Il meritato bronzo del Belgio

Smaltire una delusione grande come quella di una semifinale mondiale persa non deve essere stata un’impresa semplice per Belgio e Inghilterra, che a San Pietroburgo si sono contese il gradino più basso del podio. Ha vinto il Belgio con merito, dimostrando di avere una selezione più forte rispetto a quella inglese come già si era avvertito nell’analisi delle due semifinali. Se la sconfitta contro la Francia è avvenuta alla fine di una gara sostanzialmente equilibrata, la squadra di Southgate si è progressivamente disciolta sotto il peso della pressione, mostrando una volta in più i limiti dell’avere un’età media molto bassa.

Roberto Martinez porta il Belgio ad ottenere il suo miglior risultato in una competizione internazionale, migliorando il quarto posto in Messico nel 1986. Con una generazione di giocatori estremamente talentuosa ha disegnato squadra propositiva, forse non indovinando tutte le scelte nel corso del torneo ma dimostrando una presa di coscienza delle proprie forze, eliminando una squadra del calibro del Brasile e sconfiggendo in questa piccola finale l’Inghilterra. Southgate ha ottenuto il massimo con un gruppo di giocatori dove mancano interpreti in grado di cambiare il ritmo della gara. Anche nella finale per terzo posto la squadra si è spesso bloccata in un giro palla lento e orizzontale, facilitando le chiusure difensive degli avversari.

Il problema della profondità

I cambi in mediana, dove Loftus-Cheek, Delph e Rose sostituivano Lingard, Alli e Young, non hanno modificato la costruzione della manovra ma sono serviti a far scendere in campo giocatori che non avevano trovato spazio nelle gare precedenti. Con Sterling al solito incompleto al fianco di Kane, il primo tempo è stato un calvario per l’Inghilterra al cospetto di un Belgio ancora dinamico. Nonostante una partita grigia di Lukaku (due errori clamorosi nel controllo palla a pochi metri dalla porta), a brillare sono stati ancora una volta Kevin De Bruyne e Eden Hazard, ma una nota di merito va anche alla difesa, dove Alderweireld è risultato decisivo in molti disimpegni ed ha salvato sulla linea una chiara occasione di Dier, mentre Vertonghen e sopratutto Kompany non hanno sbagliato un intervento. La rete di Meunier ha spostato presto l’andamento della gara e la lentezza con la quale l’Inghilterra trasmetteva il pallone da un reparto all’altro ha permesso al Belgio di difendere in modo posizionale senza alcun affanno.

Kane tuttofare

I cambi di Southgate all’intervallo hanno innestato maggiore qualità, Rose è stato sostituito da Lingard con Delph spostato nel ruolo di esterno sinistro mentre Rashford ha rilevato Sterling, una nota davvero negativa del mondiale inglese. La maledizione che gli impedisce di segnare in nazionale (ultimo gol addirittura nel 2015) ha privato la squadra di un punto di riferimento offensivo, lasciando tutto il lavoro sulle spalle di Harry Kane che ha cantato e portato la croce. Nel tentativo di creare spazi per il compagno, Kane si è sempre più allontanato dalla porta avversaria non riuscendo a segnare nei quarti di finale ed in semifinale. La difesa del Belgio è stata messa maggiormente sotto pressione ma allo stesso tempo i contropiedi si sono moltiplicati. Mertens, altro giocatore che non ha inciso in questo mondiale, non ha avuto un grande impatto sulla partita e c’è voluta l’ennesima combinazione tra De Bruyne e Hazard per confezionare la rete che chiuso la partita.

Terzi con merito

Il Belgio conquista il terzo posto nel torneo e lo fa con merito, dimostrando di avere una delle squadre di maggior talento. Il gioco sempre improntato al giro palla e alla ricerca di spazi ha prodotto dei momenti di calcio molto importanti, ma non ha permesso nella partita con la Francia di essere sufficientemente concreto per andare a Mosca domenica, a giocarsi la coppa. Resta l’impressione di un progetto ben pensato da parte di Martinez, CT che ha ereditato dalla gestione Wilmots una squadra sfiduciata e l’ha portata quasi a realizzare il piu grande sogno.

L’Inghilterra ridimensiona in parte il suo torneo, nelle fasi ad eliminazione diretta ha convinto solo contro l’avversario piu debole, la Svezia. Southgate ha pensato molto a come costruire una solida fase difensiva, meno a come ideare soluzioni alternative per trovare il gol. La squadra ha mostrato un deficit di qualità in mezzo al campo, dove Henderson è un buon centrocampista ma non un campione, Alli e Lingard per quanto talentuosi non possono ancora trascinare una nazionale importante mentre Kane ha sofferto il dover essere il solo attaccante in campo. In prospettiva la squadra può crescere come i suoi interpreti, che matureranno nei prossimi due anni significative esperienze internazionali in vista dei prossimi campionati europei.

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