Il Brasile

Il Brasile

Dopo il dramma sportivo del 2014, per cancellare l’onta dell’1-7 subito dalla Germania servirà vincere la Coppa del Mondo in Russia. Il Brasile si presenta al via come una delle nazionali favorite, sia per la storia che per la qualità della rosa e anche perché il digiuno di 16 anni è troppo lungo, e la nazionale verdeoro rischia di essere risucchiata nuovamente in un lungo digiuno tra due vittorie mondiali, come quello che dal 1970 arrivò a USA ’94. Chiuse le esperienze poco felici con Scolari prima (al quale va dato comunque il merito della Confederation’s Cup 2013) e Dunga poi, la Federazione sembra aver trovato in Tite il CT in grado di rialzare l’orgoglio brasiliano.

Il 57enne Adenor Leonardo Bacchi, per tutti Tite, ha preso in mano la squadra nel giugno del 2016, dopo la pessima Copa America del centenario coincisa con l’eliminazione al primo turno per mano del Perù. In difficoltà nel girone di qualificazione, Tite ha condotto il Brasile a ben otto vittorie consecutive che hanno portato i “pentacamepones” al primo posto nel girone di qualificazione CONMEBOL e ad essere la prima Nazionale a staccare il biglietto per Russia 2018.

Nell’ultimo anno il Brasile ha perso solo una volta, in amichevole con l’Argentina nel giugno 2017. Da allora sono arrivate 6 vittorie e 3 pareggi, di queste alcune prestigiose come quella dello scorso marzo a Berlino contro la Germania campione del mondo, in attesa di potersi vendicare anche sui campi russi in via ufficiale. Quello che si nota nelle ultime uscite è la solidità difensiva, prerogativa scarsamente amata dai brasiliani: solo 2 gol subiti nelle ultime 9 uscite. Questo è sicuramente uno dei punti forti della gestione Tite che può risultare decisivo nel cammino in coppa del mondo.

La compattezza difensiva che Tite ha dato al Brasile

Il modulo base del Brasile di Tite è il 4-3-3 con la variante 4-1-4-1 che diventa lo schieramento in fase di non possesso. Il portiere titolare del Brasile è il romanista Alisson, che ha superato gli errori della Copa America 2016 ed è diventato uno degli estremi difensori più forti e affidabili del panorama calcistico mondiale. Alisson viene preferito a Ederson, fresco campione d’Inghilterra con il Manchester City; nonostante il collega sia più abile con il pallone tra i piedi, la costruzione del gioco dal basso non è prerogativa del gioco di Tite, che preferisce un portiere più abile tra i pali e in uscita.

Niente Dani Alves                          

Il terzino destro titolare sarebbe Dani Alves, ma l’infortunio al ginocchio capitato in finale di Coppa di Francia con il PSG lo ha estromesso dai convocati e dal mondiale. Al suo posto Tite può scegliere tra l’ex Porto e Real Madrid Danilo e il 32enne del Corinthias Fagner. Il primo è un giocatore più simile per caratteristiche ad Alves, maggiormente propenso all’attacco piuttosto che alla fase difensiva ma che in questa stagione non ha giocato con continuità nel Manchester City; Fagner è un difensore con caratteristiche diverse, maggiormente coinvolto in fase di contenimento e preferito a Rafinha (Bayern Monaco), seppur le caratteristiche siano molto simili. La scelta, naturalmente, sarà fatta anche in relazione all’avversario di turno.

La fascia sinistra di difesa, naturalmente, è di Marcelo. Ancora una volta il terzino del Real Madrid ha giocato una grande stagione e si appresta ad essere uno dei leader del Brasile. L’alternativa provata da Tite è stata Alex Sandro ma il difensore della Juventus non ha convinto il CT ed effettivamente il suo rendimento in questa stagione è stato nettamente inferiore alle attese. Al suo posto è stato chiamato Filipe Luis, che si è ripreso da un infortunio che sembrava pregiudicarne la partecipazione al mondiale. Entrambi sono giocatori di spinta anche se Filipe Luis è più abituato a difendere, anche per la scuola del “Cholo” Simeone che in tante stagioni lo ha educato ad interpretare il ruolo non solo in fase di proposizione.

