La Spagna

La Spagna

Se il periodo 2008-2012 è stato il punto più alto raggiunto dalla Spagna, il biennio 2014-2016 è stato disastroso in rapporto alle potenzialità delle “Furie Rosse“. L’eliminazione al primo turno in Brasile, alla coppa del mondo, ha fatto da preambolo alla sconfitta con l’Italia ai campionati europei in Francia, un 2-0 senza appello che ha portato alla fine dell’iperbolico ciclo Del Bosque e all’inizio di quello di Julen Lopetegui. L’esperienza alla guida delle nazionali dall’Under 19 all’Under 21 ha reso l’ex portiere tra gli altri del Barcellona ha conoscere l’ambiente federale e a programmare la rinascita, facilitato da un’altra infornata niente male di talenti. L’esperienza negativa al Porto ha frenato la carriera nei club ma, per sua fortuna, lo ha condotto nel luglio del 2016 alla guida della nazionale maggiore e da allora non ha mai perso.

Il ruolino di marcia della Spagna sotto la gestione Lopetegui è impressionante: 18 partite, 13 vittorie e 5 pareggi, 59 gol fatti e solo 12 subiti. Noi italiani conosciamo bene le potenzialità di questa squadra, nel settembre dello scorso anno di fatto ci mandarono agli spareggi, tutti sappiamo come andò a finire. L’integrazione di nuovi talenti, molti dei quali già allenati con l’U21, ai vecchi campioni si è dimostrata vincente sia dal punto di vista del gioco che dei risultati. E’ innegabile che la Spagna sia la squadra che gioca il miglior calcio a livello di nazionali ed ha saputo mescolare le reminiscenze del tiki-taka con una verticalità moderna e imprevedibile, il tutto senza un grandissimo centravanti ma con la capacità di distribuire i gol anche tra i difensori. Le ultime due amichevoli, giocate a marzo, contro Germania e Argentina hanno confermato la potenziale superiorità spagnola su tutte le altre squadre; impressionante il 6-1 rifilato alla nazionale di Sampaoli al “Wanda Metropolitano” in una gara che ha promosso la capacità di segnare in molti modi e con 4 marcatori diversi.

Il giusto mix                          

Lopetegui gioca con il 4-3-3, il modulo di riferimento anche per le giovanili e per molte squadre spagnole. Nella lista dei 23 non figurano giocatori importanti come Alvaro Morata, Suso e Pedro che sono stati sacrificati per altri elementi che hanno giocato una stagione migliore, come ad esempio Iago Aspas (Celta Vigo) e Rodrigo (Valencia). Il portiere titolare è De Gea, eletto ancora una volta miglior estremo difensore della Premier League con il suo club, il Manchester United. Con la Nazionale ha ormai un rapporto consolidato ed è il titolare indiscusso con due ottimi secondi: Pepe Reina e Kepa Arrizabalaga. Il primo ha salutato Napoli dopo diverse stagioni da protagonista e si appresta ad approdare al Milan, il secondo è stata l’unica nota lieta della stagione dell’Athletic Bilbao ed è in odore di Real Madrid, squadra che lo avrebbe voluto tesserare già nello scorso mercato di gennaio (ed ha già esordito in Nazionale a novembre, contro il Costa Rica).

Se le condizioni di salute non ne pregiudicheranno le prestazioni, il titolare del ruolo di terzino destro sarà Daniel Carvajal. Il terzino del Real Madrid ha una grandissima esperienza internazionale e garantisce un buonissimo rendimento in entrambe le fasi; nel corso di questa stagione ha patito diversi infortuni ma ora sembra essersi ristabilito. Ad alternarsi con Carvajal ci potrebbero essere César Azpilicueta del Chelsea e il giovane Alvaro Odriozola della Real Sociedad. Entrambe alternative più difensive, il primo garantisce esperienza dopo tanti anni in Premier, il secondo è la nota lieta della squadra basca ma anche lui a differenza di Carvajal ha meno propensione ad attaccare. Nel caso di necessità, anche Nacho (Real Madrid) ha occupato in diverse circostanze quel ruolo, nonostante sia di fatto un centrale di difesa. A sinistra giocherà sicuramente Jordi Alba, che anche in questa stagione con il Barcellona ha mantenuto un rendimento altissimo. In caso di necessità, Lopetegui si è tutelato chiamando un altro giocatore di esperienza, quel Nacho Monreal che ha vissuto con tutta probabilità la sua migliore stagione all’Arsenal. Entrambi sono arruolabili anche nel caso di difesa a 3, esperimento provato dal CT spagnolo nella gara con l’Albania valida per le qualificazioni a Russia 2018.

