la favorita, l’Atletico Madrid, ed un Marsiglia che è giunto all’atto conclusivo con merito ma risultando una sorpresa a tutti gli effetti. La squadra di Simeone si ritrova nuovamente in finale, dopo aver conquistato il trofeo nel 2010 (grazie ai gol di Forlan) e nel 2012 (grazie ai gol di Falcao). La tradizione del grande centravanti prosegue anche quest’anno con la presenza di Diego Costa e Griezmann, che potrebbero risultare decisivi. Dopo due finali perse in Champions League negli ultimi 5 anni, il “Cholo” vuole finalmente ritornare a vincere una competizione europea.

E’ dalla Champions League del 1993, a Monaco di Baviera contro il Milan, che i tifosi dell’OM aspettano questo momento. Rudi Garcia ha preso in mano la squadra a metà della scorsa stagione ed ha costruito un gruppo che gioca un calcio divertente e che ottiene risultati: oltre alla finale di Europa League, infatti, il Marsiglia è in corsa per conquistare la qualificazione alla prossima Champions attraverso il campionato. A 90 minuti dalla fine, l’OM è quarto ma a solo un punto dal Lione e a -3 dal Monaco, secondo. Naturalmente una vittoria questa sera consentirebbe alla squadra del presidente Jacques-Henri Eyraud di accedere direttamente ai gironi del torneo più importante per club, evitando di fatto di dover battere sabato sera l’Amiens e attende le notizie che arrivano dagli altri campi.


Nuovo assalto all’Europa League

L’Atletico Madrid, a 90 minuti dalla fine della Liga, è secondo in classifica a -12 dal Barcellona campione. Per mantenere la posizione, la squadra di Simeone dovrà fare almeno un punto domenica in casa contro l’Eibar, per evitare che l’eventuale successo del Real Madrid sul campo del Villareal permetta a Zidane di agganciarli ed essere secondi per la differenza reti. Nel torneo di casa l’Atletico Madrid ha perso solo 5 volte, una in meno rispetto al Real, ed è tornato ad essere una squadra molto equilibrata, dopo i tentativi di maggiore costruzione offensiva della passata stagione. Al momento è la miglior difesa di Spagna con 20 gol subiti, mentre l’attacco è il quarto della classifica. Oblak ha mantenuto la rete inviolata in 22 occasioni, meglio di qualsiasi altro portiere della Liga, mentre il miglior marcatore risulta Antoine Griezmann con 19 gol. Un’altra statistica dove l’Atletico primeggia è quella dei contrasti riusciti per incontro, 16,3, con una percentuale di vittoria del 66,7%; anche questa statistica ci indica come la squadra di Simeone sia una formazione molto combattiva, fisica, che predilige un certo tipo di calcio. Ma a differenza delle stagioni passate sfrutta meno alcune circostanze, come i calci piazzati. Ad oggi, solo José Gimenez e Filipe Luis sono riusciti ad andare in gol tra i giocatori del reparto arretrato, mentre Diego Godin è a quota 0 gol dopo le 3 reti dell’anno scorso. In compenso il reparto offensivo ha visto spesso cambiare il nome del marcatore. Oltre ai 19 gol del francese, ci sono le 3 reti di Diego Costa (ritornato a gennaio), i 3 di Fernando Torres, i 7 di Gameiro e gli 8 gol di Angel Correa.

Sarà l’ultima in Europa con l’Atletico Madrid per il “Petit Diable”?

Nel doppio confronto con l’Arsenal, Simeone si è affidato al modulo 4-4-2 con Saul e Thomas (o Gabi) in mediana mentre nella gara di ritorno il ghanese ha addirittura giocato da terzino destro. In generale la difesa a 4 è stata utilizzata nella maggior parte degli incontri, salvo esperimenti di 3-4-3 come nella gara con Betis in casa (0-0) e con l’Espanyol (0-2) che non hanno dato frutti. Nell’ultima gara di campionato, vinta sul campo del Getafe per 0-1, è stato provato Koke in posizione più avanzata quasi a disegnare un 4-3-1-2 con Sail, Thomas Partey e Gabi in mediana.