I centrali di difesa sono Miranda e Thiago Silva. Il primo ha giocato una discreta stagione all’Inter, anche se in alcuni momenti ha pagato una mancanza di brillantezza atletica. Thiago Silva ha vinto ancora tutto in patria con il PSG ma insieme a Miranda formano una delle coppie di centrali difensivi più anziana del mondiale con 66 anni in due. Al posto di Thiago Silva in alcune partite il CT ha schierato Marquinhos, anche lui titolare con il Paris Saint-Germain e giocatore di comprovata esperienza internazionale, nonostante abbia solo 24 anni. Alle spalle dei tre giocatori titolari c’è Tonon Pedro Geromel, esperto difensore centrale del Gremio, convocato al posto di Jemerson del Monaco che non ha giocato una buona stagione.

Poca tecnica, tanta copertura                          

La zona meno fantasiosa ma più tattica del Brasile è sicuramente il centrocampo. La scelta di arretrare Coutinho in questo spazio (vista anche nel Barcellona) serve a Tite per avere maggiore imprevedibilità in un reparto che dispone di giocatori di sostanza ma poca qualità. Titolare indiscusso è Casemiro, che con il Real Madrid ha conquistato l’Europa e che è diventato colonna portante del centrocampo dei “Blancos”. La sua capacità di lettura delle situazioni in fase di non possesso lo rende elemento imprescindibile nell’11 brasiliano, così come Paulinho. Ritornare in Europa in questa stagione, il 29enne si è distinto nel Barcellona fino a diventare titolare, svolgendo non solo il ruolo di protezione alla difesa ma anche quello di incursore (9 gol in stagione).

Validando la soluzione Coutinho solo in determinate circostanze, il terzo posto del centrocampo se lo contendono Fernandinho e Renato Augusto. Il primo ha conquistato Guardiola, che nel giro di due stagioni lo ha simbolicamente eretto a gestore delle situazioni complicate nel centrocampo del Manchester City. Già nel mondiale casalingo del 2014 Fernandinho si era progressivamente ritagliato un posto da titolare, probabile che questo accada anche in Russia. Tra Paulinho e Fernandinho il giocatore con maggiore qualità è sicuramente Renato Augusto. La scelta di trasferirsi nel 2016 al Bijing Guoan sembrava potergli costare la maglia del Brasile, in realtà le sue caratteristiche possono ritornare molto utili, soprattutto in una mediana fisica come quella di Tite. Giocatore dotato di buona tecnica, capace di inserirsi in zona offensiva, Renato Augusto è l’alternativa a Paulinho per caratteristiche di gioco ma con maggior qualità nel giro palla.

Questi i probabili titolari a centrocampo mentre in rotazione troviamo altri elementi molto interessanti, soprattutto se Tite dovrà cambiare ritmo alla partita. Il riferimento a Willian è tutt’altro che casuale. L’esterno del Chelsea, in realtà più attaccante che centrocampista, per lunghi tratti di questa stagione è stato titolare per Antonio Conte, realizzando 6 gol in 36 partite, 20 da titolare. Anche in nazionale ha dato il suo contributo con 4 gol in 16 presenze nelle qualificazioni. Fred, 25enne centrocampista dello Shakhtar Donetsk, è inseguito da molti club europei, Manchester City in primis. Nasce come giocatore offensivo e arretra progressivamente il suo raggio d’azione, riuscendo a ritagliarsi uno spazio importante nei due mediani davanti alla difesa nel 4-2-3-1 di Fonseca. Il suo mancino è raffinato, riesce a dare buoni ritmi di gioco alla squadra e in Champions League ha giocato due ottime partite contro Napoli e Roma.

Philippe Coutinho è stato inserito in lista come centrocampista, al momento risulta difficile inquadrarlo come tale anche se una possibile evoluzione da mezz’ala non è da escludere. La naturale propensione offensiva lo porta ad avvicinarsi all’area avversaria e in un Brasile che ha la predisposizione all’attacco potrebbe non essere complementare all’idea di equilibrio che Tite ha in mente. In ogni caso, Coutinho rappresenta una risorsa importante per dare dinamicità sulla trequarti ed è stato provato dal CT sia da esterno d’attacco nel tridente che mezz’ala.

