L’Argentina

L’Argentina

Scrivere dell’Argentina senza spiegare lo psicodramma collettivo che dal 1993 accompagna la Selección è complicato. Da quella Coppa America fino al torneo del centenario disputato negli Stati Uniti nel 2016 il lungo viaggio senza vittorie di una delle Nazionali più forti del panorama calcistico mondiale è stato angosciante: nelle ultime 5 edizioni del torneo sudamericano sono arrivati 4 secondi posti, ai quali si somma la medaglia d’argento in Brasile, nella coppa del mondo 2014. La storia recente dell’Argentina è strettamente legata a quella del giocatore più forte e rappresentativo, quel Leo Messi che ha vinto tutto con il Barcellona ma che in nazionale ha avuto un percorso lastricato di delusioni.

L’arrivo di Edgardo Bauza nel luglio 2016 è coinciso con il ritorno della “pulce” con la Selección, dopo che l’ennesima sconfitta in finale con il Cile lo aveva indotto a lasciare la nazionale. La possibilità di giocare i mondiali in Russia è stata l’arma di convinzione di Bauza. Il CT ha però salutato presto, dopo meno di un anno, con l’Argentina in piena crisi e ad un passo dalla clamorosa esclusione dal mondiale. L’avvento di Jorge Sampaoli ha ripristinato lo stato delle cose e grazie a 3 vittorie e 3 pareggi è riuscito a condurre l’albiceleste alla fase finale del prossimo giugno.

Dimenticare Madrid                          

Il sorteggio ha inserito l’Argentina nel gruppo “D” insieme alla Croazia, alla rivelazione esordiente Islanda e alla solita Nigeria, già affrontata nella prima fase quattro anni fa. Il cammino di avvicinamento ad un torneo che i sudamericani non vincono dal 1986 è stato difficile, Sampaoli deve cancellare la sconfitta per 6-1 subita con la Spagna; anche se si trattava di un’amichevole, ha rappresentato il punto più buio della storia della Selección che ha eguagliato le due precedenti peggiori sconfitte nella storia (con la Cecoslovacchia nel 1958 e con la Bolivia nel 2009). In questa partita – senza Messi – l’esperimento del doppio mediano con Mascherano e Biglia è stato disastroso, senza considerare le mediocri prestazioni di Rojo come centrale e tutto sommato anche di Otamendi, nonostante quest’ultimo abbia giocato la sua miglior stagione in carriera con il Manchester City.

L’imprevedibilità tattica è una delle caratteristiche di Jorge Sampaoli. Il Cile ammirato ai mondiali in Brasile è stato un concentrato di flessibilità e atletismo, caratteristiche che fino a questo momento non si sono sposate con il progetto Argentina. La difesa a 3 provata nelle prime uscite ha funzionato per limitare l’eccessivo numero di reti ma al fianco del titolare Otamendi c’è ancora incertezza su chi potrà giocare in difesa. Allo stesso tempo è assai complicato dire come potrà giocare l’Argentina e quali saranno le soluzioni adottate dal CT per una formazioni abbastanza matura dal punto di vista dell’età e con alcuni giocatori che non vengono da una grandissima stagione.

In porta il titolare sarebbe stato Sergio Romero, ma un infortunio al ginocchio non gli permetterà di partecipare al mondiale. Il suo posto se lo contenderanno il 32enne del Tigres Nahuel Guzman, il 31enne portiere del River Plate Franco Armani e l’esperto Willy Caballero. Guzman è quello con più presenze (6) e la speranza dei tifosi argentini è quella di rivivere in porta l’epopea di Sergio Goycochea, portiere che condusse l’Argentina in finale a Italia ’90. Nel caso in cui Sampaoli dovesse optare per la difesa a 3, è sicura la presenza del già citato Nicolas Otamendi, al suo fianco non ci sarà il giocatore della Fiorentina Pezzella mentre Federico Fazio della Roma si candida per un ruolo da protagonista. Javier Mascherano ha deciso di chiudere la sua carriera in Cina, allo Hebei, e nonostante le 34 primavere ha giocato praticamente sempre sotto l’attuale gestione. Anche Marcos Rojo può giocare nella difesa a 3 come Gabriel Mercado (Siviglia), che ha occupato una casella. Entrambi non vengono da una stagione positiva ma è tutto il reparto che non presenta eccellenze. A completarlo sono stati convocati Nicolas Tagliafico, esterno dell’Ajax, e il “nostro” Cristian Ansaldi, sorpresa dei 23 in partenza per la Russia.