Il nuovo corso dell’OM

A differenza degli avversari di questa sera, l’Olympique Marsiglia è decisamente più “garibaldina” come squadra. In campionato ha realizzato 78 gol in 37 partite, subendone 46: quarto miglior attacco della Ligue 1 ma al 7° posto in fatto di difesa. Ed è questo il grande problema della squadra di Garcia, che in alcune partite ha perso punti preziosi a causa di una fase difensiva non sempre efficace. Se l’OM è terzo nella graduatoria delle squadre con il maggior numero di tiri in porta per incontro (6 di media), ne subisce in media 1,2 a partita. L’ultima gara senza reti segnate è lo 0-0 dell’8 aprile contro il Montpellier, una delle 10 gare stagionali ufficiali nelle quali non è riuscito a segnare. L’importanza del reparto offensivo, che fa del Marsiglia una squadra sbilanciata, è sicuramente incentrato su Dimitri Payet. Il ritorno in Francia dopo il litigio con il West Ham ha favorito tutti, soprattutto il trequartista che è ritornato su livelli altissimi: 1° per assist in Ligue 1 (13), 1° per passaggi chiave per incontro (3,9) 1° per occasioni importanti create (24) oltre a 6 gol segnati. In sostanza, Payet rappresenta il cuore del gioco offensivo e non del Marsiglia, il giocatore da tenere maggiormente sotto osservazione. Ma non è il solo perché anche altri elementi dell’attaco hanno beneficiato del calcio voluto da Rudi Garcia.

Ritorno fruttuoso per Lucas Ocampos a Marsiglia

In particolare Florian Thauvin ha ritrovato antichi splendori. Dopo la pessima esperienza al Newcastle, pian piano il 25enne attaccante si è ripreso mettendo in mostra le sue qualità. Già nella scorsa stagione aveva contribuito alla qualificazione europea del Marsiglia con 15 gol in 38 presenze, ma quest’anno si è superato: 22 gol in 34 partite e 11 assit. Numeri importanti che gli hanno permesso di ritornare in nazionale, giocando solo 8 minuti in amichevole, e a sperare in una maglia per Russia 2018. Anche l’ex Genoa e Milan Lucas Ocampos ha vissuto una buonissima stagione. Dopo l’esperienza con più bassi che alti in Italia, il ritorno in Francia gli ha permesso di mettere a referto 9 gol in 30 presenze e 3 assit. Il limite dell’attacco dell’OM potrebbe essere rappresentato, per assurdo, proprio dai trequartisti. Infatti se le loro prestazioni sono risultate spesso decisive, meno lo si può dire del reparto d’attacco vero e proprio.

Tra Germain, N’Jie e Mitroglu sono arrivati 24 gol, solo il 30% delle segnature totali. Solo Valère Germain di questi ha giocato con continuità mentre Kostas Mitroglu ha raccolto solo 18 presenze, causa vari infortuni. L’ex attaccante del Benfica arrivava da una stagione positiva con 16 gol l’anno scorso e 20 quello prima ma in Francia non ha potuto esprimersi sugli stessi livelli. Clinton N’Jie è stato più determinante proprio in Europa League, con la rete segnata al Salisburgo nella semifinale d’andata, ma nel complesso il camerunense non è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nel Marsiglia. Chi ha fatto una buona stagione è sicuramente il brasiliano Luiz Gustavo, che ha trovato anche 5 volte il gol e dato equilibrio alla squadra, giocando all’occorrenza anche da centrale difensivo.

Il modulo di riferimento di Garcia è il 4-2-3-1 e la formazione tipo vede Pelé in porta, terzino destro Bouna Sarr, terzino sinistro Jordan Amavi, i centrali sono Rolando e l’ex Milan Adil Rami. In mediana la prima linea è composta da Luiz Gustavo e, a turno, o Anguissa o Maxime Lopez; la linea dei trequartisti è composta da Thauvin, Payet e Ocampos con Germain punta.


Road to Lione

Per arrivare a giocarsi questa finale il cammino delle due squadre è stato molto differente. L’Atletico Madrid ha chiuso al terzo posto il girone di Champions League, dietro a Roma e Chelsea, per poi superare il Copenaghen con un perentorio 1-4 in trasferta e 1-0 al “Wanda”. Negli ottavi il confronto con la Lokomotiv Mosca deciso già all’andata grazie al 3-0, confermato dall’1-5 di Mosca. Nei quarti di finale 2-0 allo Sporting Lisbona a Madrid e sconfitta al ritorno 1-0. In semifinale il confronto con l’Arsenal, con Griezmann che fissa sull’1-1 la gara d’andata e Diego Costa che decide il ritorno.

Finalmente felice, nel suo Atletico Madrid

Il cammino del Marsiglia è iniziato addirittura con i play-off a fine luglio, superati gli ostacoli dell’Oostende e del Domzale, la squadra è arrivata seconda nel gruppo I dietro al Salisburgo. Nei sedicesimi si è imposta all’andata 3-0 contro il Braga, sconfitta ininfluente al ritorno, negli ottavi ha superato brillantemente l’Athletic Bilbao mentre nei quarti ha avuto la meglio sull’RB Lipsia, ribaltando con il punteggio di 5-2 l’1-0 subito in Germania. In semifinale l’altra squadra della Red Bull, il Salisburgo, con sofferenza: 2-0 in casa, sconfitta con lo stesso punteggio in Austria e gol decisivo di Rolando nei supplementari.

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