Gattuso e il Milan del ridimensionamento

Approfitto di un tweet di @maicuntent per scrivere cosa penso di Gennaro Gattuso sulla panchina del Milan. L’amico scrive le seguenti parole:

“io non capisco perché noi milanisti non possiamo provare l’emozione di avere un allenatore”

Questa sua riflessione mi trova d’accordo. Nelle ultime settimane, ancora prima che avvenisse il passaggio tra Yongong Li e Elliott, mi ero espresso in diverse sedi incluso un famoso forum di tifosi del Milan sull’argomento trovando diverse sponde ma anche pareri opposti. Nelle ultime settimane si è fatto un gran parlare di un possibile approdo di Antonio Conte e da quel momento le due fazioni (pro e contro Gattuso) si sono scatenate.

Confesso che mi sono espresso a favore dell’arrivo dell’ex allenatore del Chelsea in rossonero, sebbene non faccia esprimere alle sue squadre un calcio che mi piace, ma in questo particolare momento non possiamo certo pretendere Guardiola perché il ridimensionamento delle ultime stagioni è ancora in atto, al netto delle manovre del rientrante Leonardo. Chi preferisce Gattuso lo fa principalmente per due motivi, la tanto sventolata “bandiera” (e l’intrinseco milanismo) e l’odio verso Conte. Se il secondo punto è parzialmente condivisibile (come detto anch’io non lo preferisco in assoluto), il primo è fuorviante. Come scritto nel forum quello della bandiera è lo schermo dietro al quale si giustifica ogni cosa, che permette di esaltarsi per avere sulla panchina di una delle squadre più importanti del mondo (seppur in declino) un allenatore che nella sua carriera non ha mai avuto esperienze di alto livello e dove ha lavorato non ha ottenuto grandi risultati.

Il difendere a tutti i costi Gattuso è un atto di fede legato principalmente a quello che è stato, non a quello che è e potrà essere. L’aver indossato la maglia del Milan con onore per tanti anni, all’interno di una squadra fantastica, lo ha elevato a “totem” assoluto, a capopopolo, a condottiero. Scindere la figura di Gattuso giocatore e milanista con quella dell’allenatore è il primo passo verso una valutazione più proficua. Le ambizioni di una società si valutano attraverso molti fattori e da parte della precedente proprietà era evidente il processo di ridimensionamento dettato da difficoltà economiche, dal mercato non fatto a gennaio fino all’insensato rinnovo triennale di un allenatore che aveva sicuramente ottenuto discreti risultati ma che tutto aveva da dimostrare.

Il grosso errore è stata proprio quella firma che ha messo anche Gattuso in una posizione di debolezza. Se la “vecchia” società lo ha usato come scudo per l’impossibilità di compiere operazioni importanti non lo sapremo mai, ma la nuova proprietà quali ambizioni ha? E’ evidente che il poco tempo a disposizione non ha aiutato e il dover fare mercato in un paio di settimane è il problema principale, ma se Elliott sapeva che sarebbe subentrata, ha provato nei mesi passati ad intavolare discussioni con allenatori già pronti per portare il Milan almeno in Champions League? Anche questa è una domanda che non avrà risposta. Si parla molto di Conte perché è l’unico allenatore disponibile, ma lo è davvero?

In ogni caso il rischio che Gattuso venga a breve contestato anche da chi oggi lo sbandiera è molto alto. La sua posizione non è salda e i risultati delle prime partite saranno già una sentenza per lui, a patto che Elliott abbia reali ambizioni e voglia far crescere il valore del suo nuovo asset. Se invece il piano industriale prevede come massimo obiettivo il raggiungimento del quarto posto allora Gattuso potrebbe andare bene, a patto di fare in questi ultimi giorni mercato e rinforzare la squadra (e che avversarie più pronte “buchino” la stagione). L’arrivo di Higuain potrebbe essere visto non solo come il tassello mancante nel reparto offensivo, ma anche la speranza che possa essere un giocatore in grado di “risolvere i problemi” in una squadra dalla rosa fortemente incompleta per competere ad alti livelli e con un allenatore che pratica un gioco estremamente conservativo.

Personalmente non ripongo alcuna fiducia in questo progetto, mi sarei aspettato una virata nella guida tecnica della squadra e credo che il destino di Gattuso sia lo stesso di molti altri allenatori (penso a Ferrara, Stramaccioni e il Pioli dell’Inter) che sono stati incensati prima e scaricati poi per colpe loro ma soprattutto di dirigenze miopi, incapaci di rendersi conto del reale valore del tecnico. Nelle aziende ci sono manager che devi pagare molto ed altri a prezzo di saldo, le capacità e l’esperienza fanno la differenza. Potrebbe andar male ugualmente, ma la storia insegna e il destino del Milan di Gattuso secondo me è già scritto.

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