Difendersi da Mbappé e Hazard

Difendersi da Mbappé e Hazard

Dopo l’amichevole vinta contro l’Italia, si è discusso anche su questo blog se la Francia fosse pronta per vincere la coppa del mondo. La scelta di confermare Didier Deschamps come Commissario Tecnico aveva stupito molti osservatori, che dopo la finale persa nell’Europeo casalingo gli avevano pronosticato vita breve sulla panchina dei Blues. La Federazione aveva deciso di confermarlo al timone per guidare la squadra a Russia 2018, convinta che le basi gettate dall’ex tecnico di Monaco e Juventus fossero concrete e il materiale a disposizione di livello. Per tornare a quella amichevole del primo giorno di giugno, molte incognite si sono presentate di fronte a chi doveva analizzare quel confronto, prima di tutto lo sbilanciamento di una squadra che ha un potenziale offensivo enorme ma che ha mostrato in quella circostanza una solidità difensiva ancora da verificare. L’avversario poi non era certo dei più irresistibili, la seconda Italia di Roberto Mancini con un presente e un futuro tutto da decifrare. La vittoria per 3-1 permise alla Francia di aumentare la considerazione generale sul gruppo e di presentarsi al via dei mondiali come una delle favorite.

Analisi di gol evitabili

Il cammino di avvicinamento alla semifinale con il Belgio ha mostrato in maniera evidente che la conformazione della squadra di Deschamps è esattamente quella che ci si aspettava: spietata in attacco, dove presenta tante soluzioni diverse per trovare il gol, ma tutt’altro che ermetica. Nel girone ha subito gol dall’Australia (su rigore) ed ha mantenuto imbattuta la porta contro Perù e Danimarca. Due avversarie che non hanno reparti offensivi micidiali, inoltre la gara con i danesi era la terza del gruppo e il pareggio avrebbe accontentato entrambe. I 3 gol incassati dall’Argentina hanno messo in luce che c’è un problema di concentrazione nell’arco della partita, che non viene sempre mantenuta alta. Se analizziamo le marcature dei sudamericani ci accorgiamo che nel primo gol Angel Di Maria ha il tempo di controllare il pallone al limite dell’area, posizionarselo e prendere la mira per batter Lloris. Il secondo, quello della deviazione di Mercado, vede un fuorigioco fatto male da azione di palla inattiva, il terzo (Aguero) con un pallone dalla trequarti che seppur splendido non è letto correttamente da Varane e Umtiti.

Contro l’Uruguay la porta è rimasta imbattuta e Lloris è dovuto intervenire solo in alcune circostanze. Nel contesto di una gara decisa da due episodi, è necessario sottolineare che agli avversari mancava l’attaccante più pericoloso – Cavani – e che dopo il 2-0 di Griezmann i fuochi uruguagi si sono lentamente spenti. Corretto dire che la Francia ha controllato la partita contro un avversario scorbutico, ma dal potenziale dimezzato. La Coppa del Mondo è un torneo relativamente breve e rispetto a due anni fa la situazione è complessivamente migliorata. Allora si è fatto affidamento alle invenzioni di Payet, oggi si può godere delle progressioni di Mbappé. L’assetto è stato definito con il 4-2-3-1 e non ci sono discussioni sui nomi dei titolari. Non manca personalità nonostante un’età media piuttosto bassa, quello che deve essere valutato è una condizione di particolare pressione contro un avversario importante, magari in condizione di svantaggio. Il Brasile ha pagato contro il Belgio questa incapacità di razionalizzare, e nonostante molte occasioni non ha mai dato l’impressione di poter ribaltare il risultato giocando da squadra, quanto piuttosto affidandosi a invenzioni dei singoli. Potrebbe essere questo l’approccio della Francia in analoga condizione? Potrà il Belgio mettere all’angolo anche i transalpini?

4 è meglio di 3

Se parliamo di tenuta difensiva possiamo dire che i Diavoli Rossi non sono esenti da critiche. Contro Tunisia e Giappone sono emersi dei limiti che il passaggio al 4-3-3 ha mascherato, per non dire eliminato. In una difesa senza un terzino sinistro di ruolo, il lavoro di Vertonghen contro il Brasile è stato avvantaggiato da un avversario che spostava dal lato opposto in maniera sistematica la sua azione d’attacco. Allo stesso tempo il non doversi preoccupare di lasciare campo alle proprie spalle ha permesso a tutta la linea difensiva a giocare meglio, con le coperture preventive che sono state il tallone d’Achille delle prime partite. Contro il Giappone sono arrivati due gol, uno per colpa dell’aspetto appena descritto, il secondo per non aver accorciato in avanti sul giocatore avversario che ha potuto colpire indisturbato. Questo difetto si è visto meno contro il Brasile perché la presenza in campo di Fellaini e Witsel ha permesso di avere maggiore copertura in area sugli attacchi laterali soprattutto nel secondo tempo. La correzione del CT Roberto Martinez ha dimostrato grande attenzione e capacità di lettura delle partite. Cambiare il modulo per adattarsi all’avversario (e coprire qualche magagna) è un atteggiamento maturo e intelligente perché permette alla propria squadra di non esporsi a situazioni potenzialmente dannose.

Nel primo tempo contro il Brasile, il Belgio si è fatto aggredire lasciando la manovra agli avversari per poi colpire in contropiede, sfruttando le corsie centrali dove De Bruyne ha ritrovato la sua posizione e, non a caso, il modo di essere decisivo. La Francia non lascerà canali centrali scoperti perché la direttrice che va dai centrali di difesa a Griezmann è occupata da Kanté e Pogba, pertanto si dovrà trovare un’altra zona di campo dove attaccarli. La pericolosità di Hazard, Lukaku e De Bruyne sarà un banco di prova notevole. Le squadre si guarderanno bene dal prendere in mano la partita, consapevoli di poter sfruttare il contropiede come arma di offesa principale. Il cammino del Belgio ci ha mostrato una squadra dalla grande tempra, capace di non arrendersi di fronte alle difficoltà e di avere una panchina in grado di poter offrire soluzioni per cambiare l’andamento della partita. Lo stesso discorso si può fare per la Francia, anche se l’apporto dei subentrati non ha influito sul risultato finale. Chi vorrà vincere questa partita dovrà dimostrare di essere in grado di colpire l’avversario nei suoi punti deboli ma rimanendo sempre equilibrato, non scoprendosi, e riuscendo a gestire con intelligenza i diversi tempi di una partita che si preannuncia entusiasmante.

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