Idee per il futuro

Prima di verificare la tenuta del nuovo corso, Roberto Mancini ha già portato un’innovazione importante quanto banale, il 4-3-3. Il sistema di gioco di riferimento di gran parte delle squadre è tornato anche in Nazionale, dopo le improvvide sperimentazioni di Giampiero Ventura che hanno concorso all’eliminazione dell’Italia da Russia 2018. Se il test contro l’Arabia Saudita non era probante, data la scarsa consistenza dell’avversario, alcuni spunti per il futuro possiamo già leggerli. Diverse assenze hanno costretto le scelte del nuovo CT, che come prima prova di indipendenza rispetto allo spogliatoio e all’opinione pubblica ha riportato Mario Balotelli al centro dell’attacco, a quattro anni dall’ultima triste apparizione (coincisa con l’eliminazione dai mondiali brasiliani per mano dell’Uruguay).

L’addio di Buffon consegna a Donnarumma la titolarità, insieme ai suoi compagni di squadra nel Milan Bonucci e Romagnoli, nel ruolo di terzino destro gioca Zappacosta mentre a sinistra un altro ritorno, quel Mimmo Criscito che Mancini ha conosciuto bene allo Zenit e che si appresta a ritornare nel “suo” Genoa. A centrocampo l’atipica mezz’ala Florenzi con Pellegrini sul centro-sinistra e al centro Jorginho, in attacco ai lati di Balotelli ci sono Politano e Insigne. Proprio il fantasista del Napoli è il riferimento offensivo, il giocatore più cercato in costruzione nell’Italia di Mancini, che chiede massima ampiezza di manovra e occupazione dell’area di rigore con gli inserimenti dei centrocampisti. Si vede qualcosa di nuovo finalmente: a Florenzi è richiesto il lavoro sporco, quello di pressare e recuperare palloni mentre Jorginho imposta solo il primo tocco lasciando a Pellegrini il compito di aprire il gioco. L’idea è buona, il risultato meno ma questo tipo di piano gara richiede del tempo per essere sviluppato e sarà interessante riproporlo anche contro la Francia.

La partenza è buona, sia Zappacosta che Criscito giocano sempre molto alti in appoggio agli esterni d’attacco mentre le mezz’ali tentato gli inserimenti centrali. Il pallone gira con discreta velocità e Balotelli sembra essere il riferimento offensivo che mancava, non solo per la presenza fisica ma anche per le qualità delle sue giocate, come il gol dell’1-0 propiziato non solo dal suo ottimo tiro ma anche da una blanda marcatura. Sembra esserci la voglia di vincere con un convincente numero di gol ma con il passare dei minuti l’attitudine italiana a deconcentrarsi nelle amichevoli emerge, complice anche la condizione fisica da fine stagione. Politano è più confuso che efficace mentre Insigne ricerca spesso la giocata solitaria, la girandola dei cambi stravolge la formazioni e nonostante la vittoria sia risicata dal punto di vista del punteggio ci sono stati spunti interessanti.

Positive le prestazioni di Zappacosta e Criscito, con quest’ultimo colpevolmente emarginato dal giro della Nazionale negli anni passati; bene Balotelli, che ha alternato interessanti giocate alle sue proverbiali pause ma che nel complesso è sembrato il rifinitore migliore nel 4-3-3, da rivedere il lavoro delle mezz’ali. Florenzi ha spesso rischiato di trovarsi fuori posizione, obbligato in un ruolo che non conosce ma che ha affrontato con la proverbiale grinta. Questo non basta e per il ruolo di interditore sarà necessario attendere la disponibilità di altri profili. Pellegrini ha convinto negli inserimenti, meno nell’impostazione. Il centrocampista della Roma deve ultimare il suo percorso di crescita, ha evidenti qualità e potenzialmente una buona visione di gioco ma è ancora troppo discontinuo nel corso dei 90 minuti. Insigne e Politano si sono mossi come da caratteristiche ma solo dalla parte del napoletano c’è stata qualche manovra interessante. L’esterno del Sassuolo ha probabilmente pagato l’emozione per l’esordio da titolare con la maglia azzurra e deve ancora raccontare la sua storia, per farci sapere se è un exploit o un giocatore vero.

Roberto Mancini ha vinto all’esordio e tanto basta, ma si sono viste idee e ricerca di alternative. Nel percorso di crescita della Nazionale, dopo i disastri recenti, un CT che porta ordine e segue le indicazioni del calcio moderno è fondamentale per ricostruire prima di tutto l’ambiente, nell’attesa di valutare la squadra in test più probanti come quelli che attendono l’Italia, contro Francia e Olanda.

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