Spagna bella ma…

Spagna bella ma…

Dopo il pareggio per 3-3 con il Portogallo, il neo CT della Spagna Fernando Hierro si è dichiarato contento a metà. La sua squadra ha effettivamente controllato la partita, raccogliendo per tre volte il pallone calciato da Cristiano Ronaldo nella propria porta e mostrando quello che in fase di presentazione avevamo indicato come il limite più grande di questa squadra: la vanità. La doppietta di Diego Costa è stata una lieta notizia in un torneo che fino ad ora ha dimostrato come la presenza di un centravanti decisivo possa spostare l’ago della bilancia. Inoltre, il rapporto del giocatore con la “Roja” non è mai stato idilliaco e queste due marcature possono aver contribuito ad abbattere il muro di scetticismo che si è creato attorno a lui in patria.

L’Iran ha dimostrato che organizzazione un fortuna possano portare risultati. Il successo all’ultimo minuto, per un’autorete del Marocco, ha dato alla nazionale di Carlos Queiroz tre punti e il primo posto nel girone e, anche se deve ancora affrontare le due più forti del gruppo B, sente di poter cullare il sogno di qualificarsi agli ottavi di finale, mietendo almeno una vittima illustre. Fino ad oggi in questo mondiale le squadre che hanno dimostrato di sapersi difendere in modo organico hanno ottenuto risultati, basti pensare al Messico, all’Islanda, e per l’appunto all’Iran, che ha ottenuto anche più di quello che realmente meritava dopo la prima partita.

Per la seconda e già decisiva partita, con la vittoria unico obiettivo alla luce della vittoria del Portogallo nel pomeriggio contro il Marocco, Hierro ritrova Carvajal sulla destra che panchina l’ottimo Nacho dell’esordio, davanti a lui schiera Lucas Vazquez mentre a supporto di Diego Costa i soliti David Silva, Iniesta e Isco mentre Koke si accomoda in panchina. L’Iran sceglie una formazione difensiva con i falsi esterni Taremi e Andarifard, con l’unica punta Azmoun mentre il bomber Jahanbakhsh si accomoda ancora in panchina. A protezione della difesa c’è Saeid Ezatolahi.

Il primo tempo ha i crismi dell’assalto al forte, anche se le reali occasioni scarseggiano. La Spagna domina il possesso palla ma non tira in porta, cercando di accerchiare un Iran che si ritrae con 11 uomini dietro la linea della palla e disdegna qualsiasi tipo di ripartenza. Il gioco spagnolo è sbilanciato a sinistra, dove Isco e Iniesta dialogano con Jordi Alba che mostra un’insolita imprecisione. Dalla parte opposta, Vaquez non riesce ad associarsi con David Silva, che pur giocando molti palloni non può trasformarli in qualcosa di pericolo perchè Carvajal non spinge in modo adeguato (forse per una condizione fisica non all’altezza). Sergio Ramos e Piquè praticamente a centrocampo, Busquets a giostrare i palloni, Diego Costa a lottare in area. Questi presupposti portano solo 1 tiro in porta nel primo tempo e l’acutizzarsi del proverbiale difetto: 385 passaggi a 87, 82% di possesso palla ma 0-0.

Nell’Iran meritano un encomio Ramin Rezaeian, il “pettinatissimo” terzino destro che stringe spesso e bene la sua posizione, aiutando la difesa nella zona più delicata, quella dell’attacco sinistro della Spagna. Con lui c’è l’ottimo Saeid Ezatolahi, che dimostra lucidità nei rari casi di palla in uscita ma sopratutto in totale 3 palle intercettare, 2 tiri bloccati e un salvataggio sulla linea. La scelta di Queiroz è comprensibile ma rischiosissima. Vuole resistere all’avversario ma lo fa lasciando che il pallone arrivi in area troppo spesso e non viene punito solo per l’imprecisione avversaria. La squadra nel primo tempo si ritrae pericolosamente con 11 uomini dietro la linea della palla, atteggiamento che prosegue anche nel secondo tempo, almeno fino al gol di Diego Costa.

Il rimpallo fortunato è il momento decisivo della partita, così come la rete annullata a Ezatolhai e l’occasione per Amiri che di testa mette alto il pallone del pareggio. Il cambio di Iniesta con Koke toglie qualità all’azione della Spagna, mentre Busquets deve aumentare il raggio d’azione per resistere agli attacchi iraniani, che inseriscono Jahanbakhsh senza costrutto.

L’atteggiamento dell’Iran è parzialmente cambiato nel momento in cui il castello messo in piedi dal suo CT è crollato. L’episodio è casuale ma nel contesto di una gara dominata dalla Spagna, e solo la sua superficialità poteva cambiarne il corso. La squadra di Hierro è apparsa ancora una volta in tutti i suoi pregi e difetti ma vede la qualificazione, dovendo affrontare il già eliminato Marocco nell’ultima giornata.

L’Iran esce sconfitto ma avrebbe potuto clamorosamente pareggiarla, se solo non avesse deciso di non giocare per 54 lunghi minuti. I 3 punti in classifica lasciano aperte le porte della qualificazione, ma nell’ultimo turno contro il Portogallo dovrà vincere e per farlo non potrà mantenere l’atteggiamento visto questa sera.

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