Una mediana da disegnare                          

Il centrocampo porta in dote un tasso di qualità maggiore, pur senza essere un reparto straordinario. Tagliati Kranevitter e Paredes, Sampaoli si affiderà a giocatori che possono dargli garanzie ed esperienza più qualche sorpresa. Ever Banega è stato uno dei migliori nella sfortunata stagione del Siviglia e con le sue 61 presenze in nazionale rappresenta un punto di riferimento molto importante, grazie alla sua capacità di muoversi nella trequarti avversaria può aiutare la fase offensiva. Non a caso in alcune gare di campionato e anche con l’Argentina è stato impiegato in una zona più avanzata, a ridosso delle punte. Lucas Biglia ha avuto alti e bassi nella sua prima stagione al Milan e le sue condizioni fisiche sono da verificare, resta in ogni caso un giocatore solido, capace di gestire il pallone in momenti di difficoltà e dare equilibrio al centrocampo. Maximiliano Meza (Independiente) ha giocato una sola partita in nazionale ma ha convinto Sampaoli grazie alla positiva stagione e alla duttilità tattica, così come il 22enne Cristian Pavon, che con il Boca Juniors in stagione ha collezionato 6 gol e 11 assist attirando l’attenzione di diversi club europei. Anche Manuel Lanzini, come Banega, è stato uno dei migliori nel contesto di una stagione del proprio club tutt’altro che esaltante. Con un West Ham a tratti in lotta per non retrocedere, Lanzini ha registrato 5 gol e 6 assist, diventando uomo mercato con il Chelsea fortemente interessato.

Marcos Acuna e Angel Di Maria sono i giocatori a disposizione per la fascia sinistra. Il giocatore dello Sporting è un esterno di centrocampo che nasce terzino, avanzando progressivamente la sua posizione. Di Maria ha segnato 11 reti quest’anno in 26 presenze, dimostrandosi sempre pronto con il Paris Saint-Germain quando chiamato in causa. A differenza delle passate stagione, in quella appena conclusa si è riproposto ad alti livelli e per Sampaoli rappresenta una risorsa importante, potendo interpretare con efficacia sia il ruolo di ala che quello di terzo esterno d’attacco. Chiudono i convocati per il centrocampo il 27enne del Benfica Eduardo Salvio e Giovani Lo Celso, del PSG. Anche Salvio, come Di Maria, può giocare sia esterno di centrocampo che d’attacco, grazie ad un dribbling efficace e ad una tecnica individuale di livello. Lo Celso nasce trequartista ma in questa stagione è stato impiegato da Emery sulla prima linea di mediana, a dire il vero con scarsi risultati, e fa parte di quei giocatori dalla grande duttilità che tanto piacciono a Sampaoli.

Leo                          

Inutile sottolineare come il reparto più importante dell’Argentina sia quello offensivo. Con così tanta abbondanza che il CT Sampaoli si è permesso il lusso di lasciare a casa il capocannoniere della Serie A, quel Mauro Icardi che per quanto fatto vedere avrebbe probabilmente meritato la convocazione. La stella polare è Messi, che dopo la delusione di Rio cerca la definitiva consacrazione, quella Coppa del Mondo che lo metterebbe sullo stesso piano del suo più illustre predecessore, Diego Armando Maradona. Messi viene da un’altra stagione dominante, in campionato ha segnato 34 gol in 36 partite e la sola delusione è rappresentata dall’eliminazione dalla Champions League, per mano della Roma. Insieme a lui ci saranno Aguero, Higuain e Paulo Dybala, convocato nonostante i dubbi degli ultimi mesi.

I destini dell’Argentina a Russia 2018 sono legati alle scelte di Sampaoli, alla sua capacità di trovare il giusto mix tra la Selección compatta e pragmatica di Sabella del 2014 e la vocazione offensiva del suo Cile. Non sembra essere in grado di vincere la competizione ma potrebbe trovare un Messi in grande forma capace di trascinarla come mai fatto fino a questo momento nei grandi appuntamenti. La difesa non sembra impenetrabile, il centrocampo è un’incognita e solo l’attacco offre le giuste garanzie. E’ una scommessa, questa Argentina, ma conosciamo le qualità di Sampaoli che sicuramente starà studiando una mossa a sorpresa per compiere l’impresa.

I 23 CONVOCATI DELL’ARGENTINA
NUMEROPOSIZIONEGIOCATOREETA'PRESENZERETISQUADRA
1PNahuel Guzman3260Tigres UANL
2DGabriel Mercado31203Siviglia
3DNicolas Tagliafico2530Ajax
4DCristian Ansaldi3150Torino
5CLucas Biglia32361Milan
6DFederico Fazio3181Roma
7CEver Banega29616Siviglia
8CMarcos Acuna2690Sporting Lisbona
9AGonzalo Higuain307031Juventus
10ALionel Messi3012361Barcellona
11CAngel Di Maria309319Paris Saint-Germain
12PFranco Armani3100River Plate
13CMaximiliano Meza2610Independiente
14CJavier Mascherano341423Hebei CFFC
15CManuel Lanzini2531West Ham
16DMarcos Rojo27552Manchester United
17DNicolas Otamendi29534Manchester City
18CEduardo Salvio2780Benfica
19ASergio Aguero308436Manchester City
20CGiovani Lo Celso2240Paris Saint-Germain
21APaulo Dybala24120Juventus
22CCristian Pavon2240Boca Juniors
23PWilly Caballero3620Chelsea

 

LA PROBABILE FORMAZIONE

Caballero
Rojo
Fazio
Otamendi
Mercado
Banega
Mascherano
Biglia
Di Maria
Messi
Higuain

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