Per diventare Leggenda

Per diventare Leggenda

Per trovare nell’albo d’oro della Champions League una squadra capace di vincerla per tre edizioni di fila dobbiamo ritornare negli anni ’70, quando ancora il torneo era denominato Coppa dei Campioni. Fu il grande Bayern Monaco a trionfare dal 1974 al 1976, succedendo all’altrettanto grande Ajax, che a sua volta aveva conquistato il trofeo dal ’71 al ’73. Nemmeno grandi squadra come il Liverpool o il Milan di Arrigo Sacchi negli anni seguenti ricalcarono quelle imprese, fermandosi a due titoli consecutivi. Una vittoria del Real Madrid nella notte di Kiev iscriverebbe di diritto alla voce “Leggenda” le imprese di questa squadra e del suo tecnico, quel Zinedine Zidane capace di sollevare la coppa da giocatore (sempre con il Real Madrid) e per ben due volte consecutive da allenatore. Se la vittoria di Cardiff dell’anno scorso aveva infranto il primo tabù – nessuna squadra era mai riuscita a vincere la Champions League due volte di fila dal cambio di denominazione e formula – un eventuale successo contro il Liverpool riscriverebbe la storia della competizione. Al termine di una stagione non esaltante, il Real ha compiuto un percorso importante Europa, meno dominante rispetto all’ultima edizione ma più maturo, consapevole di aver raggiunto un livello tale che li mette al di sopra delle alte squadre.

Ha chiuso la Liga al terzo posto, dopo un avvio di stagione totalmente negativo che ha estromesso subito un’eventuale corsa per il titolo. L’essersi posizionato sotto l’Atletico non ha reso felici i tifosi ma la conquista dell’ennesima finale ha sollevato gli umori sempre sensibili dalle parti del Bernabeu. I numeri restano molto importanti: secondo miglior attacco del campionato (94 reti), maggior numeri di tiri a partita (14.5 di media), Cristiano Ronaldo secondo nella classifica dei marcatori con 26 gol. La difesa ha subito 44 reti, la peggiore delle prime 4, e la solidità del reparto arretrato non sempre ottimale è costata diversi punti nel corso del campionato; ma questo è stato un dato che ha sempre interessato relativamente, ed è anche migliorato nelle ultime stagioni grazie alla ricerca di equilibrio avviata da Mourinho, proseguita da Ancelotti e Benitez e perfezionata da Zidane. Anche in Champions League il Real Madrid è secondo per reti segnate (30) davanti agli avversari di Kiev, quel Liverpool che ha messo a segno ben 10 reti in più.

La scelta di orientare le proprie energie sulla coppa è nata molto presto in questa stagione, con un avvio in Liga che portato 2 pareggi con le squadre di Valencia, la sconfitta interna con il Betis e quelle a fine ottobre, con il Girona e il Tottenham in Champions. Il punto di svolta è rappresentato dal “Clasico” del 23 dicembre, perso 0-3 al Bernabeu, che ha messo la parola fine a qualsiasi tipo di velleità in fatto di riconferma del titolo. In quel momento l’ambiente si è compattato intorno a Zidane, che per qualche settimana è stato persino a rischio esonero, e ha preparato nel migliore dei modi l’ottavo di finale con il Paris Saint-Germain. Quella che doveva rappresentare un ideale passaggio di consegne tra vecchi e potenziali nuovi campioni è diventata invece la conferma, in coppa comanda ancora il Madrid. Anche il doppio confronto con la Juventus, condito da molte polemiche, ha messo in luce il livello di maturità raggiunto da una squadra che, ad un passo dal crollare, riesce sempre a trasformare la paura in razionalità.

Rileggendo il tabellone di Champions League, è impressionante notare come ci sia stato un sostanziale equilibrio nei confronti ad eliminazione diretta ed ha sempre avuto la meglio la squadra di Zidane. 5-2 con il PSG, 4-3 con la Juventus, 4-3 con il Bayern Monaco. Questo manifesto di superiorità mentale potrà essere particolarmente utile nella finale secca, ambiente che il Real conosce benissimo. L’uomo chiave, neanche a dirlo, è stato Cristiano Ronaldo: 15 gol in 12 partite, un gol ogni 72 minuti, più 3 assist. Sarà ancora una volta lui il pericolo principale per il Liverpool ma attenzione anche al grande finale di stagione di Gareth Bale: il gallese ha segnato 5 gol nelle ultime 5 gare e vuole ritagliarsi il suo spazio in finale. Ma oltre a loro tutti i reparti sono completi e giocatori come Asensio e Lucas Vazquez (convocati per la nazionale spagnola ai prossimi mondiali in Russia) possono cambiare il corso della partita e ne sanno qualcosa il PSG quest’anno e soprattutto la Juventus a Cardiff.

I pronostici sono dalla loro parte sia per la superiorità tecnica che per l’esperienza a questi livelli, ma è una finale e come tale deve essere considerata con la massima attenzione.

L’anno scorso il Real Madrid vinse da sfavorito, quest’anno come andrà a finire?

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