L’angolo tattico su Italia-Argentina

L’angolo tattico su Italia-Argentina

Se il lavoro del CT di una Nazionale è difficile, a causa del poco tempo a disposizione e del dover scegliere quello che offre il momento, farlo a tempo determinato è ancora più complicato. Luigi Di Biagio ha assemblato la sua Italia senza poter convocare alcuni elementi del futuro prossimo (Caldara e Romagnoli), lasciando all’Under 21 giocatori “futuribili” (Mandragora e Barella) e richiamando i protagonisti in negativo del play-off contro la Svezia, che ha escluso l’Italia dal prossimo Mondiale.

Alcune scelte sono state conservative e devono essere viste nell’ottica di Di Biagio: se c’è una possibilità di riconferma questa passa anche attraverso le due partite contro Argentina e Inghilterra. Ecco perché la sperimentazione è stata fatta in parte, ma se da un lato c’è una selezione che ha poco talento e spera di trovarlo nei giocatori del nuovo ciclo, dall’altra di qualità ce n’è in abbondanza e l’Argentina l’ha dimostrato nella notte di Manchester.

Nonostante Sampaoli abbia optato per una formazione diversa da quella titolare, la sua squadra ha dimostrato di avere una qualità diffusa e di poter imporre il proprio gioco. Ha lasciato in alcuni momenti il pallino del gioco in mano all’avversario grazie ad una sapiente occupazione degli spazi e alle idee di un giocatore come Angel Di Maria, talento troppo trascurato dal PSG.

Il merito dell’Italia è stato quello di ricercare la costruzione dell’azione palla a terra, testando dei meccanismi che si sono visti solo a sprazzi. Il 4-3-3 ha sicuramente tranquillizzato molti giocatori che utilizzano questo sistema di gioco nelle loro squadre di club; l’approccio propositivo alla gara ha dato l’impressione di un possibile sviluppo positivo ma fin dalle prime battute ci si è accorti di quanto manchi fluidità nell’ultimo terzo di campo. Insigne, Immobile e Chiesa hanno avuto poche idee e per la linea a 4 dell’Argentina contenerli non è stato un problema.

I tentativi di disordinare la posizione dei due terzini con i tagli interni di Chiesa e Insigne ha prodotto alcuni inserimenti di Florenzi e De Sciglio senza però creare problemi. Con il passare dei minuti questa soluzione è stata controllata con sempre più tranquillità dagli avversari fino a quando hanno deciso di impossessarsi dell’incontro, manifestando una netta superiorità tecnica rispetto ai nostri giocatori.

Biglia, Paredes e Lo Celso giocano con una grande intesa, fanno girare il pallone senza mai forzare la giocata con la tranquillità di chi è ben consapevole dei propri mezzi. Il centrocampo azzurro ha evidenziato come Jorghino e Verratti difficilmente possano essere compatibili, il tentativo di pressione alta è scoordinato (nonostante alcuni palloni non precisi in uscita dalla difesa argentina), mentre Parolo sembra aver consumato il dinamismo che lo ha reso un buon centrocampista.

Se il centrocampo soffre da un punto di vista tecnico e fisico non si può pensare che i rifornimenti alle punte siano puntuali. La grande occasione di Insigne avrebbe dato il vantaggio all’Italia ma resta di fatto l’unica vera occasione per una squadra che non segna da 3 partite, incluse le due di play-off con la Svezia. La qualità della manovra azzurra soffre e per fare gol bisogna portare il pallone con efficacia dalle parti della porta avversaria: l’Italia non ha mantenuto le giuste distanze tra i reparti e la precisione nei passaggi è stata nettamente inferiore rispetto a quella dell’Argentina, 84,8% noi 90,1% loro.

Mancano giocatori dai piedi raffinati, quelli che hanno idee. Non era questa la prima Italia post Milano, per vedere davvero il materiale a disposizione sarà necessario attendere settembre, quando la Nations League e il nuovo CT presenteranno l’Italia che – forse – verrà.

SULLO STESSO ARGOMENTO

Equivalersi: analisi di Inghilterra-Italia L'Inghilterra si candida ad essere una delle sorprese del prossimo Mondiale in Russia, un mix di giovani e giocatori più esperti che vogliono sfruttare la crescita di tutto il movimento calcistico inglese. Southgate sta ricercando l’equilibrio tra un...
Italia contro Argentina, il gioco del rating Il rating dei calciatori è un valore (da 0 a 10) che attraverso determinati algoritmi restituisce la prestazione in una determinata partita. Questi algoritmi tengono contro, in tempo reale, di tutte le azioni di un giocatore, dal numero di reti segna...
Francia-Italia, un passo alla volta L'essere una delle squadre che preparano la Francia al Mondiale non deve essere stato molto gratificante per l'Italia, ma l'amichevole di Nizza rappresenta una tappa importante per Roberto Mancini, chiamato a risollevare le sorti di una squadra 4 vol...
Idee per il futuro Prima di verificare la tenuta del nuovo corso, Roberto Mancini ha già portato un’innovazione importante quanto banale, il 4-3-3. Il sistema di gioco di riferimento di gran parte delle squadre è tornato anche in Nazionale, dopo le improvvide speriment...

0 Commenti

Ancora nessun commento

Potresti essere il primo a commentare questo articolo

Lascia un commento