Il girone iberico

Il girone iberico

Leggendo le squadre che popolano il gruppo B è inevitabile soffermarsi su Spagna e Portogallo come le più probabili qualificate agli ottavi di finale. Sia il Marocco che l’Iran non sembrano poter impensierire le due europee, sia per esperienza internazionale che tecnica. In realtà questo è vero in parte, soprattutto se ripensiamo al girone degli iberici in Brasile e a come sono andate le cose dopo le partite con Olanda e Cile. I campioni d’Europa in carica con Cristiano Ronaldo alla chiamata mondiale dovranno fare attenzione perché la qualificazione dovrà essere conquistata soprattutto contro la mina vagante Marocco.

Lopetegui ha condotto la Spagna in Russia senza alcun intoppo lungo il cammino (qui potete leggere l’analisi dettagliata della nazionale spagnola). Ha dominato il girone di qualificazione, costringendo l’Italia ai playoff e successiva eliminazione, impartendo agli Azzurri dell’ex CT Ventura una sonora lezione in quel di Madrid, a settembre dello scorso anno. Hanno chiuso il raggruppamento da imbattuti con il miglior attacco (36 reti) e la miglior difesa (3 gol) in 10 partite. L’ultima sconfitta risale al 27 giugno del 2016, proprio contro di noi agli Europei in Francia, un’era calcistica è passata dall’ultima versione Del Bosque a questa formazione, che ha ringiovanito la rosa mantenendo le sue caratteristiche. L’unico difetto che si può ascrivere a questa Spagna è la mancanza di concretezza in alcune partite, e questo potrebbe rappresentare il suo limite. Con una fase difensiva di ottimo livello ed una qualità diffusa altissima, la formazione iberica difficilmente non riuscirà a migliorare i piazzamenti delle ultime due competizioni che hanno visto il tramonto di un ciclo che, adesso, sembra essere in gradi di ripartire.

Il Portogallo ha vinto a pari punti con la Svizzera il suo gruppo di qualificazione e arriva in Russia con la sfrontatezza del suo CT, quel Fernando Santos che ha condotto i lusitani alla loro prima, storica, vittoria nel 2016, quando sotto il cielo di Parigi sollevarono la Coppa Europa (l’analisi dettagliata del Portogallo). Da allora la struttura della squadra è rimasta quasi invariata e questo rappresenta un problema soprattutto in difesa, dove ci si affida a dei centrali tutt’altro che giovani: Bruno Alves (36), Pepe (35), Fonte (34). A centrocampo c’è molta qualità con giocatori di valore come Moutinho, Bruno Fernandes, Joao Mario e Gelson Martins mentre in attacco non ci sono problemi, oltre a CR7 anche i due Silva, Bernardo e Andrè, possono giocare un ottimo mondiale. Proprio Ronaldo dovrà guidare la sua nazionale da protagonista, consapevole che a 33 anni è con tutta probabilità l’ultima chiamata.

Cosa sappiamo del Marocco? Un dato interessante è che la squadra allenata da Hervé Renard è l’unica a non aver concesso nessun gol nel terzo turno delle qualificazioni, in sei partite. La solidità difensiva è confermata anche dalle ultime uscite, con solo 3 gol concessi in 5 partite. Il 4-2-3-1 del tecnico francese si basa sulla forza ed esperienza di Medhi Benatia, che guida la difesa insieme a Romain Saiss, che quest’anno ha ottenuto la promozione in Premier League con il Wolverhampton. La prima linea di difesa trova il roccioso Karim El Ahmadi del Feyenoord, autore di un’ottima stagione, mentre è sulla trequarti che troviamo il maggior talento. Younes Belhanda è un trequartista dalla buonissima tecnica e creatività, autore di ben 8 assist con il Galatasary, mentre sulla sinistra agisce Hakim Ziyech, talento dell’Ajax e seguito molto da vicino dalla Roma. E’ lui il giocatore di maggior qualità del reparto offensivo e i numeri in stagione lo confermano: 9 gol e 15 assist. Il Marocco può giocarsi la qualificazione grazie ad un impianto di gioco collaudato e ad un buon equilibrio tra fase difensiva e offensiva, non perde in gare ufficiali da un anno ed ha l giusto mix di esperienza e ambizione. Da tenere d’occhio.

L’Iran ha ottenuto per la prima volta nella sua storia la seconda qualificazione consecutiva alla fase finale del mondiale. Carloz Queiroz, il Commissario Tecnico, si troverà di fronte nel girone la sua ex squadra, il Portogallo, che condusse agli ottavi nel 2010. L’Iran è imbattuto nelle qualificazioni, ha vinto 12 partite e ne ha pareggiate 6 e in queste 18 partite ha mantenuto la porta inviolata per ben 14 volte. In un 4-3-3 elastico, che in fase di non possesso diventa 4-1-4-1, Queiroz sfrutta la corsa e la bravura nelle due fasi di Milad Mohammadi, terzino sinistro tutta fascia, mentre davanti alla difesa agisce Omid Ebrahimi che possiede tempi di chiusura ma anche un piede sufficientemente educato per far partire l’azione. In attacco il giocatore più importante e da tenere sotto osservazione è il 23enne Sardar Azmoun, del Rubin Kazan. Centravanti dal fisico imponente, riesce ad essere il punto di riferimento offensivo delle azioni d’attacco delle squadre, chiamato il “Messi iraniano” in realtà è molto bravo nei colpi di testa ed è veloce nonostante la stazza. Non è un goleador, infatti i suoi numeri non sono eccezionali, ma il contributo offerto alla manovra è fondamentale per l’Iran, le cui ambizioni passeranno per il suo intuito ma difficilmente potranno essere più grandi di una buona figura in un girone molto difficile.

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