La coppia centrale di difesa, naturalmente, è quella composta da Sergio Ramos e Pique. Il primo è il capitano della Spagna e secondo all-time in fatto di presenze: 151 (dietro a Casillas con 167). Oltre all’esperienza internazionale, alla personalità, alla capacità di lettura delle diverse situazioni, Ramos ha anche segnato ben 13 gol in Nazionale, a conferma della sua pericolosità sui calci piazzati. Gerard Pique si è laureato campione di Spagna con il Barcellona, dominando con il suo club la Liga appena conclusa. Il suo rendimento costante ha contribuito a rendere la difesa dei catalani la seconda meno battuta, dato importante se consideriamo la natura offensiva di Messi e compagni. A conferma del fatto che i titolari inamovibili sono loro, l’unico centrale di riserva è il già citato Nacho, e l’unica alternativa ad una malcapitata assenza di Piquè e Sergio Ramos è il passaggio ad un difesa a 3. Per un torneo relativamente breve come il Mondiale ci si può fidare delle valutazioni di Lopetegui.

Centrocampo deluxe                         

A centrocampo c’è l’imbarazzo della scelta. Per Andres Iniesta si è appena conclusa una parte di vita professionale (e non) con il Barcellona, che ha salutato nell’ultima gara di campionato contro la Real Sociedad. Il 34enne fantasista blaugrana – con 125 presenze e 13 reti – rappresenta l’ultima parte della sublimazione di quel calcio che ha reso la Spagna la nazionale più forte del mondo. Giocherà con tutta probabilità la sua ultima grande competizione con la nazionale e per questo ci terrà ad ottenere un risultato di prestigio. Al suo fianco, nel classico ruolo di centrocampista a dettare i tempi e a proteggere la difesa, giocherà Sergi Busquets. Il 29enne del Barcellona è l’elemento portante della mediana, garantisce equilibrio e protezione del pallone in caso di difficoltà oltre ad un’esperienza internazionale di primissimo livello. A comporre il terzetto di centrocampo Lopetegui può scegliere in base al tipo di gioco che vuole proporre e all’avversario di turno. La mezz’ala della Spagna può essere Koke, che ha vinto l’Europa League con l’Atletico Madrid, che garantisce solidità ma anche qualità; può essere Thiago
Alcantara, giocatore dal grande talento ma forse dalla non completa maturazione; può essere Saùl, anche lui dell’Atletico Madrid, giocatore fenomenale che la scorsa estate ha trascinato fino alla finale l’Under 21; può essere David Silva del Manchester City, che ha trovato la sua perfetta collocazione anche nei meccanismi complicati e frenetici di Pep Guardiola.

In definitiva, le varianti a centrocampo sono tantissime e tutte di qualità. Non c’è in questo mondiale una Nazionale con il tasso di qualità che si registra nella Spagna. E il tutto senza considerare altri giocatori che occupano un ruolo più avanzato, come Isco o Marco Asensio. I gioielli del Real Madrid sono stati protagonisti a diversi livelli anche in questa stagione: il primo ha inciso meno rispetto all’anno scorso ma nonostante tutto rappresenta una variante tattica importante per Zidane ed ha messo a referto 7 gol e altrettanti assist. Marco Asensio è stato protagonista di diversi ingressi decisivi, soprattutto in Champions League, modificando l’assetto tattico del Real Madrid dando ampiezza al gioco, giocando di fatto come ala sinistra. Anche Isco e Asensio sono due armi tattiche importanti per Lopetegui, avendo nel proprio bagaglio tecnico e tattico anche la capacità di accentrarsi facendo perdere il riferimento al marcatore di turno.

