L’Uruguay e il Portogallo

L’Uruguay e il Portogallo

L’Uruguay                          

La Selección guidata ancora da Oscar Tabarez approccia ai campionati del mondo in Russia con la possibilità concreta di superare la prima fase, eguagliando gli ottavi di finale di quattro anni fa, e di candidarsi al ruolo di sorpresa del torneo. Il processo in atto di ricambio generazionale è stato condotto con maestria dal CT, che ha chiuso il girone di qualificazione al secondo posto e con il secondo miglior attacco dopo quello del Brasile, segnale che forse qualcosa sta cambiando nell’approccio uruguagio. L’Uruguay mantiene la sua identità di squadra dinamica, ben organizzata in fase di non possesso, ma con qualche licenza a spingersi più avanti alla ricerca del gol. Nelle ultime 8 uscite ha giocato 4 partite di qualificazione e 4 amichevoli dove ha fatto registrare solo 5 reti al passivo, a fronte di 10 reti segnate.

Il mix di esperienza e gioventù lo si nota scorrendo la lista dei convocati. Dai grandi veterani Godin (32 anni e 115 presenze) e Maxi Pereira (34 anni e 124 presenze) si passa a semi-esordienti come lo juventino Rodrigo Bentancur (21 anni e 6 presenze) e il sampdoriano Lucas Torreira (22 ani e 2 sole presenze). Il passo avanti in questo senso è notevole, soprattutto se consideriamo che Bentancur è praticamente titolare della nazionale uruguaiana. Il reparto mediano è quello maggiormente colpito da questa piccola rivoluzione: nell’ultima gara di qualificazione contro la Bolivia, l’Uruguay schierava Federico Valverde (19 anni ma non convocato per Russia 2018), Vecino, Bentancur e De Arrascaeta, 24 anni. La difesa è consolidata nella coppia di centrali dell’Atletico Madrid, Diego Godin e Josè Gimenez, in attacco non seve nemmeno elencare i numeri straordinari della coppia Cavani-Suarez.

Il modulo di riferimento resta il 4-4-2 ma ha proprio nel giovane De Arrascaeta (Cruzeiro) il giocatore capace di muoversi sulla trequarti ridisegnando l’Uruguay con il 4-3-1-2. Agile di piede e di pensiero, ama giocare nell’ultimo terzo di campo, sfruttando le capacità di inserimento e la possibilità di giocare sia con il piede destro che con il sinistro. Nell’ultimo Brasilerao ha giocato 5 partite con un gol e 2 assist, con prestazioni sempre di livello. Potrebbe essere lui l’uomo preposto a lanciare il duo d’attacco. Se invece il Maestro volesse proseguire con il modulo da lui preferito, le soluzioni a centrocampo potrebbero essere diverse. Al centro la coppia preferita è quella composta da Matias Vecino e Rodrigo Bentancur, complementari nell’occupare lo spazio gestendo il pallone e sfruttando le capacità di inserimento, ma anche Lucas Torreria potrebbe essere utile (magari in una soluzione da 4-3-1-2 più a rombo). Gli esterni di centrocampo nel 4-4-2 possono essere lo stesso De Arrascaeta ma anche il “vecchio” Cristian Rodriguez o il 22enne Nahitan Nandez, giocatore del Boca Juniors, meno ala e più centrocampista ma utilizzato diverse volte da Tabarez in quella posizione.

Diego Laxalt ha conquistato la convocazione per Russia 2018 dopo una buonissima stagione al Genoa e si candida come possibile esterno di centrocampo sul lato sinistro. In attacco, le alternative sono di buon livello. Cristhian Stuani ha giocato quella che probabilmente è stata la miglior stagione della sua carriera, con il neopromosso Girona, segnando 21 gol, e anche Maxi Gomez con il Celta Vigo si è distinto e rappresenta una buona soluzione per dare fisicità al reparto offensivo.

L’Uruguay parte favorito nel gruppo A, insieme ai padroni di casa della Russia, all’Arabia Saudita e all’Egitto. La maturità dimostrata nel percorso di avvicinamento alla competizione pone la squadra di Tabarez come possibile rivelazione, anche se la “celeste” ha ottenuto ottimi risultati in Sudafrica nel 2010 e discreti in Brasile nel 2014, confermandosi come una delle realtà del calcio sudamericano e candidandosi a prendere il posto del Cile nelle aspettative del continente. Il processo di integrazione dei nuovi giocatori nel meccanismo dei veterani sembra dare i suoi frutti, con il giusto equilibrio di squadra e la coppia Cavani-Suarez in forma ci sono tutti i presupposti per fare un ottimo mondiale.

I 23 CONVOCATI DELL’URUGUAY
NUMEROPOSIZIONEGIOCATOREETA'PRESENZERETISQUADRA
PMartín Campaña2910  Independiente
PFernando Muslera31960  Galatasaray
PMartín Silva35110  Vasco da Gama
DMartín Cáceres31754  Lazio
DSebastián Coates27301  Sporting Lisbona
DJosé Giménez23414  Atlético Madrid
DDiego Godín  321158  Atlético Madrid
DMaxi Pereira341243  Porto
DGastón Silva24170  Independiente
DGuillermo Varela2530  Peñarol
CRodrigo Bentancur2160  Juventus
CGiorgian De Arrascaeta24131  Cruzeiro
CDiego Laxalt2550  Genoa
CNahitan Nández22110  Boca Juniors
CCristian Rodríguez3210411  Peñarol
CCarlos Sánchez33351  Monterrey
CLucas Torreira2220  Sampdoria
CMatías Vecino26211  Inter
AEdinson Cavani3110042  Paris Saint-Germain
AMaxi Gómez2140  Celta Vigo
ACristhian Stuani31405  Girona
ALuis Suárez319750  Barcellona
AJonathan Urretaviscaya2840  Monterrey

