Un anno di Premier League

Un anno di Premier League

100 punti. Cifra tonda per un Manchester City che ha letteralmente dominato il campionato, vincendolo di fatto già a dicembre. Le briciole agli avversari, gli schemi di Guardiola mandati a memoria, la capacità di andare in gol con una facilità estrema. Ma non solo. Il successo di City è anche frutto del miglioramento della fase difensiva che ha permesso di subire solo 27 gol, e di essere la miglior retroguardia del campionato (con un gol in meno rispetto al Manchester United).

Mourinho ha fatto una discreta stagione anche se dovrà vincere almeno l’F.A. Cup. Il secondo posto è un buon risultato visto il dominio dei cugini, e non è mai stato in discussione. Ha gestito sapientemente la questione Pogba, ha trovato l’equilibrio di squadra e l’unica macchia della stagione è stata l’eliminazione da parte del Siviglia in Champions League. Tottenham e Liverpool si sono confermati, Pochettino ha pagato diversi infortuni (su tutti quello di Kane) e la sensazione è che manchi ancora molto per il definitivo salto di qualità. Klopp ha condotto non solo alla riconferma nei primi quattro ma anche alla finale di Champions il Liverpool, con un Salah mostruoso e capocannoniere del torneo.

Chelsea e Arsenal hanno vissuto una stagione che ha visto i rispettivi tecnici al centro dell’opinione pubblica. Antonio Conte non solo non ha confermato il titolo dell’anno prima, ma non è riuscito a qualificare la sua squadra per la prossima Champions League. Troppi malumori con una parte dello spogliatoio e con la proprietà, la difficoltà a riorganizzare una squadra che sbandava paurosamente e solo la finale di F.A. Cup come consolazione. Nonostante il tentativo di rimonta, è apparso evidente come la rosa fosse corta in alcuni ruoli e abbondante dove non serviva, con nessun giocatore capace di guidare veramente la squadra.

Quella appena conclusa passerà alla storia come l’ultima stagione di Wenger sulla panchina dell’Arsenal. Un fatto storico, anche se il tecnico francese non ha ottenuto i risultati sperati negli ultimi anni. Ancora una volta i Gunners rimangono fuori dai primi quattro posti, e la rivoluzione nel reparto offensivo (con gli arrivi di Aubameyang e Mkhitaryan) non ha prodotto l’effetto sperato: la rimonta non si è concretizzata e si è sommata alla delusione per l’eliminazione in semifinale di Europa League.

Il Burnley ha conquistato la qualificazione all’Europa League al termine di una splendida stagione. Al ritorno in Premier League, la squadra di Sean Dyche ha tenuto un percorso lineare, fatto di grande equilibrio e un occhio alla fase difensiva. A conferma di questo, ci sono i numeri: 36 gol fatti, 39 subiti. Male l’Everton, soprattutto in rapporto agli investimenti estivi, positive le stagioni di Leicester e del neopromosso Newcastle mentre il West Ham ha ancora una volta deluso, riuscendo comunque a centrare una salvezza tranquilla.

Non si può dire lo stesso di Swansea, Stoke City e West Bromwich Albion, retrocesse dopo diverse stagioni in massima divisione. Tutte le squadre salite dalla Championship si sono salvate e per Brighton e Huddersfield si è trattata di una grande impresa in relazione alla qualità delle rispettive rose.

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