Giochiamo Uruguay-Francia

Giochiamo Uruguay-Francia

Due culture calcistiche così lontane da non aver quasi punti di contatto, un modo di interpretare il calcio che forse in futuro si mescolerà, dove uno vorrà diventare più armonioso e l’altro più conservativo, il tutto alla ricerca di una vittoria mondiale che sembra sempre più vicina. La partita tra Uruguay e Francia potrebbe essere molto spettacolare, soprattutto se Tabarez deciderà di proseguire sulla strada progressista del gioco costruito.

Nel girone abbiamo visto una formazione capace di controllare il gioco, seppur contro avversari decisamente inferiori come valore medio. Ma il vero banco di prova è stato l’ottavo di finale con il Portogallo, squadra abituata a far girare il pallone alla velocità che preferisce, e contro il quale l’Uruguay ha opposto la sua solidità difensiva ma anche l’incredibile potenziale offensivo.

Proprio sotto questo aspetto l’assenza ormai certa di Edinson Cavani potrebbe ridurre molto le possibilità di qualificazione. Il centravanti del Paris Saint-Germain non è solo uno straordinario centravanti ma anche e soprattutto elemento fondamentale per il raccordo tra difesa-centrocampo e attacco grazie alla sua enorme tecnica. Luis Suarez dovrà sdoppiarsi, non potrà essere solo il suo scaltro alfiere ma verrà chiamato in causa per essere il finalizzatore della sua squadra, per essere decisivo come contro Arabia Saudita e Russia.

Se in attacco le cose potrebbero complicarsi per l’assenza del Matador, in difesa la solidità è garantita dalla coppia Gimenez-Godin ma anche da un Laxalt che ha interpretato alla grande il ruolo di terzino sinistro, salvando anche la sua squadra in un paio di circostanze sul punteggio di 2-1.

Il prezioso lavoro di Torreira e Vecino in aiuto e protezione alla difesa saranno indispensabili contro lo scintillante attacco della Francia, che ha in Griezmann il suo regista. L’attaccante dell’Atletico Madrid è sempre decisivo con i suoi movimenti e le sue trame a liberare spazio per gli inserimenti di Mbappé, oltre a farsi trovare pronto a raccogliere le sponde di Giroud. Nonostante sia fermo al gol segnato (su rigore) contro l’Australia, il Piccolo Diavolo è il giocatore di riferimento e il più costante.

La Francia potrebbe essere costretta a governare il ritmo della partita e a tenere il pallone più dell’Uruguay. Nonostante il ritorno al 4-2-3-1 abbia avvantaggiato i movimenti della squadra, nel momento in cui ha dovuto gestire il possesso palla si è spesso arenata in un lento fraseggio che non le ha permesso di innescare la velocità di Mbappé. Contro l’Argentina, Deschamps ha confermato Oliver Giroud come terminale offensivo, ma in realtà non ha sfruttato la sua fisicità, e la sua partita viene ricordata per l’assist del quarto gol.

Contro una difesa organizzatissima ed estremamente fisica come quella dell’Uruguay è molto probabile che la scelta dell’attaccante del Chelsea venga confermata e il gioco passi maggiormente attraverso i suoi duelli con Godin e Gimenez.

L’Uruguay è squadra dinamica, che può giocare a 3 o a 4 in difesa, che ha un centrocampo di sostanza e qualità e un Bentancur ancora a fasi alterne ma di sicura prospettiva. La panchina, seppur non straordinaria, permette a Tabarez di variare in corsa l’assetto della squadra, grazie a giocatori di esperienza e dinamismo come Cristian Rodriguez e Carlos Sanchez. Il talento di De Arrascaeta non si è ancora manifestato in questo mondiale, mentre Nahitan Nandez ha dato tutto nella gara con il Portogallo non sempre con costrutto ma con impegno.

La Francia possiede diversi giocatori in grado di cambiare il corso della partita. Deschamps riesce a modellare con efficacia la squadra in base al tipo di avversario e ai diversi momenti della gara, aumentando e diminuendo la spinta dei terzini e il loro associarsi con gli esterni d’attacco. Questo potenziale è equilibrato dalla presenza di Kanté, uomo ovunque del centrocampo, e da un Pogba che ha sempre garantito prestazioni di livello in questo torneo.

Per i transalpini la partita contro l’Uruguay sarà un banco di prova fondamentale e molto più difficile rispetto all’Argentina. Ma le 3 reti incassate in quella partita sono figlie di disattenzioni che non potranno essere tollerate, seppur senza Cavani le soluzioni per segnare ci sono e la Celeste non è squadra che si fa sfuggire le occasioni.

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