 

LA PROBABILE FORMAZIONE

1
Muslera
Laxalt
Godin
Gimenez
Vareal
Rodriguez
Vecino
Bentancur
Nandez
Cavani
Suarez

 

Il Portogallo                          

Dopo aver guidato la Grecia ad una clamorosa e storica qualificazione agli ottavi di finale di Brasile 2014 ed essere stato eliminato solo ai rigori dalla rivelazione Costa Rica, Fernando Santos è stato chiamato a guidare il Portogallo nel settembre dello stesso anno con vista su Euro 2016. Gli eventi di quel mese in Francia sono noti, e il gol di Eder nella finale di Parigi ha certificato il miracolo sportivo del tecnico portoghese, che ha permesso per la prima volta nella sua storia alla nazionale lusitana di alzare un grande trofeo. L’imprevedibile successo di due anni fa ha proiettato il Portogallo alla Confederation’s Cup dello scorso giugno, concluso con un positivo terzo posto e la convinzione di poter ben figurare in Russia. La squadra è consolidata e molti protagonisti di quella vittoria saranno ai mondiali, a cominciare naturalmente da Cristiano Ronaldo. In Francia fu costretto ad uscire per infortunio proprio in finale, adesso vuole scrivere una storia diversa dall’alto delle sue 81 marcature con la nazionale.

Ma il Portogallo non è solo CR7, bensì un mix interessante di talento e imprevedibilità. Fernando Santos ama il 4-4-2 ma nelle ultime uscite ha provato a cambiare pelle alla sua squadra, con esperimenti che hanno portato al 4-3-3 nell’amichevole con la Tunisia (2-2) e il 4-2-3-1 nell’ultima uscita con il Belgio (0-0). La squadra è ricca di qualità nell’ultimo terzo di campo, con giocatori dinamici e dotati del passaggio chiave come Bernardo Silva e Joao Mario, ma anche sulle fasce può sviluppare il suo gioco grazie all’apporto dei terzini Guerreiro e Cedric Soares e all’imprevedibilità di Gelson Martins e del sempiterno Ricardo Quaresma, 4 gol ma soprattutto 7 assist in stagione con il Besiktas. Nonostante il pareggio a reti inviolate in amichevole con il Belgio, penultimo appuntamento prima dell’esordio mondiale, il Portogallo ha problemi in fase difensiva ed anche questo ha spinto il CT a trovare varianti al suo piano gara abituale. La coppia centrale formata da Fonte e Pepe somma quasi 70 anni in due, e davanti a loro c’è solo William Carvalho a fare filtro, con Manuel Fernandes come riserva.

Il Portogallo è evidentemente una squadra a trazione anteriore e su questo cercherà di costruire il suo cammino ai mondiali. Da valutare la consistenza di André Silva, che ha vissuto una stagione negativa al primo anno in Italia, al Milan, con Gonçalo Guedes in rampa di lancio dopo una buonissima stagione al Valencia. I gol non dovrebbero essere un problema, si tratta di trovare il giusto equilibrio e in quest’ottica il 4-2-3-1 visto a Bruxelles contro il Belgio ha dato una buona indicazione.

Il Portogallo è inserito nel gruppo B, insieme a Marocco, Iran e Spagna. Il passaggio del turno è alla portata di Ronaldo e compagni e i quarti di finale del torneo possono non essere così lontani come obiettivo. In fin dei conti in pochi pronosticavano la vittoria ad Euro 2016 che invece è avvenuta, a conferma che Fernando Santos guida una squadra che non si pone limiti.

I 23 CONVOCATI DEL PORTOGALLO
NUMEROPOSIZIONEGIOCATOREETA'PRESENZERETISQUADRA
1PRui Patrício30680  Sporting Lisbona
2DBruno Alves369511  Rangers
3DPepe35925  Beşiktaş
4CManuel Fernandes32123  Lokomotiv Mosca
5DRaphaël Guerreiro24212  Borussia Dortmund
6DJosé Fonte34280  Dalian Yifang
7ACristiano Ronaldo  3314981  Real Madrid
8CJoao Moutinho311077  Monaco
9AAndré Silva222011  Milan
10CJoao Mario25331  West Ham Utd
11CBernardo Silva23222  Manchester City
12PAnthony Lopes2760  Olympique Lione
13DRuben Dias2100  Benfica
14CWilliam Carvalho26402  Sporting Lisbona
15DRicardo Pereira2430  Porto
16CBruno Fernandes2340  Sporting Lisbona
17AGonçalo Guedes2171  Valencia
18AGelson Martins23170  Sporting Lisbona
19DMario Rui2710  Napoli
20ARicardo Quaresma34749  Beşiktaş
21DCédric Soares26261  Southampton
22PBeto36130  Göztepe
23CAdrien Silva29211  Leicester City

 

LA PROBABILE FORMAZIONE

12
Lopes
5
Guerreiro
3
Pepe
6
Fonte
21
Cedric
11
Bernardo Silva
14
William Carvalho
8
Joao Moutinho
18
Gelson Martins
9
Silva
7
Ronaldo

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