Il nuovo Chelsea di Maurizio Sarri

Bizzarra ma sicuramente vincente, si potrebbe descrivere in questo modo la presidenza di Roman Abramovich al Chelsea, protagonista del periodo più importante della storia del club. Dal suo arrivo nel 2003 ha collezionato 16 trofei, compresa la Champions League del 2012 vinta contro il Bayern Monaco a casa sua grazie al pragmatismo del subentrato manager Di Matteo. Insieme a lui sulla scomoda panchina dei “Blues” si sono seduti altri due tecnici italiani, Carlo Ancelotti e Antonio Conte. Entrambi hanno vinto la Premier League e con entrambi i rapporti si sono deteriorati progressivamente, a conferma che il Presidente è poco incline ad aprire cicli lunghi con i propri allenatori. E’ successo anche con José Mourinho, considerato una sorta di divinità a Stamford Bridge ma non per questo accantonato dopo due esperienze in momenti diversi, entrambe condite con la conquista del campionato.

L’ultimo ad andarsene è stato Antonio Conte. L’ex CT della Nazionale italiana aveva lasciato il suo incarico federale per la mancanza della quotidianità, la sua esperienza è stata positiva con la conquista del campionato il primo anno e dell’F.A. Cup nell’ultima stagione ma nonostante questo sono emerse problematiche all’interno dello spogliatoio che ne hanno impedito il proseguo. La scelta legittima è apparsa tardiva nelle tempistiche, con l’avvicendamento in panchina a preparazione già iniziata, ma le problematiche legate alla clausola di rescissione di Maurizio Sarri ne ha tardato lo sbarco a Londra. È l’ex allenatore del Napoli il prescelto, la figura che dovrà riportare al Chelsea il gioco, oltre ai risultati.

Migliorare una rosa competitiva

Il compito non è semplice ma per agevolarne l’inserimento è stato scelto Gianfranco Zola come collante tra l’ambiente londinese e il tecnico, che arriva in Premier League con la speranza di poter vincere come i suoi colleghi italiani in passato. Il compito non sarà semplice perché c’è un ambiente da ricompattare dopo una stagione a dir poco travagliata, dove troppe voci sono emerse dallo spogliatoio e dove fazioni più o meno popolose si sono messe di traverso ad un tecnico, Conte, che ha moltissime virtù ma anche il difetto di legarsi al dito le ingerenze. La rosa è indubbiamente competitiva, ma per sviluppare il gioco di Sarri sarà necessario intervenire sul mercato in modo da poter rinnovare il gruppo, in attesa di conoscere il destino di alcuni tra i migliori giocatori (pensiamo soprattutto ad Hazard e Courtois). L’arrivo di Jorginho, che a Napoli si è affermato proprio grazie a Sarri, è il primo tassello per ridisegnare il centrocampo ma altro servirà per permettere di replicare gli schemi di gioco del nuovo manager.

Il mercato, dunque, sarà il primo banco di prova. Servirà a capire le reali intenzioni della proprietà, che ha speso molto nelle ultime stagioni ma non come le avversarie per i primi posti, sollevando dubbi sulle prospettive di investimento di Abramovich nel suo club. Le note vicende personali potrebbero portare a scelte drastiche, anche se in primavera è stata respinta un’offerta del miliardario Jim Ratcliffe, pronto a pagare 2 miliardi di sterline per rilevare il Chelsea. Se vorrà rilanciare una squadra fuori dalla Champions League, la proprietà dovrà costruire un gruppo nuovo che possa seguire il verbo di Sarri. La ricerca parte dall’asse portante di ogni squadra, che parte dal difensore centrale fino al mediano e arriva alla punta. Se Courtois rappresenta la certezza tra i pali, e a meno di proposte indecenti dovrebbe rimanere a Londra, la difesa deve essere rinforzata. In questo senso la richiesta di Kalidou Koulibaly è ovvia, il centrale senegalese è il punto di riferimento del reparto arretrato del Napoli, difesa a tratti imbattibile nella scorsa stagione.

Difficile che De Laurentiis tolga ad Ancelotti (gli incroci del destino…) il miglior difensore in rosa a questo punto del mercato, ma è indubbio che al Chelsea serva un rinforzo in quel reparto. In mediana come detto è arrivato Jorginho mentre in attacco i rebus da risolvere sono numerosi. La volontà di portare a Londra Gonzalo Higuain è nota, soprattutto ora che a Torino è arrivato Cristiano Ronaldo e il sacrificato in attacco sarà necessariamente il “Pipita”. Ma ci sono già due giocatori in rosa con le caratteristiche di prima punta, Olivier Giroud e Alvaro Morata. Se il francese, arrivato a gennaio, non rischia e può rappresentare un riferimento offensivo importante, l’ex Real Madrid non ha convinto per nulla nella sua prima stagione inglese e sembra che possa cedere al corteggiamento di altre squadre. L’addio di Diego Costa con lo strascico polemico (e SMS resi pubblici) è stata una delle cause che hanno portato all’allontanamento di Conte, adesso il Chelsea deve rinnovare il reparto offensivo.

La proposta del 4-3-3

Sotto il profilo tattico, dopo aver sperimentato la difesa a 3 con Conte è molto probabile che anche a Londra approdi il 4-3-3 che ha reso famoso Sarri a Napoli. I due terzini potranno essere di spinta a sinistra (Marcos Alonso) e più di contenimento a destra (Azpilicueta) mentre in attesa di novità dal mercato i difensori centrali sono Rudiger e Christenses, azzardo danese all’ultimo mondiale (schierato senza successo davanti alla difesa). In mediana abbondanza e qualità, in attesa di nuovi colpi. Kanté, Bakayoko, Fabregas, Barkley e il nuovo arrivo Jorginho garantiscono caratteristiche complementari, sia dal punto di vista fisico che tattico. In attacco con Giroud al centro, la fantasia e la velocità di azione sono garantite da Hazard (strepitoso protagonista in Russia) e Willian.

In attesa di conoscere i movimenti della campagna acquisti, appare chiaro come la curiosità sia molta nel vedere all’opera un maestro di calcio come Sarri in un campionati iper-dinamico come la Premier League e come riuscirà a ricostruire dal punto di vista psicologico una squadra prosciugata dai due intensissimi anni passati con Antonio Conte.

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