Anteprima di Italia-Polonia

Anteprima di Italia-Polonia

Dopo aver faticosamente digerito la mancata qualificazione agli ultimi mondiali, la Nazionale italiana riparte e inizia il suo cammino di avvicinamento a Euro 2020, prossimo e immancabile obiettivo. Il rinnovato entusiasmo dato dalla nomina di Roberto Mancini come Commissario Tecnico si scontra con una generazione di calciatori ancora alle prese con talenti incostanti e ricambi generazionali difficili, in un limbo di intenti che il nuovo CT dovrà progressivamente trasformare in certezze. Le convocazioni per i primi incontri di Nations League contro Polonia e Portogallo vanno nella direzione di ricercare nuovi giocatori che possano contribuire attivamente alla realizzazione di un ciclo nuovo, competitivo, che possa far dimenticare in fretta le delusioni degli ultimi due anni.

I convocati di Mancini contro Polonia e Portogallo

Portieri: Alessio Cragno (Cagliari), Gianluigi Donnarumma (Milan), Mattia Perin (Juventus), Salvatore Sirigu (Torino).

Difensori: Cristiano Biraghi (Fiorentina), Leonardo Bonucci (Juventus), Mattia Caldara (Milan), Giorgio Chiellini (Juventus), Domenico Criscito (Genoa), Emerson Palmieri Dos Santos (Chelsea), Manuel Lazzari (Spal), Alessio Romagnoli (Milan), Daniele Rugani (Juventus), Davide Zappacosta (Chelsea).

Centrocampisti: Nicolo’ Barella (Cagliari), Marco Benassi (Fiorentina), Bryan Cristante (Roma), Roberto Gagliardini (Inter), Jorginho (Chelsea), Lorenzo Pellegrini (Roma), Nicolo’ Zaniolo (Roma).

Attaccanti: Mario Balotelli (Nizza), Andrea Belotti (Torino), Domenico Berardi (Sassuolo), Federico Bernardeschi (Juventus), Giacomo Bonaventura (Milan), Federico Chiesa (Fiorentina), Ciro Immobile (Lazio), Lorenzo Insigne (Napoli), Pietro Pellegri (Monaco), Simone Zaza (Torino).

I bambini di Mancini

Le novità maggiori sono senza dubbio quelle rappresentate da Pietro Pellegri e, sopratutto, Nicolò Zaniolo. Il giovane trequartista è passato in estate dall’Inter alla Roma e ancora non ha collezionato nemmeno un minuto in Serie A, inoltre ha saltato – per ora – l’Under 21 avendo collezionato presenze solo con l’Under 19 (18 con 6 gol realizzati). Di Zaniolo se ne parla bene da molto tempo ma nonostante i presupposti che potrebbero fare di lui un ottimo giocatore, sorprende la scelta di Mancini di chiamare un ragazzo così giovane e senza esperienza ai massimi livelli. La spiegazione potrebbe essere racchiusa nelle parole del Commissario Tecnico che ha dichiarato: “Zaniolo? Se sei forte a 19 anni devi giocare. Tra Under 19-20-21 ce ne sono di bravi, per noi è importante che giochino. Zaniolo è un Under 19, arrivato in finale del campionato europeo: anche in passato molti calciatori sono arrivati in nazionale molto giovani, se ha qualità e le confermerà, verrà richiamato”.

Alla vigilia delle prime gare ufficiali della sua gestione, Mancini ha battuto molto il tasto dei giovani che hanno poco spazio in Italia, con i club che molto spesso preferiscono anteporre stranieri ai nostri ragazzi. E’ un argomento che ciclicamente viene riproposto quasi a voler sottolineare la mancanza allo stato attuale di calciatori in grado di fare la differenza, e il voler aprire spiragli su un futuro che – nonostante i proclami di molti addetti ai lavori – appare ancora piuttosto nebuloso. Se Zaniolo rappresenta una novità assoluta, Pietro Pellegri ha già fatto parlare di se non solo perchè si è trasferito al Monaco, in Ligue 1, ma anche per aver realizzato una doppietta in Serie A contro la Lazio nella passata stagione.