Se dividiamo la Spagna in reparti e diamo un voto a ciascuno, sicuramente l’attacco è quello che impressiona meno (ma potrebbe essere solo un’impressione). Rodrigo Moreno ha giocato un’ottima stagione con il Valencia, segnando 16 gol e fornendo 4 assist, con una crescita costante nel corso della stagione; il 27enne si è integrato alla perfezione nel disegno tattico di Marcelino, che ha riportato i Pipistrelli in Champions dopo anni di difficoltà. Lucas Vazquez è probabilmente più esterno che attaccante, e anche i numeri lo confermano: 4 gol quest’anno, 2 la passata stagione. E’ sicuramente un giocatore duttile, come Asensio riesce ad entrare in corsa e ad aggredire la partita; in Liga ha giocato 16 partite da titolare con ben 7 assist, non male. Iago Aspas ha conquistato la convocazione a suon di reti (22) in una stagione tutto sommato anonima del Celta Vigo. Non più giovanissimo (a fine luglio compirà 31 anni), Aspas sembrava destinato a diventare una delle tante promesse non mantenute del calcio. Nel 2013 lascia il Celta per andare al Liverpool ma quell’esperienza sarà negativa: solo 14 presenze e 1 assist, 0 gol. Con il passare degli anni, la sua posizione si avvicina sempre più alla porta e dopo un inizio di carriera da esterno d’attacco, adesso Aspas è a tutti gli effetti una punta e le ultime due stagioni nuovamente al Celta ne hanno certificato crescita e maturazione (19 gol nella stagione 2016-2017).

Diego Costa veniva descritto, alla vigilia del mondiale in Brasile, come la punta che avrebbe fatto evolvere il calcio spagnolo. Dal palleggio orizzontale alla ricerca della profondità, questo prometteva l’attaccante che aveva contribuito in modo determinante alla vittoria del titolo dell’Atletico Madrid. Quell’esperienza non è andata come previsto, ma nell’idea di Lopetegui l’ex Chelsea potrebbe rappresentare il giocatore per rendere densa la presenza in area della Spagna, magari contro avversari fisici (un Diego Costa-Godin in un ipotetico Spagna-Uruguay sarebbe ai confini del mistico). Dopo aver conquistato il titolo con Antonio Conte sulla panchina dei “Blues” (e aver segnato 20 gol), ha voluto fortemente ritornare a Madrid da Simeone, anche per dissapori con il tecnico pugliese. Per farlo ha dovuto attendere gennaio, quando il mercato dei “colchoneros” si è riaperto, e in questi pochi mesi ha contribuito alla vittoria dell’Europa League, risultando spesso figura di riferimento in un reparto che può vantare un altro discreto fenomeno come Griezmann. 13 partite da titolare e 3 gol in Liga, 5 con 2 reti in Europa. Questi numeri sono stati sufficienti per convincere il CT a convocarlo, anche perché senza Morata l’attacco iberico non avrebbe avuto un giocatore con determinate caratteristiche. Porterà in Russia la sua esperienza e la sua personalità, dopo aver saltato Euro 2016.

Favorita                         

La Spagna è inserita nel gruppo B, a farle compagnia i campioni d’Europa del Portogallo, l’Iran e il Marocco. Sarà proprio Cristiano Ronaldo a tenerli a battesimo, in quella che si preannuncia la gara decisiva per il controllo del girone. Le prospettive della Spagna sono molto buone, lo confermano i risultati degli ultimi due anni e il parco giocatori a disposizione. Un mix di esperienza, classe e abitudine ad un certo tipo di partite, la possibilità di conquistare per la seconda volta al coppa del mondo è tutt’altro che remota.

I 23 CONVOCATI DELLA SPAGNA
NUMEROPOSIZIONEGIOCATOREETA'PRESENZERETISQUADRA
1PDavid de Gea27270Manchester United
2PPepe Reina35360Napoli
3PKepa Arrizabalaga2310Athletic Bilbao
4DSergio Ramos    3215113Real Madrid
5DGerard Piqué31965Barcellona
6DJordi Alba29608Barcellona
7DCésar Azpilicueta28210Chelsea
8DDaniel Carvajal26150Real Madrid
9DNacho28150Real Madrid
10DÁlvaro Odriozola2220Real Sociedad
11DNacho Monreal32211Arsenal
12CAndrés Iniesta3412514Barcellona
13CKoke26380Atlético Madrid
14CIsco262710Real Madrid
15CThiago27272Bayern Monaco
16CMarco Asensio22100Real Madrid
17CSaúl2390Atlético Madrid
18CDavid Silva3211935Manchester City
19CSergio Busquets291022Barcellona
20ADiego Costa29187Atlético Madrid
21AIago Aspas3084Celta Vigo
22ALucas Vázquez2650Real Madrid
23ARodrigo2742Valencia

 

LA PROBABILE FORMAZIONE

1
de Gea
6
Jordi Alba
5
Piquè
4
Sergio Ramos
8
Carvajal
12
Iniesta
19
Busquets
13
Koke
14
Isco
20
Costa
18
Silva

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