MarocKO

Ancora Cristiano Ronaldo. E’ il quarto gol mondiale del Pallone d’Oro a decidere l’incontro tra Portogallo e Marocco, una gara da dentro o fuori per i giocatori di Herve Renard che lasciano il torneo dopo aver offerto due buone prestazioni condite da sfortuna e imprecisione.

Dopo il 3-3 con la Spagna, Fernando Santos propone lo stesso schieramento con il solo Joao Mario dal primo minuto per Bruno Fernandes mentre Renard recupera Amrabat e Dirar. Proprio da quella parte arrivano i pericoli maggiori, con il Marocco che costruisce sugli esterni con Ziyech apparso più ispirato rispetto alla gara d’esordio con l’Iran. Equilibrio rotto dopo 4 minuti, quando CR7 si libera dalle marcature non irreprensibili in area e segna di testa il gol che risulterà decisivo.

Il Marocco non demorde, costruisce gioco e sfrutta la buona tecnica dei suoi interpreti offensivi anche se nel primo tempo si lascia troppo spesso andare al lancio lungo per l’isolato Boutaib, che da solo non può vincere la guerra contro Pepe e Fonte. Nel Portogallo si registra il movimento ad accentrarsi di Joao Mario, che alla ricerca di una posizione finisce spesso per pestarsi i piedi con i centrocampisti o con Guedes. L’attaccante del Valencia gioca una partita di sacrificio ed ha sul finire del primo tempo la palla del 2-0 vanificata dall’intervento di Munir. Per la cronaca, in questa circostanza assist al bacio – di sinistro – di Ronaldo.

Il centrocampo del Portogallo è di lotta e di governo, con l’imponente William Carvalho a recuperare palloni e a smistarli (0 palle perse per lui), e Joao Moutinho a dare ordine. Dove manca il Portogallo è sicuramente sugli esterni dove Cedric e Guerrero non garantiscono la spinta necessaria, in questo modo la quadra è spesso spezzata con Ronaldo e Guedes avanti. Il giocatore del Valencia sarà molto utile in fase di copertura nell’ultima parte di gara, giustificando la scelta di Fernando Santos che ha lasciato in panchina André Silva per tutta la partita.

La fantasia di Ziyech si è accesa ad intermittenza mentre Belhanda è cresciuto nel corso della partita, con Amrabat che ha portato attacchi continui sulla corsia di destra, aiutato da Dirar. Al Marocco è mancato il gol, fondamentalmente, e le occasioni le avrebbe avute anche se (tolto il sinistro si Ziyech sulla schiena di Pepe) sono capitate tutte a Benatia che prima di testa si è fatto fermare da Rui Patricio, poi nel finale ha calciato alto con il mancino da posizione ottimale.

La squadra di Renar si è mossa con interessanti meccanismi, ha dimostrato di avere qualità ma ha pagato anche la mancanza di un centravanti vero. Il Portogallo ha segnato e difeso, non ha creato nulla nel secondo tempo ma ha dimostrato di saper speculare sul risultato come a lungo visto in Francia, Europei 2016, che si sono conclusi come sappiamo. Sarà determinante anche in questi strani mondiali?

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