Brasile, poi la doppia S

Brasile, poi la doppia S

La versione 2018 del Brasile, come spiegato nell’approfondimento, è un mix di pragmatismo europeo e fantasia sudamericana. Non potendo cancellare la storia della Selecao, il CT Tite ha trovato il giusto compromesso tra attacco e difesa trovando in Philippe Coutinho il punto focale del suo modulo. Se vuole attaccare, giocando e palleggiando nella metà campo avversaria, mette il giocatore del Barcellona mezz’ala, se vuole coprirsi di più lo mette terzo d’attacco inserendo un giocatore maggiormente difensivo nei tre di centrocampo. Questo equilibrio ha permesso di ottenere una serie notevole di risultati, conquistando il primo posto nel girone di qualificazione con una sola sconfitta, il miglior attacco (41) e la miglior difesa (11).

Numeri importanti, che vengono confermati dalle ultime uscite che hanno fatto registrare 5 vittorie in 6 gare e un solo gol subito. Equilibrio è la parola d’ordine soprattutto grazie a Casemiro, ma anche a Paulinho e Fernandinho. Rispetto a quattro anni fa la squadra è più completa, non subirà le pressioni del mondiale casalingo, ha un reparto d’attacco superiore: oltre a Neymar, ci sono Gabriel Jesus, Douglas Costa e Firmino, un bel passo avanti rispetto a Fred e Jo. In un raggruppamento con Svizzera, Costa Rica e Serbia il primo posto è scontato. La vittoria finale meno ma se dovessimo spendere i nostri 2 cents, li punteremmo sulla squadra di Tite.

La Svizzera ha pagato una differenza reti negativa rispetto al Portogallo ed è andata agli spareggi. E’ bastato un rigore di Ricardo Rodriguez per superare ai playoff l’Irlanda del Nord, e nel complesso il cammino di avvicinamento alla fase finale è stato molto positivo. Solo una sconfitta e 7 gol subiti in 10 partite, un consolidamento della buona impressione data dalla nazionale di Pektovic ad Euro 2016. La squadra è compatta nel collaudato 4-2-3-1 e anche gli interpreti si conoscono piuttosto bene, grazie alla lunga militanza in nazionale. Behrami e Xhaka a centrocampo garantiscono quantità e qualità, davanti l’imprevedibilità di Shaqiri e di Embolo offrono soluzioni offensive anche grazie all’apporto di Remo Freuler, autore di un’ottima stagione con l’Atalanta. Attenzione a Denis Zakaria, centromediano del Borussia Monchengladbach: muscoli e intelligenza tattica al servizio della squadra.

Potrà Costa Rica ripetere l’ottimo mondiale 2014? Le previsioni dell’epoca furono completamente sbagliate e i centroamericani mandarono a casa in un sol colpo Inghilterra e Italia. Il 53enne Oscar Antonio Ramirez Hernandez guiderà una squadra che ha ancora molti elementi di quel torneo e che si presenta al via in un girone difficilissimo con l’invidiabile risultato di 5 vittorie su 6 partite e solo 3 gol subiti nel secondo girone di qualificazione. Il modulo di riferimento è il 5-4-1 in assetto difensivo, con l'” italiano” Giancarlo Gonzalez del Bologna a guidare la difesa Yeltsin Tejeda a protezione. In attacco si fa ancora affidamento sul talento di Bryan Ruiz e su quel Joel Campbell che sembrava essere una delle migliori promesse del panorama calcistico, che per infortuni e varie vicissitudini si è perso (anche se ancora di proprietà dell’Arsenal).

Pensare ad un risultato simile a Brasile 2014 è molto azzardato, il girone appare difficile e la squadra non può più sfruttare l’effetto sorpresa di quattro anni fa. Una buona figura sarà un ottimo risultato.

Chi arriva con ambizione in Russia è la Serbia, che ha una selezione importante ma non del tutto completa. Ha vinto il suo girone di qualificazione davanti all’Irlanda ed eliminando l’Austria e soprattutto il Galles. Ha una squadra dal discreto equilibrio, molto fisica, con alcuni elementi di grande talento come il giocatore della Lazio Sergej Milinkovic-Savic e il centrocampista del Manchester United, Nemanja Matic. Sono loro la coppia sulla prima linea di mediana del 4-2-3-1 disegnata dal giovane CT Mladen Krstajic, mentre sulla trequarti c’è la fantasia di Tadic, Ljajic e la concretezza di Filip Kostic. I due terzini, Ivanovic e Kolarov, garantiscono esperienza e il romanista rappresenta il primo, vero, regista della squadra.

Aleksandar Mitrovic, dopo le stagioni non esaltanti al Newcastle, ha ritrovato l’antica verve con il Fulham, che anche grazie ai suoi gol (12) ha ritrovato la Premier League. In attacco attenzione al giovane Luka Jovic, 20enne dell’Eintracht Francoforte che si è distinto in stagione con 8 gol in 22 presenze.

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