I Cafeteros cancellano la Polonia

I Cafeteros cancellano la Polonia

Arrivate al mondiale con l’ambizione di esserne la sorpresa, Colombia e Polonia hanno da subito dovuto fare i conti con una sconfitta che ne ha minato certezze e prospettive. Se quella dei “Cafeteros” contro il Giappone è stata condizionata dall’aver giocato quasi interamente con un uomo in meno, per i polacchi la partita contro il Senegal è stata mal giocata e ha offerto una sensazione di pochezza tattica che il CT Nawalka ha provato a sistemare nei pochi che sono intercorsi tra quella e questa partita.

José Pekerman ha visto la sua squadra soccombere provandoci, contro i giapponesi, con un atteggiamento fin troppo spregiudicato nel finale che in patria ha fatto riflettere molti opinionisti. Il voler vincere ha prodotto la sconfitta, non tutto è compromesso ma la Colombia non sembra più quella favola allegra che aveva incantato a Brasile 2014. Con James Rodriguez a metà servizio la squadra sembra aver perso il suo riferimento, ma giudicare quella partita in 10 contro 11 è difficile ed ecco perchè si attende la decisiva sfida con la Polonia per una valutazione più completa. Lo stesso si può dire per Lewandowski e compagni, autore di una qualificazione in grande stile e arrivati in Russia con la volontà di “arrivare fino alla finale” a detta del Presidente della Federazione calcio polacca Zbigniew Boniek, apparso molto ottimista o solo volenteroso di caricare i suoi ragazzi.

Le scelte dei due CT

Adam Nawalka, per la partita decisiva del mondiale della Polonia, decide di passare alla difesa a 3, con 4 centrocampisti e 3 attaccanti. In difesa scala Piszcek, ormai a disagio quando deve spingere a tutta fascia come contro il Senegal, a fianco di Bednarek e Pazdan mentre Glik è ancora infortunato e indisponibile. A centrocampo sulle fasce l’estro di Bereszynski e Rybus, in mezzo la concretezza di Krychowiak e Goralski. Il tridente offensivo è atipico, con Lewandowski riferimento centrale e Zielinski-Kownacki ai lati.

Pekerman deve rinunciare allo squalificato Sanchez ma non al suo 4-2-3-1: davanti ad Ospina la difesa con Arias e Mojica terzini, Davinson Sanchez e Yerry Mina centrali. La prima linea mediana è composta da Barrios e Aguilar mentre alle spalle del centravanti Falcao giocano Cuadrado, Quintero e James Rodriguez, titolare dal primo minuto dopo essere subentrato nella prima partita.

Un infortunio, una soluzione

Il gioco della Polonia, anche in questa seconda partita, è abbastanza indecifrabile. Schierando la difesa a 3, Nawalka vuole portare il gioco sulle catene laterali sfruttando i movimenti di Zielinski, spesso impiegato in posizione di trequartista anche nel Napoli. Il problema non è tanto nelle interpretazioni, quanto nell’applicazione. La manovra infatti è tremendamente lenta, sia Rybus che Bereszynski sono molto imprecisi e il dialogo con i rispettivi attaccanti non riesce. Lewandowski è costretto ad indietreggiare per cercare il pallone ma la sua partita è piuttosto dissociata rispetto ai compagni, e si chiuderà con soli 2 tiri nello specchio della porta. Meglio al centro dove Krychowiak e Goralski riescono a garantire un buon filtro, soprattutto nel momento in cui la Colombia perde Aguilar per infortunio. Se le coperture all’inizio sono buone, l’impostazione del gioco è carente. Goralski cerca di togliersi dalla marcatura del subentrato Uribe e di dialogare con Rybus, ma il tutto viene fatto ad una velocità facilmente leggibile per la retroguardia di Pekerman.

Dalla sua, la Colombia ha giocatori capaci di cambiare i destini di una partita. A inizio gara la posizione di Quintero è poco definita, il giocatore del River Plate sposta spesso la sua azione in due zone di campo che non dovrebbero competergli, ovvero la mediana dove opera Barrios e il centro destra del fronte offensivo dove gioca Quadrado. Paradossalmente, l’infortunio di Aguilar risolve il problema: Uribe sulla prima linea mediana sul centro sinistra, Barrios più centrale, Quintero a destra in quello che a tutti gli effetti diventa un 4-3-3. James determina le sorti della Colombia, pertanto ha la possibilità di muoversi dove preferisce per giocare il pallone (88% di precisione passaggi). Dopo un avvio difficile anche per una sistemazione tattica poco ordinata, i Cafeteros prendono in mano la partita e la rete di Mina (su errore di Szczesny) è l’innesco.

Polonia sopravvalutata

Incapace di rispondere e in difficoltà dal punto di vista fisico, la Polonia crolla sotto i colpi di un Cuadrado strepitoso, capace non solo di correre in profondità e segnare ma anche di aiutare in difesa Arias, coprendo le proiezioni offensive del terzino del PSV. Sotto di 3 reti e senza alcuna idea di costruzione di attacchi convincenti, la squadra di Nawlaka abbandona mestamente il mondiale, lasciando una pessima immagine. La squadra era partita per la Russia con ben altre aspettative ma i conti non sono stati fatti bene, un centrocampo troppo statico e una serie di moduli cambiati in corsa hanno generato confusione e debolezza, per una squadra che non ha saputo sfruttare un centravanti come Lewandowski e che forse ha creduto troppo in una generazione sopravvalutata.

La Colombia ha ritrovato James Rodriguez, ha messo in mostra la velocità e tecnica di Cuadrado, ha fatto una buona partita difensiva. A dimostrazione della bontà della rosa e del passo falso della prima gara, Pekerman ha avuto anche fortuna quando Aguilar ha lasciato il campo, episodio che ha inaspettatamente riequilibrato una squadra che non aveva ancora trovato il giusto assetto. Il lavoro non è compiuto, adesso contro il Senegal dovrà confermare di poter almeno eguagliare il risultato di quattro anni fa.

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