Impresa cercasi

Impresa cercasi

La gara di Barcellona ha tracciato il percorso che il calcio italiano dovrà intraprendere per riequilibrare il dominio spagnolo nei prossimi anni. La Roma è scesa in campo con personalità e voglia di aggredire l’avversario, di far girare il pallone, di non rimettersi subito alle volontà del blasonato avversario.

L’assenza di un Nainggolan in buone condizioni fisiche, non quello visto sabato contro la Fiorentina, ha privato Di Francesco di un elemento fondamentale nel centrocampo di qualità ma generalmente poco dinamico della sua Roma. In realtà in questa stagione la posizione del “Ninja” è apparso alcune volte un grattacapo per il tecnico, alla costante ricerca di equilibrio tra le sue capacità di inserimento e la necessità di andare a “fare legna” in mezzo al campo.

La svolta dell’ultimo Spalletti a Roma è stata proprio la posizione del belga, messo a supporto di Dzeko e capace non solo di segnare reti estremamente pregevoli e importanti, ma anche e soprattutto assistere il bosniaco che, non a caso, ha realizzato la bellezza di 29 gol nella passata stagione.


Quali soluzioni?

Per passare il turno alla Roma serve una vittoria con 3 gol di scarto, impresa quasi impossibile contro un Barcellona che, tanto per dare il dato più semplice, in Liga è ancora imbattuto. Non solo, come abbiamo scritto nelle pagine del nostro sito, il lavoro di Valverde è finalizzato fin dal primo giorno a trasformare una squadra spettacolare ma a volte distratta in difesa in una macchina equilibrata ma altrettanto letale.

Il centrocampo a 4 e le due punte, modulo che sta tornando di moda, permette una maggiore occupazione in ampiezza degli spazi e l’aiuto agli esterni in mediana che raramente lo sono di ruolo. Ecco perché questa sera si vocifera di una Roma a 3 dietro, con due esterni larghi per attaccare gli spazi che il Barcellona potrebbe lasciare in prossimità della linea laterale.

Questo potrebbe costare in termini di compattezza centrale, data la necessità di stringere quanto più possibile le linee di difesa e centrocampo, onde evitare che Leo Messi possa trovarsi a pochi metri dall’area di rigore. La ricerca del gol ha portato la Pulce a non giocare la sua miglior partita all’andata ma, come sappiamo, difficilmente sbaglia due partite di fila (e lo ha capito anche il Leganés sabato).

Volendo essere del tutto sinceri, è molto difficile pensare ad una Roma che passa il turno ma anche che riesce a vincere la partita. Le dinamiche del Barcellona di quest’anno dovrebbero disintegrarsi, la squadra di Di Francesco riuscire a segnare almeno due gol – senza subirne – nel primo tempo per poi cercare il terzo nella ripresa. Quasi fantascienza. Quello che però la Roma può fare è proseguire sulla binario del bel gioco e della consapevolezza mostrato all’andata.


Crescita

È indubbio che al calcio italiano, ormai relegato in seconda fascia sia dal punto di vista economico che sportivo, serve un cambio di rotta, un’evoluzione che riporti veramente il pallone al centro dello sport, in definitiva che si ritorni a palleggiare e a controllare bene la sfera.

In questo senso, la proposta di Eusebio Di Francesco al Camp Nou è stata molto buona. La differenza di valori, come detto, è molta ma se prendiamo l’abitudine ad affrontare le sfide europee in un altro modo forse si può dare l’input per l’avvio del cambiamento.

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