L’Inghilterra sfata la maledizione dei rigori

L’Inghilterra sfata la maledizione dei rigori

A giudicare dal cammino di Colombia e Inghilterra, l’ultimo quarto di finale sarebbe dovuta essere una partita fortemente sbilanciata a favore della nazionale di Southgate, come scritto nella presentazione della partita. Se la nazionale dei 3 Leoni ha effettivamente condotto a suo modo la partita, la reazione finale dei ragazzi di Pekerman ha giustificato il prolungamento e l’epilogo dei calci di rigore, che dopo 6 sconfitte consecutive nei vari tornei internazionali ha finalmente premiato gli inglesi. A ben guardare, però, la Colombia è arrivata da prima nel suo girone riuscendo a rimettersi in corsa dopo la sconfitta all’esordio con il Giappone, mentre l’Inghilterra si è qualificata da seconda e qualcuno dice maliziosamente che la sconfitta con il Belgio sia stata tutto tranne che mal gradita dall’ambiente.

Senza James è un’altra colombia

Chi paga più di tutti (oltre ai tifosi e agli amanti del calcio) è la Colombia che deve rinunciare al suo miglior talento, James Rodriguez. Capace di spostare gli equilibri di questa squadra e sempre più jugador total, James ha alzato bandiera bianca per un problema al polpaccio senza nemmeno la possibilità di partire dalla panchina. Per contrastare il gioco inglese molto spostato sugli esterni e sugli scambi rapidi nell’ultimo terzo di campo, José Pekerman disegna una Colombia molto attenta a tagliare linee di passaggio all’avversario, alternando una pressione alta a momenti più compassati, quasi a voler accompagnare il ritmo tutt’altro che forsennato dell’Inghilterra, che dopo un avvio rapido lentamente si assesta su livelli più bassi. Carlos Sanchez – che diventerà ancora una volta protagonista in negativo – copre il centro-destra della linea mediana, sia per coprire le scorribande di Arias sia per aiutare Wilmar Barrios, primo costruttore di gioco colombiano. Lerma gioca in posizione leggermente avanzata e si mette in linea con Juan Quintero, che agisce coordinandosi con il movimento di Cuadrado.

A sostegno della manovra offensiva c’è un 4-3-1-2 che inverte gli ultimi due numeri quando Cuadrado e Quintero giocano più stretti dietro a Falcao. In realtà già nel primo tempo e poi in altri momenti della gara, Pekerman è costretto ad apportare micro e macro correzioni al modulo della sua squadra. La manovra dei Cafeteros pende naturalmente a destra, dove Cuadrado dovrebbe essere il riferimento per cercare o la profondità o l’assist. Ma la costruzione offensiva colombiana si scontra con una linea difensiva inglese sempre attenta e discretamente alta, che ha vita facile quando deve lottare contro Radamel Falcao, abbandonato per buona parte della gara fino al rocambolesco finale.

Inghilterra calcolatrice

Dal canto suo, l’Inghilterra di Southgate è disegnata per occupare gli spazi tra le linee avversarie, sfruttando movimenti e tecnica di Alli, Lingard e Sterling. Nonostante le buone intenzioni la partita non decolla, la Colombia preferisce aspettare l’Inghilterra che a sua volta, dovendo costruire contro due linee compatte, non trova strutture di gioco abili per disordinare la resistenza avversaria. I due esterni inglesi, Young e Trippier, occupano una posizione a metà, più preoccupati di contenere i movimenti di Cuadrado e le discese di Mojica piuttosto che fornire soluzioni offensive.

L’ottima prestazione di Yerry Mina, non solo per il gol. Il Barcellona può avere già in casa il sostituto di Piquè

Ed è così che la gara ristagna senza emozioni e conferma alcune preoccupazioni relative all’Inghilterra. Nel girone, ad esclusione della gara-allenamento con Panama, i gol sono arrivati solo da calcio piazzato e anche in questo ottavo di finale serve un calcio di rigore per portare in vantaggio gli inglesi. L’ingenuità di Carlos Sanchez è evidente e la Colombia rischia di compromettere il suo mondiale sempre per le disattenzioni dello stesso giocatore.

Per sua fortuna uno dei migliori in campo, Yerry Mina, trova lo spunto di testa contro una difesa avversaria mal piazzata e prolunga la gara ai tempi supplementari. Un nota va fatta a favore dei due centrali, sia il difensore del Barcellona che Davinson Sanchez hanno giocato una gran partita, e il centrale del Tottenham può essersi avvantaggiato dal conoscere diversi giocatori che nell’ultima stagione hanno giocato con lui in Premier League.

Le alchimie di Pekerman

Per andare a recuperare il punteggio, Pekerman cambia modulo passando ad un 3-5-2 che avvantaggia tutta la manovra. Il pallone circola meglio sugli esterni, dove la copertura in aiuto a Trippier e Young da parte delle mezz’ali Alli e Lingard non è sempre fatta con i tempi giusti. Falcao, non più isolato, si rende pericoloso e il gol è il premio all’insistenza della Colombia, che ha capito di dover giocare a calcio dopo aver tentato invano la strada dell’innervosire l’avversario. Quello che accade nei supplementari è figlio della stanchezza, con i colombiani più proattivi nel primo e gli inglesi nel secondo tempo, con Pekerman che ancora una volta ridisegna la sua squadra in un 4-4-2 più ordinato. I calci di rigore premiano l’Inghilterra, che vede accendersi il sogno della semifinale dopo aver gettato al vento la vittoria nei tempi regolamentari.

Dubbi

Tante domande rimangono senza risposta al termine di questa intensa partita, a cominciare dalle effettive possibilità di vittoria finale degli inglesi. Southgate ha costruito un ottimo meccanismo difensivo ma la squadra fatica a trovare il modo di offendere contro avversari fisici e dinamici, che riescono a controllarne gli scambi rapidi. La Svezia allo stesso modo disegnerà uno schieramento molto compatto tra le linee, e la proposta offensiva dell’Inghilterra dovrà necessariamente passare per le corsie esterne.

La Colombia saluta il torneo a testa alta, forse troppo rinunciataria in avvio ma all’altezza di un ottavo di finale di un mondiale. L’assenza di James Rodriguez ha inevitabilmente condizionato i Cafeteros, che si sono rimessi in carreggiata all’ultima occasione ma non sono stati capaci nei supplementari di sfruttare l’onda psicologica favorevole, affidandosi alla lotteria dei rigori e non riuscendo a replicare il risultato di quattro anni fa.

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