Nicolo Zaniolo: «La Nazionale? Incredulo, un sogno che si avvera»

L’ex attaccante del Genoa rappresenta il futuro, il prototipo di centravanti che manca all’Italia dai tempi di Vieri. Ma rispetto all’ex Inter e Lazio il 17enne di Genova ha connotati più moderni, una rapidità di corsa ed esecuzione che hanno attirato l’interesse del club monegasco, da molti anni alla ricerca di giovani talenti da valorizzare. Quando gli infortuni, più o meno piccoli ma ricorrenti, lo abbandoneranno potrà dire la sua in Francia, in un campionato che può permettergli di prendere confidenza con il calcio “dei grandi”. Nel frattempo, ha già realizzato il suo primo gol contro il Bordeaux.

La Polonia

Il primo incontro di Nations League, la competizione ideata dall’UEFA per sostituire le amichevoli internazionali e dare maggiore interesse alle gare delle varie selezioni, si giocherà contro la Polonia. Il CT è lo zio di Jakub Błaszczykowski, e si chiama Jerzy Brzęczek, subentrato a luglio dopo il disastroso mondiale in Russia. Quel torneo è stato il canto del cigno per l’ex CT Adam Nawałka, che ha comunque costruito una rappresentativa competitiva e di buon livello trascinata da un campione come Robert Lewandoski. In patria ci sono state molte contestazioni anche nei confronti del presidente della Federazione, Zbigniew Boniek, che ha dovuto ribattere alle accuse di non aiutare un movimento che, effettivamente, da alcuni anni sembra essersi fermato.

L’Europeo del 2016, conclusosi con un onorevole quarto di finale, sembrava dover essere il preludio per un mondiale da protagonisti e invece sono arrivate due sconfitte (Senegal e Colombia) che hanno subito eliminato i polacchi. Il compito di ricostruire la Polonia non sarà semplice, anche perchè i protagonisti sono più o meno gli stessi e all’orizzonte non si intravedono nuovi talenti. La difesa poggia sull’ex Torino Kamil Glik che sta attraversando un periodo complicato al Monaco, così come tutta la squadra, ma già l’anno scorso non ha giocato sui livelli che aveva mostrato in granata. A centrocampo spiccano Zielinski e Linetty, entrambi protagonisti in Serie A. Il centrocampista del Napoli è diventato di fatto titolare con Ancelotti ed è stato uno dei migliori dei suoi in questo avvio di stagione; anche Karol Linetty è titolare nella Sampdoria e ha giocato sia contro l’Udinese che nell’ultima trionfale partita di Marassi proprio contro i partenopei. Per il resto non ci sono giocatori di grande talento e Brzęczek ha dovuto convocare ancora il nipote Błaszczykowski e Krychowiak, che dopo Siviglia non è più riuscito a riproporsi ad alti livelli ed ora gioca nella Lokomotiv Mosca.

Le soluzioni più interessanti della Polonia sono sopratutto in attacco. Oltre a Lewandowski, che sembra aver giovato dell’arrivo di Kovac al Bayern Monaco, autore di due gol in altrettante partite ci sono Milik e Krzysztof Piatek. Se “Arek” deve ancora completare il processo di inserimento nel nostro campionato dopo i molti (e gravi) infortuni, Piatek rappresenta la novità di inizio stagione del Genoa. Con i Grifoni ha già segnato 3 gol e si è subito messo in mostra per le quattro reti realizzate in Coppa Italia contro il Lecce. Un exploit che lo ha subito messo al centro dell’interesse di diversi club europei. 183 centimetri di agilità e scaltrezza, sono queste le caratteristiche che abbiamo potuto ammirare nelle prime tre giornate di campionato, e adesso per la prima volta potrà vestire la maglia della nazionale maggiore dopo i 2 gol in 12 presenze con l’Under 21.

Una vittoria necessaria

Vincere contro la Polonia non solo sarà possibile ma quasi necessario. Mancini dovrà riuscire a presentare una squadra che riesca psicologicamente a togliersi di dosso l’onta dei fallimenti recenti, vogliosa di ripartire magari vincendo il girone di Nations League. Battere i polacchi, in questa ottica, sarà necessario visto che il prossimo impegno sarà lunedì 10 a Lisbona, contro il Portogallo.

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