Uruguay su tutte

Uruguay su tutte

Il gruppo A mette di fronte la squadra ospitante, la Russia, due contendenti alla qualificazione, Egitto ed Uruguay, e quella che dovrebbe essere la più debole delle quattro, l’Arabia Saudita. Un raggruppamento che dovrebbe avere in Cavani e compagni i favoriti, superiori sotto tutti i punti di vista agli avversari, mentre con tutta probabilità il secondo posto se lo contenderanno i padroni di casa e gli egiziani.

La Russia non è riuscita a costruirsi un’identità nella marcia di avvicinamento a questi mondiali, con una squadra che sembra ancora quella del 2014 e che negli Europei francesi non ha mostrato alcun progresso. La marcia di avvicinamento alla fase finale è stata una lunga serie di amichevoli che hanno visto nel 3-3 con la Spagna, lo scorso novembre, il punto più alto e che hanno delineato i pregi (pochi) e i difetti (molti) della nazionale di Stanislav Cherchesov. La Russia non ha particolare talento, gioca con un 3-5-2 non eccessivamente coperto ma nemmeno offensivo, non segna molto ma subisce troppe reti (11 gol nelle ultime 5 partite), e soprattutto non è riuscita a costruire dei giocatori in grado di poter cambiare le sorti della partita. Il prospetto più interessante è il 22enne Aleksandr Golovin, trequartista del CSKA Mosca, dotato di una discreta tecnica e autore nell’ultima stagione di 5 reti. Per il resto la Russia si affida a Fedor Smolov, centravanti del Krasnodar, probabilmente il miglior giocatore in rosa.

Il passaggio del turno, in un gruppo che incrocia quello di Spagna e Portogallo, sarebbe il massimo risultato ottenibile per i padroni di casa che inaugureranno il torneo contro l’Arabia Saudita in una gara già fondamentale per i destini del torneo.

La squadra di Juan Antonio Pizzi non ha pretese in questo mondiale, dove cercherà di togliersi qualche soddisfazione ma con possibilità di passaggio del turno praticamente nulle. Il 4-2-3-1 dell’ex CT del Cile sbilancia spesso la squadra che subisce molto e sebbene le intenzioni siano buone, dal punto di vista offensivo le soluzioni sono poche. I migliori giocatori sono il centrocampista Taisir Al-Jassim, mediano dotato di discreta tecnica ma non più giovanissimo (33 anni) e il compagno di reparto Salman Al-Faraj, che nell’ultimo campionato in patria ha segnato anche 3 reti e confezionato 4 assist. In attacco si conta sulla prestazione di Mohammed Al-Sahlawi, punta dell’Al-Nassr, autore di 10 gol nell’ultimo campionato.

L’Arabia Saudita è una formazione con scarsa qualità, che fatica a tenere il possesso del pallone e non ha giocatori che abbiano maturato esperienza internazionale. Limitare i danni sarà l’obiettivo principale per una nazionale che si presenta per la quinta volta alla fase finale di un mondiale e che non vince da 10 partite di fila, dall’1-0 sul Belgio a USA ’94.

Le speranze dell’Egitto sono tutte rivolte al recupero di Salah. L’attaccante del Liverpool si è infortunato seriamente ad una spalla nella finale di Champions League e si spera di poterlo recuperare almeno per la seconda e terza gara del girone, con Russia e Arabia Saudita. E’ evidente come ci sia un Egitto con Salah ed uno senza Salah. Nelle ultime 4 partite giocate senza di lui, la nazionale di Hector Cuper ha segnato solo un gol contro il Kuwait: in una squadra dal gioco fortemente orientato al contropiede, l’assenza di un giocatore dalle caratteristiche si Salah può essere determinante. Se consideriamo che nelle ultime uscire il possesso palla medio è il più basso del girone (42%) così come la media dei tiri nello specchio (1,5, contro ad esempio 5,1 dell’Uruguay), è necessario recuperarlo per dare all’Egitto le chance di qualificazione.

La squadra presenta alcune individualità interessanti, come Mohamed Elneny che ha già una discreta esperienza internazionale maturata con l’Arsenal, o Mahmoud Trezeguet, centrocampista offensivo del Kasimpasa autore in questa stagione di 13 gol. In difesa può contare sull’esperienza di Ahmed Hegazy, transitato anche in Italia alla Fiorentina, del West Bromwich e Ahmed El-Mohamady che da diversi anni gioca in Inghilterra, tra Premier League e Championship.

L’Egitto può essere considerato un serio contendente al passaggio del turno e con tutta probabilità sarà la gara del 19 giugno contro la Russia ad essere decisiva. Il secondo posto all’ultima Coppa d’Africa è un buon biglietto da visita, Cuper dovrà essere in grado di compattare la squadra dal punto di vista difensivo e farsi trovare pronto a soluzioni alternative nel caso in cui Momo Salah non dovesse recuperare.

L’Uruguay, del quale abbiamo scritto una dettagliata presentazione, è la favorita per la vittoria del girone e una delle possibili rivelazioni del torneo. Dopo l’eliminazione agli ottavi di finale a Brasile 2014, la nazionale di Tabarez vuole migliorare quella posizione e per farlo ha iniziato un processo di ringiovanimento della rosa. Saranno in Russia gli “italiani” Torreira, Bentancur e Laxalt, oltre a Vecino, mentre da tenere d’occhio sono il 24enne Giorgian De Arrascaeta e Nahitan Nandez. La difesa è sempre molto solida e si poggia sulle larghe spalle di Godin e Gimenez, collaudata coppia dell’Atletico Madrid.

In attacco Cavani e Suarez sono una garanzia mentre Stuani e Maximiliano Gomez ottime alternative. Molto probabilmente il CT Tabarez proseguirà sulla linea del 4-4-2, modulo consolidato che ha permesso di ottenere 3 vittorie in altrettante partite nelle ultime amichevoli prima dell’esordio del 15 giugno contro l’Egitto. La Celeste punta ad ottenere un risultato importante e non sarebbe una sorpresa vederlo nelle prime otto del torneo, dando inizio ad un processo di rinnovamento forse fin troppo rimandato.

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