Tutti intorno a O’Ney                          

Il reparto offensivo non può che incarnarsi nella figura di Neymar Jr. L’attaccante del PSG sta recuperando dall’infortunio alla caviglia occorso a febbraio e il suo recupero ha fatto innervosire il club, che avrebbe voluto averlo a disposizione mentre lui e il suo staff hanno preferito non forzare, per essere a pieno regime a giugno. 4° di sempre nella classifica dei marcatori della nazionale brasiliana con 53 reti in 83 presenze, molto dei destini del Brasile dipendono da “O’Ney“. La sua assenza nella semifinale del 2014 ha pesato molto, il giocatore simbolo è ancora lui ed è inevitabile che ci sia molta apprensione per le condizioni fisiche. Al centro dell’attacco agisce Gabriel Jesus. Al Manchester City dal gennaio 2017, ha già segnato 20 gol in 39 presenze e rappresenta il futuro per Guardiola e la Nazionale. Grande tecnica e senso del gol, la sua natura lo porta a non dialogare molto con il resto della squadra ma risulta letale sotto porta.

Nell’amichevole con la Russia, Tite ha provato lo juventino Douglas Costa sulla sinistra del tridente offensivo. Non partirà titolare ma nella sua prima stagione italiana si è imposto come un giocatore in grado di cambiare in corsa l’andamento di una partita. 4 gol e ben 12 assist ne hanno fatto uno degli elementi più pericolosi della Juventus soprattutto nella seconda parte di stagione, dopo il graduale inserimento che tipicamente Massimiliano Allegri riserva ai nuovi acquisti. Oltre a loro, in attacca sono stati convocati anche Taison dello Shakhtar e Firmino del Liverpool.

Non più giovanissimo (30 anni), Taison sembrava potesse imporsi diversamente a livello mondiale i tempi dell’Internacional. In realtà il suo processo di crescita si è fermato, anche perché in Nazionale gioca nel ruolo di Neymar. In questa stagione ha segnato 4 gol in 24 partite, non è mai stato un cannoniere e difficilmente vedrà il campo. Al contrario di Taison, Roberto Firmino sta vivendo un periodo d’oro. L’arrivo a Liverpool di Jurgen Klopp lo ha migliorato sotto tutti gli aspetti, facendolo diventare un centravanti atipico ma estremamente efficace. Nonostante abbia spesso lavorato per Salah, in questa stagione ha segnato 15 gol in Premier League e 10 in Champions League, contribuendo a portare il Liverpool fino alla finale. Lui potrebbe rappresentare una sorpresa in attacco, soprattutto se in certe partite il CT Tite avrà bisogno di un nove atipico che partecipi alla manovra, creando spazio per i compagni (soprattutto Neymar).

Il Brasile è inserito nel gruppo E insieme a Costa Rica, Serbia e Svizzera. Un girone tutt’altro che complicato che con tutta probabilità lo vedrà vincitore (e presumibilmente a punteggio pieno). Con una fase difensiva organizzata, le fortune della nazionale di Tite risiedono nella capacità di equilibrio in una squadra complessivamente più forte di quella del 2014 ma ancora non all’altezza di altri Brasile, che disponevano a centrocampo di giocatori più talentuosi.

I 23 CONVOCATI DEL BRASILE
NUMEROPOSIZIONEGIOCATOREETA'PRESENZERETISQUADRA DI CLUB
1PAlisson2525-Roma
2DDanilo26160Manchester City
3DMiranda33452Inter
4DPedro Geromel3220Gremio
5CCasemiro26220Real Madrid
6DFilipe Luis32312Atletico Madrid
7ADouglas Costa27243Juventus
8CRenato Augusto30285Beijing Guoan
9AGabriel Jesus21159Manchester City
10ANeymar268353Paris Saint-Germain
11CCoutinho26359Barcellona
12DMarcelo30526Real Madrid
13DMarquinhos24240Paris Saint-Germain
14DThiago Silva33695Paris Saint-Germain
15CPaulinho294812Barcellona
16PCassio311-Corinthians
17CFernandinho33422Manchester City
18CFred2570Shakhtar Donetsk
19CWillian29558Chelsea
20ATaison3061Shakhtar Donetsk
21AFirmino26195Liverpool
22DFagner3240Corinthians
23PEderson201-Manchester City

 

LA PROBABILE FORMAZIONE

1
Alisson
12
Marcelo
3
Miranda
14
Thiago Silva
2
Danilo
15
Paulinho
5
Casemiro
17
Fernandinho
10
Neymar
9
Gabriel Jesus
11
Coutinho

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