Italia-Scozia 1-0, gli ultimi appunti di Conte

Italia-Scozia 1-0, gli ultimi appunti di Conte

Il penultimo test dell’Italia prima di Euro 2016 (e ultimo prima delle convocazioni) ha confermato le sensazioni avute fin dall’inizio dell’avventura di Antonio Conte come CT della Nazionale. I problemi restano invariati soprattutto alla luce delle assenze di Verratti e soprattutto di Claudio Marchisio, la più grande defezione azzurra in Francia. I reparti visti in campo a Malta si sono confermati come nei due anni precedenti mettendo in luce le necessità di questa squadra e le sue debolezze.

Il lavoro di Conte verrà giudicato a luglio dopo la kermesse europea ma fin da ora si possono marcare alcuni punti fissi. L’ex allenatore della Juventus ha provato a costruire l’Italia a sua immagine e somiglianza, tentando esperimenti che non gli appartengono (come il 4-3-3) ma riuscendo in ogni caso a creare un’organizzazione di gioco piuttosto interessante. Quello che manca, ahi noi, sono gli interpreti. La scuola italiana ha intrapreso un percorso molto tattico e poco tecnico, il risultato è quello di squadre organizzate a livello di club, soprattutto quelle allenate da tecnici italiani, ma che a livello di produzione di talenti attraversa una delle fasi più critiche della sua storia. Questa abilità la si nota anche in Nazionale, i movimenti sono quasi sempre giusti ma manca il guizzo, l’invenzione, l’estro di giocatori impegnati a mantenere la posizione e poco abituati a creare situazioni imprevedibili. Questo non sempre è un male, nella storia del calcio molteplici esempi mostrano squadre di club e nazionali senza grosso talento che hanno ottenuto risultati per la grande organizzazione di gioco. Ed è questo che Conte ha provato a fare, conscio quanto e più di noi che il materiale a disposizione non è eccelso.

La difesa è sicuramente il blocco più importante e una delle migliori al mondo. La garanzia di un torneo di livello dovrà arrivare proprio dal blocco Juventus e dalla capacità degli esterni (che nel 3-5-2 sono fondamentali) di aiutare quando ci troveremo di fronte squadre più dotate tecnicamente, come il Belgio nell’esordio europeo. I problemi nascono nel momento in cui si deve creare gioco, quando si deve condurre per mano la gara. Ed è per questo che, paradossalmente, proprio la gara con il Belgio potrebbe essere quella meno sofferta del girone. Lo abbiamo dimostrato anche negli Europei del 2014, la partita con la Spagna all’esordio è stata la migliore di quelle giocate nel girone di qualificazione. Come detto l’assenza di Marchisio peserà tantissimo, il centrocampista bianconero era uno dei pochi fuoriclasse di questa squadra per la capacità di costruzione della manovra, il senso di posizione e la bravura negli inserimenti anche se quest’ultima caratteristica si è ridotta da quando il suo raggio d’azione è stato arretrato.

La speranza dell’Italia risiede su due fattori: la difesa e l’attacco esterno. Nel girone di qualificazione affronteremo il Belgio e la Svezia che si possono bucare sugli esterni con cross in area che Pellé dovrà sfruttare, l’Irlanda da questo punto di vista è più strutturata e ci potrebbe creare grattacapi. Candreva dovrà essere l’uomo in più mentre dalla parta opposta Conte potrà alternare Darmian (se dobbiamo contenere) al El Shaarawy o Bernardeschi se vogliamo offendere. Purtroppo nessuno dei sopra citati è un fuoriclasse, dovranno essere nella migliore condizione possibile.

Poi c’è il problema dell’attacco, manifestato anche nell’amichevole di ieri. Eder è un giocatore che si applica molto ma mostra evidenti limiti e una involuzione palese. Il suo passaggio all’Inter, con conseguente “normalizzazione”, ne ha diminuito la fiducia nei propri mezzi e non è escluso che il CT scelga un altro partner in attacco per Pellé. Il centravanti del Southampton non è un fenomeno ma è funzionale al progetto. Sgomita e corre, la sua presenza in area si fa sentire ma anche lui come gli esterni dovrà trovare il miglior mese della sua carriera per essere decisivo. Il gol di ieri è di pregevole fattura ma rimane un episodio isolato, per quanto decisivo.

La partita con la Scozia è stata sperimentale, Florenzi e Giaccherini interni di centrocampo sono sicuramente un tentativo di Conte di provare altri interpreti in caso di necessità. Entrambi fuori ruolo, hanno pagato l’incapacità di mostrare il meglio del repertorio (quindi il gioco sulle fasce e l’accelerazione) e sono risultati poco efficaci; soprattutto il secondo ha mostrato buoni tempi d’inserimento ma ha sprecato un paio di buonissime occasioni. In quest’ottica, ovvero quella di un centrocampo in affanno, due considerazioni sono da fare. La prima è che De Rossi, apparso in buone condizioni, è un elemento imprescindibile in una mediana orfana dei grandi talenti. Mostra esperienza e piede, non ha il dinamismo dei tempi migliori ma se la condizione verrà giudicata buona dovrà essere titolare. La seconda è che probabilmente avrebbe dovuto godere di maggior credito Soriano, non certo un campione ma un giocatore dai piedi interessanti e dalla discreta visione di gioco che all’occorrenza avrebbe potuto giocare anche in un centrocampo a “5”.

Domani arriveranno le convocazioni ufficiali, molti sono i ballottaggi ancora in corso. Montolivo non dovrebbe farcela quindi spazio a Thiago Motta, in attacco rischiano Insigne, Bernardeschi e Bonaventura. Eder probabilmente ci sarà così come Zaza, destino molto incerto per Immobile. In ogni caso attendiamo l’ultimo test di lunedì prossimo contro la Finlandia quando vedremo probabilmente la formazione che Conte ha in mente per Euro 2016.

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