Brasile-Messico, che tipo di gara sarà

Brasile-Messico, che tipo di gara sarà

Brasile-Messico sarà una partita interessante, con diversi spunti tattici che potrebbero rendere meno scontato del previsto l’esito finale. In un Mondiale che toglie certezze, il gioco che Tite ha portato ai verdeoro può essere l’arma per conquistare un titolo che manca dal 2002. Controllo della palla e del ritmo partita e accelerazioni nell’ultimo terzo di campo, sono questi insieme all’equilibrio complessivo i capisaldi del gioco del Brasile, che può sfruttare in attacco la grandissima qualità e fantasia di Neymar e Coutinho.

Nelle tre partite giocate fino ad ora, la squadra di Tite ha cercato di mantenere le giuste distanze tra i reparti ed è riuscita a creare molte occasioni da gol, dimostrando di essere riuscita a superare la cronica e ossessiva individualità a favore di un gioco di squadra. L’asse brasiliano parte da un eccellente portiere, il romanista Alisson, passa per Thiago Silva e arriva a Casemiro. Con questa linea orizzontale il Brasile costruisce il suo gioco, che si sposta principalmente a sinistra se Marcelo sarà a disposizione.

Il suo recupero può essere fondamentale per Tite, il suo associarsi con Neymar permette al difensore (anche se pare quasi un insulto definirlo tale) di entrare spesso in zona mezz’ala, liberando la corsia per “O’Ney“, il quale sfrutta la sua tecnica per vincere il duello individuale con l’avversario. Senza Marcelo la manovra del Brasile si inspessisce nella ricerca dello scambio tra Neymar che Coutinho, che porta il talento del Barcellona troppo lontano dalla porta. Felipe Luis è il sostituto del terzino del Real Madrid ma ha caratteristiche molto diverse, più difensive, e paradossalmente potrebbe ritornare utile contro il Messico, che ha anche a destra del fronte offensivo uno sbocco importante.

Uno dei pochi (e relativi) problemi di questo Brasile è il centravanti. Gabriel Jesus si è dimostrato assai integrato con la manovra della squadra, ma questo suo moto perpetuo lo mette spesso in condizione di non far male. Una generosità che lo ha privato del gol fino ad ora, ridimensionandone ingiustamente le prestazioni per un calciatore dalle enormi potenzialità.

Il Messico ha fatto un figurone all’esordio contro la Germania, attaccando l’avversario nei suoi punti deboli, ben presto individuati. Ma contro la Svezia si è vista la versione peggiore della Nazionale di Osorio, incapace di scardinare una difesa organizzata e privo dello spunto per rientrare in partita. La partita contro il Brasile, sotto questo punto di vista, potrebbe offrire maggiori possibilità a patto che il centrocampo riesca a resistere all’urto verdeoro. Fino a questo momento, Herrera e Guardado sono stati tra i migliori giocatori della Tricolor, e anche in questa partita dovranno offrire non solo supporto in costruzione ma soprattutto protezione alla difesa, contro un avversario che occupa pedissecuamente ofgni zona della trequarti offensiva.

Il contropiede, con interpreti pronti di gamba e pensiero come Lozano, sarà l’arma decisiva per provare a far male al Brasile. Contro la Germania la capacità di ribaltare il fronte velocemente è risultata vincente, ma contro i verdeoro ci saranno sicuramente meno spazi e centralmente si dovrà passare per la zona-Casemiro, ambiente sempre poco incline a sconti e disattenzioni.

Il Messico parte sfavorito contro un avversario che sta costruendo progressivamente le sue certezze, ma nel Mondiale delle soprese tutto può succedere, ecco perché sarà una partita da seguire con curiosità.

Articoli correlati

0 Commenti

Ancora nessun commento

Potresti essere il primo a commentare questo articolo