Prime considerazioni sull’Inter

La seconda uscita stagionale dell’Inter 2.0 di Luciano Spalletti contro il Sion ha permesso nel primo tempo, almeno fino alla sostituzione di Nainggolan, di osservare alcuni spunti tattici che potrebbero essere portanti nella stagione che si appresta ad iniziare ufficialmente.

Il modulo base scelto è il consolidato 4-2-3-1, che in fase di non possesso diventa 4-4-2. Il trequartista, in questo caso proprio il “Ninja”, sale sulla linea della punta (Lautaro) mentre Politano e Karamoh si allineano a Borja e Gagliardini. L’idea di gioco è quella di iniziare la manovra dal basso, dove i centrali di difesa Skriniar e De Vrij scambiano il pallone alla ricerca dell’esterno o del primo mediano. Il pallone transitava a Borja Valero e a sua volta soprattutto ad Asamoah, perché a destra veniva adattato Dalbert. Essendo mancino, non poteva servire il pallone con velocità a Politano, dovendo cambiare la postura del corpo e facilitando la pressione avversaria.

La squadra svizzera inizierà il campionato tra pochi giorni e la differente condizione era visibile soprattutto nei recuperi difensivi, con i terzini e gli esterni d’attacco molto distanti e lo stesso Gagliardini in difficoltà nelle coperture. Il più in palla è apparso Matteo Politano, favorito da un fisico brevilineo che ne consente l’ingresso in condizione in tempi relativamente brevi. Avremo modo di osservare nuovamente Lautaro Martinez, alcune indicazioni sono già uscite da questa partita. L’argentino è bravo a difendere e gestire il pallone spalle alla porta (come sottolineato da Spalletti in conferenza stampa) ma non sembra avere ancora le caratteristiche del finalizzatore. In un periodo storico dove si abusa del termine “funzionale”, potremo dire che Lautaro al momento è più funzionale alla manovra che finalizzatore “alla Icardi”.

Un’altra idea di gioco per ovviare alla pressione avversaria è stata quella del lancio in profondità, soprattutto sulla direttrice Gagliardini-Lautaro, cercata in diverse occasioni ma ancora non perfezionata. La sensazione è che Spalletti voglia costruire la squadra su questo modulo e con questi principi di gioco, facendoli assorbire quanto prima in modo da poter rendere intercambiabili gli interpreti per affrontare le diverse competizioni nella prossima stagione.

Considerazioni da calcio d’estate, anche perché mancavano diversi giocatori che hanno da poco terminato il mondiale. La ICC che inizia a breve potrà darci indicazioni più approfondite sull’Inter che verrà.

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